5 cose da sapere sullo speed hiking

Camminare velocemente in montagna. In due parole: speed hiking. Il movimento di maggior tendenza sulle Alpi, che unisce il piacere dell’allenamento con la gioia della esplorazione in montagna.

20/06/2019
scritto da Redazione 4Outdoor

Lo speed hiking è l’interpretazione moderna del tradizionale escursionismo.

Camminare veloci. Semplice

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

 

Anche se da secoli c’è chi cammina velocemente sulle montagne. Per lo più per esigenze molto pratiche. Raggiungere un alpeggio dal fondovalle. Evitare i controlli dei finanzieri. Forse persino Ötzi, cinquemila anni fa, aveva buone ragioni per camminare velocemente sui monti del Tirolo. Ma lo speed hiking è un’attività definitivamente contemporanea, di chi vive la montagna come un’esperienza del corpo, il luogo in cui barattare la fatica con le endorfine, ma anche un’esperienza spirituale, esplorando luoghi distanti e nutrendosi dello spettacolo naturale che lo circonda. Camminare (velocemente) non è mai stato così di tendenza.

 

ALLENARE IL CORPO E NUTRIRE LO SPIRITO

Progressivo. Ripetute. Fartlek. High Intensity Interval Training. Crossfit. Il mondo della corsa e del fitness ha da tempo scoperto i vantaggi di un allenamento fatto di variazioni di intensità. Sono quelli che vengono chiamati allenamenti di qualità. Prendete l’High Intensity Interval Training, HIIT per gli amici. Una delle sue tante varianti prevede di salire velocemente e scendere lentamente una rampa di scale. Una soluzione per migliorare o mantenere uno stato di generale benessere fisico in un lasso di tempo breve. Efficiente e funzionale. Ma appagante solo se sei un criceto. E chiunque sia passato dalla penitenza delle ripetute, ha provato quella sensazione di masochistica fatica per un premio lontano.

 

Con le naturali variazioni di intensità che seguono le variazioni del terreno di montagna, lo speed hiking è la versione naturale del modo più moderno di allenarsi. Massimo sforzo in salita, relax sui tratti pianeggianti, libera interpretazione in discesa. Se la salita non sale abbastanza, basta lasciare il sentiero e tagliare lungo la massima pendenza. Aggiungete i benefici del clima in altitudine e gli appoggi irregolari sui sentieri che sono un naturale esercizio propriocettivo. Ma soprattutto, mettete nel pacchetto l’ambiente alpino e la soddisfazione dell’obiettivo, rifugio o cima che sia. La differenza tra sentirsi un criceto e uno stambecco.

 

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

 

SPEED HIKING VERSUS TRAIL RUNNING

È vero che prima c’era la corsa in montagna. Ma la verità è che a un certo punto è arrivato il trail running. Gente che correva sui sentieri con scarpe basse e ammortizzate, pantaloni corti, magliette leggere. Portandosi dietro il minimo indispensabile. Per un decennio i conservatori della montagna, i sacerdoti dello scarponcino alto e la suola rigida, i cultori del fustagno e della flanella, dello zaino carico per ogni evenienza, hanno guardato i trail runner con silenzioso biasimo. Poi qualcosa è cambiato, gli escursionisti più dinamici hanno scoperto le scarpe basse e ammortizzate, l’abbigliamento leggero e traspirante. Buongiorno speed hiking.

 

C’è un sottile confine tra il trail running e lo speed hiking. Fosse solo perché in salita molti trail runner in realtà camminano. Camminando si va veloci uguale con meno fatica. Ma è proprio tutta la differenza tra correre e camminare. Se non avete mai provato a correre in salita per più di cinque minuti, provate. Ma è anche una questione di articolazioni. Lo spiega molto bene Aaron Durogati, ormai un veterano della RedBull X-Alps, la più dura Adventure Race al mondo a piedi e in parapendio: “nel 2017 la mia X-Alps è finita anzitempo per un problema al ginocchio. Anche per questo motivo, per allenarmi ho scelto lo speed hiking, cioè una camminata molto veloce. Soprattutto in salita è molto allenante e in discesa non mette a rischio le articolazioni come succede col trail running.”

 

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

 

CAMMINARE NON È CORRERE

Quelle verità talmente ovvie che è facile dimenticarsene. I piedi sono la nostra connessione col terreno di montagna. Quello che succede là sotto durante la corsa e durante la camminata è drammaticamente diverso. È diversa la cinematica. È diverso l’appoggio. È diversa l’intensità dell’impatto a ogni passo: nel caso della corsa è da 3 a 5 volte superiore che camminando. Sotto questo profilo, 10 chilometri di corsa equivalgono a 40 di camminata. Considerando che si va a quasi metà della velocità, si capisce perché una giornata di speed hiking può durare molto di più di una di trail running.

