4 chiacchiere con Brawzinho

31/12/2015
scritto da Fabio Calò

In occasione della toccata e fuga in Italia di Brawzinho dello scorso giugno, lo abbiamo raggiunto sul Lago di Garda al PierWindsurf per fargli qualche domanda. Marcilio Browne è uno dei migliori waver del pianeta, è stato Campione del Mondo Wave e Freestyle e ci ha spiegato un po’ di cose interessanti sui materiali che preferisce usare, sulle manovre e sulla sua visione di vita.
Le foto di questo articolo sono state scattate da Francesca La Croce durante le prime giornate del Gran Canaria Wind & Waves Festival 2015, un mese dopo questa intervista di giugno!

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Ciao Brawnzinho! Perchè sei qui al Lago di Garda?
Ero ad allenarmi alle Canarie per la tappa di coppa del mondo di Pozo e sono dovuto passare a Milano per andare nella sede centrale del mio nuovo sponsor, Pirelli. Ho quindi pensato di fare un giro al Garda per cercare di surfare un po’ e fare della promozione per Goya, vedendo e salutando tutti.

Siamo molto curiosi per Pirelli, che è da poco il tuo nuovo sponsor. E’ un marchio enorme e rinomato in tutto il mondo ma è la prima volta che entra nel mondo del windsurf. Puoi dirci di cosa si tratta?
Pirelli ha sviluppato una nuova linea d’abbigliamento, chiamata Pirelli Design, che è in fase di lancio proprio in questo periodo ed è questa l’area su cui andremo a lavorare principalmente, assieme ovviamente alle gomme per le mie macchine a casa e per le macchine che uso nelle varie trasferte e per le gare di coppa del mondo.

Tu quindi sei il nuovo volto per la Pirelli?
Non ne sono sicuro ma sicuramente lavoreremo sull’abbigliamento ed in Brasile poi già lo scorso anno abbiamo fatto uno show televisivo di 12 puntate, che speriamo di rinnovare anche quest’anno, per farne un’altra stagione. Ci sono un sacco di idee fresche che girano al momento, tra cui web clips, video promozionali, eventi e tanto altro ancora.

Quando e perchè Pirelli ti ha scelto come testimonial?
Abbiamo parlato per svariati mesi, quasi un anno ed è iniziato il tutto verso inizio di quest’anno, intorno a gennaio.

Con la Pirelli brasiliana?
Sì, ho firmato il contratto con il distaccamento brasiliano ma ovviamente, essendo un’azienda enorme, le idee e la collaborazione si estende e parte anche dalla sede principale, in Italia.

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Qualcuno mi ha detto che hai parlato direttamente col figlio di Tronchetti-Provera!
Sì sì, abbiamo incontrato tutti, Andrea, Giovanni ecc. Lui si occupa principalmente del marketing e della sezione di abbigliamento, Pirelli Design, che è quella su cui appunto collaboreremo maggiormente.

Ci sono altri atleti oltre a te?
Per gli sport acquatici, non penso.

Grazie per i dettagli. Puoi ora dirci qualcosa per quanto riguarda i cambiamenti del tuo nuovo materiale?
Certamente. Abbiamo accorciato la lunghezza dell’albero sulla Banzai, lasciando il boma della stessa lunghezza ed ampliando un po’ la penna, per maggiore stabilità e controllo anche con vento forte. Il draft della potenza, quindi, è ancora molto avanzato ma la vela è più libera di muoversi e twistare. È quindi migliorata molto la performance anche con vento leggero e si riesce a surfare sull’onda con una misura in meno, riuscendo così ad avere ancora più velocità e maneggevolezza dal rig.

Che tipo di tavole usi ad Ho’okipa?
Ad Ho’okipa utilizzo quasi solamente la mia 86L e vele dalla 4.5 alla 5.0. A Pozo, invece, dato che poi andiamo anche a Tenerife diretti, mi sono portato tutto, dalla 3.4 alla 5.7, con anche un paio di vele di scorta nelle misure primarie. La parte Canaria del tour infatti dura quasi 2 mesi in totale tra allenamenti e gare ed esci sempre, provando nuove manovre, quindi conviene essere preparati e pensare che molto probabilmente qualcosa si romperà!

