L'importanza dello stretching nello sport

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L'importanza dello stretching nello sport

Lo stretching viene troppo spesso sottovalutato dagli sportivi, non solo dagli amatori ma anche da agonisti e a volte dai pro. Questa attività è parte integrante e fondamentale dell’allenamento, come il riposo e se svolto correttamente , con cognizione può contribuire alla riduzione di infortuni e stiramenti, oltre che preparare al meglio il "motore umano" allo sforzo.

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Una ricerca stima che, chi pratica sport abbia un 30-40% di probabilità in più di incorrere in un infortunio rispetto a chi ha una vita sedentaria.

Infortuni e traumi non sempre sono casuali ma possono essere dovuti a un errato approccio all’attività sportiva durante la preparazione atletica e nelle fasi che precedono una competizione, durante le fasi di riscaldamento. L’allungamento muscolare è il modo più facile ed efficace per contrastare la rigidità e la tensione muscolare.

Sul muscolo si dovrebbe agire come su un motore, riscaldandolo in modo graduale prima della sua massima sollecitazione, che sia per una corsetta mattutina o per un’importante gara o partita.

È limitativo però parlare solo di stretching. Si dovrebbe parlare infatti di focusing che equivale a fare stretching ma con intelligenza. Spesso il riscaldamento viene fatto in modo superficiale, distrattamente, mentre richiede concentrazione e applicazione.

I fattori che entrano in gioco nel focusing sono tre:

l’attenzione al muscolo, sia in termini di riscaldamento e allungamento della struttura che poi si andrà a sollecitare – ci si focalizza sullo stretching di determinate zone che verranno messe sotto stress o sotto carico - sia in termini di concentrazione. E’ importante focalizzare la mente sulle sensazioni che arrivano dal muscolo: bisogna infatti lavorare sulla tensione muscolare, non sul dolore. Quando si raggiunge questa soglia, significa che il muscolo è stato allungato troppo e bisogna ritarare la posizione. Tante volte lo stretching viene fatto parlando con un amico o un compagno di squadra: questo però distoglie l’attenzione dai “messaggi” che arrivano dai muscoli.

la postura. Se si vuole allungare il muscolo è necessario mettersi nella posizione corretta, che deve essere mantenuta per alcuni secondi. Assolutamente errato molleggiare, uno sbaglio comune che comporta un continuo conflitto nel muscolo che non sa bene come comportarsi con questo tipo di sollecitazione.

la respirazione, che deve essere lenta e controllata, consente di mantenere la concentrazione e anche la posizione, e favorisce il rilassamento, a tutto beneficio dell’intero processo di riscaldamento.

 

Un altro suggerimento è quello di preparare la zona all’allungamento muscolare massaggiando per 2-3 minuti le parti soggette a sollecitazione con una crema a base di esteri cetilati ad alta concentrazione. Un principio attivo naturale che penetra nelle articolazioni e nei muscoli svolgendo un’azione che possiamo definire “preventiva”, ossia permette di mantenere lo stato fisiologico dei tessuti senza perdere fluidità e contribuire a una migliore elasticità di cartilagini e muscoli.

La crema, attraverso il massaggio terapeutico, può anche essere impiegata per ridurre la sintomatologia dolorosa a livello articolare e muscolo-scheletrico in caso di traumi sportivi e di infiammazioni articolari. Efficace contro il dolore, favorisce il recupero della mobilità anche nei periodi di riabilitazione conseguenti a fenomeni infiammatori o traumi. Inoltre, il dimostrato profilo di sicurezza - complice la formulazione a base di acidi grassi naturali - ne permette l’uso prolungato senza il rischio di effetti collaterali, rendendola una soluzione alternativa e sicura ai farmaci anti-infiammatori o FANS.

Oggi purtroppo lo stretching – detto anche focusing - è un anello debole in tanti sport. Non si lavora abbastanza di prevenzione, un pò come succede in medicina: sono pochi quelli che fanno un check-up preventivo, molti di più i pazienti che si rivolgono al medico a sintomi conclamati.

L’ultimo consiglio quindi è di non rimandare il problema, ma prevenire quanto possibile.

Questa è un'intervista fatta al Dottor Riccardo Ceccarelli, noto medico sportivo e direttore di Formula Medicine.

http://www.formulamedicine.com/la-storia/

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