 

Ma lo speed hiking non ti porta solo più lontano e più a lungo. Se camminare è diverso da correre, una scarpa da corsa è diversa da una scarpa per camminare. Detto che si può fare qualunque cosa con qualunque scarpa, anche surf da onda coi tacchi a spillo, se ci riuscite, ci sono scarpe progettate per camminare, e altre progettate per camminare velocemente. Sono scarpe costruite con materiali leggeri – perché la leggerezza è comfort e prolunga l’attività – e ben ammortizzate. Ma la forma del pacchetto suola e intersuola è fatto per la rullata completa, dall’appoggio sul tallone al rilascio dalla punta. E la scarpa è strutturata in modo da offrire un preciso contenimento del mesopiede e del tallone. Qualcuno direbbe che le scarpe da speed hiking sono scarpe da trail running con la stabilità e la rullata di uno scarponcino, e si avvicinerebbe molto alla verità. In realtà, sono le più versatili e confortevoli scarpe da montagna che possiate scegliere.

 

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

 

LESS IS MORE

Non ho idea se Mies Van der Rohe, l’architetto tedesco che ha coniato questo motto, avesse immaginato quanto sarebbe stato abusato. Ma nel caso dello speed hiking ci sta tutto. Bisogna togliere per andare più lontani, più rapidi. Maglietta e pantaloni leggeri, traspiranti, in materiali stretch che non limitano i movimenti del corpo, soprattutto quando si sale liberamente su pendii rocciosi. Uno zaino piccolo, da 15-20 litri, con dentro il minimo indispensabile: un guscio leggero, che serve più per il vento che per la pioggia (chi prende più la pioggia con le previsioni meteo che ci sono?), una giacca isolante ma molto traspirante, una borraccia o un sistema di idratazione, un cappellino di lana per proteggere la testa durante le pause, la lampada frontale per le partenze prima dell’alba e il ritorno dopo il tramonto. I bastoncini. Tutto il resto è (quasi) inutile.

 

La cosa interessante è che i materiali da speed hiking, ibridi e versatili, a differenza di prodotti più specifici da montagna sono un ottimo investimento perché vanno bene per molte altre attività: l’abbigliamento lo si può usare per correre, lo zainetto per girare in città, le scarpe per le escursioni a un passo più rilassato. E un guscio comprimibile può rivelarsi tra i migliori compagni di viaggio, sempre. Possedere di meno, usare di più.

 

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

 

CAMMINARE PER VOLARE

La RedBull X-Alps è la più dura Adventure Race del mondo. Oltre 1000 km attraverso le Alpi, potendo usare solo i piedi e il parapendio. È la massima espressione dell’hike & fly: sali, voli, ripeti. Finché arrivi. Per chi si dedica a questa disciplina lo speed hiking è uno strumento e un modo di allenarsi, parapendio in spalla.

Molti pensano che in una gara di hike & fly si corra, ma non è vero. Se non voliamo, in realtà stiamo facendo speed hiking, stiamo cercando di camminare più velocemente che possiamo – spiega Giovanni Gallizia, migliore italiano alla Salewa IronFly e terzo alla Dolomiti SuperFly – Durante una gara abbiamo uno zaino da circa dieci chilogrammi, con cui correre sarebbe uno strazio, ti capita solo per uno sprint finale, come a me è capitato lo scorso anno. Altrimenti camminiamo, molto a fondovalle e poi per salire verso il decollo. È naturale che quello sia anche il nostro allenamento.”

Ma se il parapendio è un’attività per un numero limitato di appassionati, lo speed hiking è invece una opportunità subito alla portata di tutti. ”A me piace stare in mezzo alle montagne, camminando o volando – conclude Aaron Durogati – ma ognuno sa dove cercare le proprie personali emozioni. Per cominciare con lo speed hiking serve solo la voglia di prendere e andare, ogni volta un po’ più forte e ogni volta un po’ più lontano. Camminare sui sentieri appartiene alla nostra tradizione. Camminare veloci è solo un punto di vista diverso, un modo per allenarsi nella più bella palestra del mondo: le montagne.”

 

Come devo equipaggiarmi per fare Speed Hiking?

Sicuramente mi serviranno:

  • Una buona scarpa, che dia sostegno e resti confortevole per chilometri, sia in salita che in discesa, come Salewa Lite Train donna o la Speed Beat GTX uomo. (Testati per voi)
  • Una maglia traspirante, per poter regolare lo scambio termico del corpo durante l’attività e potersi asciugare in fretta senza sottrarre calore al corpo una volta che ci fermiamo, come la maglia Salewa Pedroc Print Dry Tee(Testata per voi)
  • Un paio di calzoncini comodi, in tessuto elastico per non limitare i movimenti e con qualche tasca per riporre gli oggetti come il telefono o i gel, come i Salewa Pedroc Cargo Shorts(Testati per voi)
  • Uno zainetto leggero e capace di restare a contatto con il corpo, senza sobbalzare con i movimenti. Salewa Ultra Train 18.
  • Un guscio leggero e traspirante, che difenda da vento e gocce di pioggia all’occorrenza ma che sia appallottolabile e ripiegabile nello zaino. Salewa Pedroc GTX Active JKT.

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