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Usi tavole di serie per la gara a Pozo?
Sì ho un paio di tavole di serie ed anche un paio di prototipi, che sono molto simili alle tavole di serie, con qualche piccola modifica su cui stiamo lavorando per il futuro. In Goya facciamo così, è un processo di sviluppo continuo, non impostiamo una data a tavolino e cominciamo. Pensiamo e sperimentiamo sempre, senza pensare se prendere la tavola di serie o prototipo, ma scegliendo la tavola migliore per quel momento e quella condizione particolare. Cerco di tenere una mentalità aperta e sperimentare un po’.

A proposito di sperimentare, cosa pensi delle nuove tavole iper-corte e con i rails paralleli (Slate / Tomo)?
Avevo già provato a surfare con un paio di tavole Tomo, avendole provate per la prima volta quasi un anno fa ancora con Fransisco e ne abbiamo fatta qualcuna un paio di mesi fa. Penso che ci siano alcuni aspetti positivi che vale la pena esplorare ma in generale c’erano meno aspetti così positivi e non era abbastanza superiore per valerne la pena, dato che comunque è molto limitata e limitante alle condizioni di utilizzo. Levi ed io siamo sulla stessa lunghezza d’onda con le tavole, che ora hanno una poppa un po’ più larga, la stance più arretrata e sono già compatte di per sè. In un certo senso, quindi hanno qualcosa in comune ma a me piace molto il fatto di avere una prua, sia in atterraggio dai salti, che in surfata e nelle manovre. Penso che dia molta più stabilità ed anche in surfata. Non penso vadano male ma non sono particolarmente funzionali, quindi ci abbiamo sperimentato un po’ ma per ora non sentiamo la necessità di usarle sempre o di metterle in produzione. Ad Ho’okipa, poi, ci sono molte altre formule che funzionano alla grande. Sicuramente sperimentiamo e siamo aperti a nuove possibilità ma per ora stiamo bene con quello che abbiamo e che usiamo sempre.

Tu sei un waverider e surfi l’onda alla grande. Levi usa una 3 stecche, mentre tu usi il tuo pro model, a 4 stecche. Puoi e/o vuoi usare anche una 3 stecche?
Posso assolutamente usare quello che preferisco ma io personalmente non le ho neanche ordinate e Jason me le ha comunque mandate, dato che sono vele ottime ed anche Fransisco le adora. Provo qualsiasi cosa, evitando di bloccarmi su un solo tipo di materiale e limitandomi ad un solo tipo di materiale. A volte uso le 3 stecche, a volte anche le Banzai. La 3 stecche ti permette di andare veramente verticale e si depotenzia istantaneamente quando serve ma io preferisco sinceramente la 4 stecche. Molti dicono che la 3 stecche sia per sideshore perfetto mentre la 4 più sideon. Non la penso così, in quanto ritengo che le 4 stecche abbiano delle notevoli peculiarità anche tra le onde side e perfino side off! È veramente stabile, aiutando sia nei salti ma anche in surfata, generando una potenza e portanza costante, ideale per fare i bottom a tutta velocità. Anche quando è rafficato, accelera immediatamente. Penso che nel windsurf si tenda troppo a catalogare ed etichettare il materiale in maniera specifica e riduttiva. Io non la vedo così. Entrambe le vele funzionano alla grande, ma dipende dal tuo approccio e stile. Stesso discorso per le tavole Quad e Thruster. Le Thruster, come in surf da onda, ti permettono di stare vicino alla pocket ed entrare verticale, mentre le Quad sono velocissime e molto morbide in curva, permettendoti di usare molto il rail. Io personalmente apprezzo entrambe e continuo ad alternare a seconda della condizione. Al momento preferisco la 4 stecche per saltare, come insieme, anche se la 3 stecche è quasi meglio per alcuni tricks come il Pushloop. La 4 stecche però è perfetta per i doppi Forward. Ora quindi sto usando la 4 stecche per le condizioni europee. Poi vedrò a casa con cosa surferò.

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Quali tavole preferisci invece?
Attualmente sto usando spesso le Quad. Non penso siano migliori per tutti in generale, ma si adattano bene al tipo di condizioni in cui surfo normalmente ed al mio stile di surfata. Hanno un sacco di velocità e portanza, permettendo al rider di accelerare sull’onda, anche quando non c’è così tanto vento o l’onda è così potente. Potrebbero andare un pochino meno verticali rispetto alle Thruster, ma si riesce facilmente a gestirsi ed adattarsi, facendo un bottom leggermente più avanti sull’onda per lasciarti lo spazio necessario ed andare verticale comunque. Amo veramente la sensazione del Quad, ma comunque mi diverto molto anche a sperimentare con i Thruster.

