4 chiacchiere con Jacopo Testa, Campione Nazionale Freestyle 2014

08/06/2014
scritto da Fabio Calò

Il Windsurf Grand Slam 2014 è ufficialmente finito ieri pomeriggio, Jacopo Testa (RRD) è Campione Nazionale Freestyle 2014 bissando il successo dell’anno scorso. Gli abbiamo fatto qualche domanda.

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Campione italiano per il secondo anno consecutivo, le sensazioni a caldo?
Sono felicissimo di questo risultato. È stata una settimana molto lunga, le condizioni sono state sempre marginali, con pochissimo vento. Siamo andati a Murta Maria per concludere almeno un Single Elimination e ci siamo riusciti, superando anche le difficoltà iniziale dell’assenza dei giudici. Per fortuna alcune persone si sono offerte di aiutarci e siamo arrivati in fondo al tabellone.

La finale con Mattia è stata molto tirata…
Sono state tutte heat molto dure, il vento non era forte abbiamo pompato per aggiudicarti qualche trick in più. In acqua era piuttosto difficile mostrare il nostro livello, ma alla fine siamo riusciti lo stesso a dare il meglio di noi.

Qualcuno che ti ha stupito e che pensi possa essere un rivale nel futuro?
Sicuramente Mattia Fabrizi è sempre presente, sono ormai diversi anni che ci affrontiamo e anche in questa finale è stata molto dura. Marco Vinante l’ho trovato molto in forma, mio fratello pian piano sta arrivando, Nicolò Tagliafico è molto bravo, Rossel ha fatto passi da gigante. Poi Cappuzzo e i soliti ragazzi che in questi anni fanno molti sacrifici per esser presenti a queste manifestazioni

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Il futuro del freestyle italiano?
Le gare a chiamata potrebbero rappresentare un modo per esprimere il potenziale massimo del freestyle italiano che sta crescendo molto di anno in anno. Poi trovare un sistema per garantirci un montepremi che ci permetta di finanziare i nostri sforzi. Ci dispiace per quanto avvenuto qui a Coluccia per la questione giudici, non siamo noi a poter gestire queste problematiche ma è l’organizzazione degli eventi che ci ospitano. Certo non è bello arrivare qui e non trovare nessuno, la responsabilità non è nostra.

INTERVISTA DI Simone Pierini
FOTO Vittorio Greggio, Fabrizio Rovelli

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