4 chiacchiere con Francesco Cappuzzo

08/01/2014
scritto da Fabio Calò

Su Facebook da un paio di giorni gira una sequenza di un doppio Forward… praticamente fatto… del sedicenne Francesco Cappuzzo, local di Puzziteddu (Sicilia). A prima vista si potrebbe pensare che la manovra non sia chiusa, ma vi posso garantire che arrivare a quel punto della seconda rotazione (come nella sequenza) vuol dire avere la manovra a portata di mano. È come quando si provano i primi Forward e si fa un po’ più di mezzo giro e si atterra di schiena… ormai il difficile è passato, atterrare nel modo corretto è solamente questione di tempo e di tecnica e non più di coraggio per superare l’ostacolo iniziale. La sequenza dimostra chiaramente come sia stata innescata efficacemente la seconda rotazione, attendiamo quindi solo la prossima mareggiata per poter vederne magari uno “dry ankle”. I nostri complimenti a questo talentuoso e giovanissimo rider siciliano!

Ciao Francesco e complimenti per la manovra, puoi raccontarci come è andata?
Normalmente in occasione di ogni viaggio imparo una nuova manovra, questa volta invece è stato proprio nel mio home spot (Puzziteddu) che sono riuscito a chiudere il mio primo doppio Forward. Era da tempo che avevo in mente di provarlo visto che è una delle manovre quasi obbligatorie per sperare di entrare nei primi 20 in una gara PWA. La sensazione provata in aria è stata unica tanto quanto la soddisfazione subito dopo quando mi sono reso conto di essere riuscito a chiudere una manovra impegnativa e rischiosa. Fortunatamente un amico in spiaggia (Max Trevisan) è riuscito a riprendere tutta la sequenza anche se non mostra bene l’atterraggio che vi assicuro essere stato buono anche se un po’ “bagnato”. Gasato come sono alla prossima perturbazione sono pronto a riprovare e spero di potere pubblicare un bella sequenza fotografica o un breve filmato. Per questi risultati devo anche ringraziare i miei sponsor, RRD, MAVERX, AL360, FLYMOUNT, ASD REEF, che mi supportano con i migliori materiali esistenti nel mercato spingendomi verso limiti sempre più alti.
TESTO DI Francesco Cappuzzo I-333
FOTO DI Max Trevisan

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