Sei uno dei ragazzi, assieme a Levi, Kauli e Ricardo, che hanno innovato lo stile di waveriding con Taka, Goyter ed altre manovre aeree. Ora tutti, particolarmente in gara, ne fanno sempre di più. Per quanto riguarda i salti, però, la situazione è ancora abbastanza “tradizionale”, a parte il Pushloop Forward. Le manovre sono sempre Forward, doppio Forward, Backloop… le stesse di 15 anni fa. Cosa pensi ad esempio della Pasko? Un nuovo livello di salti wave ispirato al freestyle?
Penso che possa funzionare se c’è vento leggero ed hai una 5.3, quando è difficile fare i doppi ed allora può essere interessante un trick di quel tipo. Se invece sei in posti come Pozo, personalmente, sebbene non sia un trick nuovo, preferisco vedere e fare un grosso Backloop o un doppio. I doppi di 10 anni fa, infatti, erano molto meno grossi e controllati rispetto a quelli moderni. Ora moltissimi rider li fanno esitati, andando in cielo e poi facendo due rotazione mentre tornano giù…
I nomi delle manovre quindi sono sempre quelli, ma il modo in cui le manovre stesse vengono eseguite è completamente diverso ed è quasi come se fossero tricks diversi.
È come il cutback in surf da onda. La gente inizia facendo il cutback e li facevano in gara dagli anni 80 ma oggi è una storia totalmente diversa.
Penso che il wave sia ad un punto ideale, dato che risulta comunque comprensibile mentre il freestyle sta quasi diventando troppo difficile in rapporto a come viene percepito. Mi piacerebbe infatti vedere molti più eventi e montepremi per i ragazzi perchè si allenano duramente e fanno dei trick assurdi. Anche in wave, però, c’è stata una progressione notevole, portando le vecchie manovre a livelli prima impensabili, piuttosto che crearne di nuove come in freestyle.
È un approccio diverso. Il modo in cui però i ragazzi surfano adesso ad Ho’okipa, con nuovi livelli di velocità e controllo è veramente radicale, ed anche le nuove altezze stratosferiche a cui vengono fatti i salti.

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Stai provando qualche manovra nuova in waveriding?
Mi sono rimesso a provare le doppie Air Taka, vedendo che Ricardo si sta avvicinando sempre di più e ci ha spinto molto. Sto anche provando un po’ di altre manovre e variazioni di Goyter assieme a Levi, senza mani ecc. Sto anche lavorando sui doppi, cercando di farli sia con vele grosse e su onda sempre più piccola che stallandoli con vento forte e vele piccole, ampliando così il range in cui li posso fare tranquillamente.

La tua manovra preferita?
Non ho una manovra preferita. La mia condizione ideale è puro down the line, ma se mi facessi una settimana di Cabo Verde epico, dopo un po’ mi mancherebbe comunque saltare. Mi diverto molto a variare e a fare un po’ tutto. Se mi fisso troppo su una condizione particolare, allora inizio a volere quello che non ho. Come tutti.
È questo il bello del windsurf! È come un mix tra surf da onda, corse di macchine, freestyle motocross ed a seconda delle condizioni che hai puoi divertirti ed adattarti, sempre con lo stesso materiale ed un unico sport!

Tutto il mondo ha guardato le tue foto e video a Cabo Verde la settimana prima della gara, quindi eri giù con Kauli. Non hai però gareggiato nell’AWT. Perchè?
Non voglio entrare troppo nei dettagli ma la regola principale è che non mi era permesso dal PWA. Avrei partecipato volentieri ma ci sono regole che me lo impediscono.

Com’era la condizione a Cabo Verde?
Assolutamente epica. Il primo giorno lo swell era più da nord e quindi tutti si aspettavano che Ponta Preta facesse paura. Siamo però poi andati a vedere ad AliBaba e siamo usciti per ore. Il giorno successivo, dato che AliBaba era già stato eccezionale il giorno prima, tutti abbiamo puntato lì ma poi lo swell è girato più da ovest, quindi Ponta è diventato veramente eccezionale! Siamo quindi riusciti a surfare entrambi gli spot, con condizioni assolutamente epiche e pochissima gente intorno, che è stato veramente speciale.
È bello quando ti prendi un rischio del genere e tutto va per il meglio. Prendere un biglietto da Maui per Cabo Verde costa almeno 1000 u$d, più tutto il materiale ecc… peraltro sapendo che non farai la gara ma stai andando puramente per fare freesurf in condizioni, si spera, epiche. Il problema è che per decidere il tutto ti basi solo sulle previsioni, che notoriamente possono sbagliare completamente. È inoltre un viaggio molto lungo ed io personalmente, dato che mi ero dato parecchio da fare per poter far coincidere tutto, mi sono scervellato sull’aereo continuando a sperare di aver fatto la scelta giusta. Se dovessi arrivare e non è come speravi, hai letteralmente buttato un sacco di tempo e soldi! Fortunatamente, però, quando siamo arrivati, era perfino meglio di come me lo fossi immaginato!

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Cosa pensi dell’evento di Pozo? Cosa pensi ti servirà per vincere? (ndr: questa intervista è di giugno, quindi precedente alla gara)
Il livello è assolutamente eccezionale e ci sono svariati ragazzi che potrebbero vincere, quindi è molto una questione di chi ha la marcia in più il giorno della gara e si sente maggiormente a suo agio con le condizioni ed il materiale. Siamo tutti così vicini che l’importante è sentirsi a proprio agio sia con sè stessi che col proprio materiale, ed ovviamente bisogna andar giù per allenarsi prima, dato che Pozo è un posto veramente peculiare e per fare le manovre è fondamentale passarci molto tempo e capire come funziona, sfruttando tutte le combinazioni di vento forte/leggero, onda grossa/piccola ed alta/bassa marea. Non puoi prevedere quando si svolgerà la tua batteria e Pozo ha una miriade di sfaccettature. Con l’alta marea, ad esempio, l’onda è completamente diversa dalla bassa. Ho visto in passato che tutti quelli che hanno vinto erano quelli che erano più abituati allo spot e ci avevano passato più tempo. Ed è quello che sto facendo anch’io negli ultimi anni.

Stesso discorso per Tenerife?
Sì anche per Tenerife. Abbiamo un gap di 3 settimane, quindi appena Pozo è finito vado diretto a Tenerife ad iniziare ad ambientarmi.

Dopo Tenerife?
Torno a Maui e mi alleno in alcuni spot nella zona, preparandomi poi per la Danimarca e Sylt.

Sei contento di vivere a Maui? Quando ti sei trasferito definitivamente?
Mi sono trasferito ancora nel 2010! Personalmente lo adoro. Per quello che facciamo, è il posto migliore al mondo. La mia vita là è molto semplice, mi piace molto fare sport ed essere attivo, quindi ogni giorno posso decidere se fare windsurf o surf da onda, che pratico volentieri nei giorni senza vento.

Fai anche SUP?
No, solo surf. Mi piace anche fare un po’ di bicicletta e vado in palestra un po’. Dovrei farlo di più ma preferisco di gran lunga essere all’aperto! Per me è ideale perchè l’intera isola ti incita ad essere il più attivo e sportivo possibile, mangiando bene, e riuscendo sempre a fare cross training in un’enorme varietà di condizioni. La gente ha diverse opinioni ma io non lo cambierei per nulla al mondo.

Sì, infatti è un’isola ed anche piuttosto piccola, nel mezzo del Pacifico…
È vero, ma quando sei così preso ad ammazzarti di sport tutto il giorno tutti i giorni, non c’è altro che tu possa desiderare. Faccio Windsurf e surfo tutto il giorno, quasi tutti i giorni. E dormo. Non m’interessa se non ci sono locali o è una piccola isola. Amo fare questo e non mi stanco assolutamente a farlo il più possibile e per tutta la vita!

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Il tuo obiettivo per la stagione?
Riuscire ad andare il meglio possibile anche in batteria, in modo da essere soddisfatto di me stesso. Mi piacerebbe molto vincere un altro titolo mondiale wave, come più o meno tutti i rider di PWA, ma principalmente cerco di dare il meglio in ogni batteria senza pensarci troppo. Faccio del mio meglio, divertendomi nel frattempo.

Il tuo obiettivo nella vita?
Non penso così lontano… a malapena penso all’allenamento di settimana prossima a Pozo… Una cosa alla volta 🙂

INTERVISTA DI 4Windsurf
FONTE 4Windsurf n° 168
FOTO DI Francesca La Croce

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