Record Kawauchi

Kawauchi durante la sua impresa da Guenns dei Primati (foto organizzatori)

RUNNING

Un campione fuori dagli schemi

Domenica ancora una volta Yuki Kawauchi ha sorpreso tutti conquistando il podio nella classica di Fukuoka. L'ultima impresa di un atleta che vive la corsa come una liberazione

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Lo chiamano lo "stakanovista della maratona" perché disputa oltre 10 gare l'anno, senza contare le altre distanze,pur lavorando 40 ore settimanali come impiegato

Personaggio davvero unico, Yuki Kawauchi, il maratoneta più amato in Giappone perché considerato uno della gente che lotta da pari a pari con i grandi professionisti africani. Conoscendolo viene da chiedersi se le sue giornate siano davvero di 24 ore o riesca a vivere in una dimensione parallela moltiplicando le ore quotidiane, perché non ha mai smesso di lavorare, eppure si allena come e più di un professionista e gareggia, sempre, tanto da essere chiamato lo “stakanovista delle maratone”. Quest’anno ha portato a termine ben 8 maratone, vincendo quelle di Kagoshima e Zurigo, finendo sul podio a Taipei, Gold Coast, Porto e Fukuoka in un ideale giro del mondo a cui va aggiunto il ritiro alla maratona olimpica di Rio. Non bastasse, ci sono altre 9 mezze (vinte quelle di Tokyo Nerima, Shizuoka e Nemuro, per i 21,097 km non gli piace girare molto…) e altre gare di 20 e 30 km. In carriera ha completato 71 maratone in tutti i continenti Africa esclusa, ma non è detto che prima della fine della carriera non completi anche questa collezione.

Kawauchi sul podio della Gold Coast Marathon australiana, vinta nel 2013 (foto organizzatori)

Il bello è che questo 29enne corre forte davvero: vanta 10 prestazioni sotto le 2h10’, il suo personale è 2h08’14” del 2013 a Seoul. Vanta anche un record mondiale molto particolare, citato sul Guinness dei Primati: lo scorso 13 marzo a Saitama ha chiuso terzo in 1h06’42”, solo che ha corso vestito di tutto punto per andare in ufficio, con giacca, camicia, cravatta e soprattutto mocassini ai piedi, scomodissimi per correre 21 km… Il suo è stato un tributo alla sua vita quotidiana, fatta di 40 ore settimanali davanti alla scrivania dalla quale non vede l’ora di scappare per mettersi a correre.

Nemmeno gli infortuni lo fermano: domenica nessuno avrebbe puntato un dollaro su di lui a Fukuoka, dove si era presentato al via con i postumi di alcuni infortuni tanto che sua madre Mika era partita per accompagnarlo consigliandogli più volte di soprassedere. Nulla da fare, Yuki si è schierato al via e si è messo a battagliare sotto la pioggia con gente mica da ridere come Tsegay (Eth) e Makau (Ken) chiudendo terzo in 2h09’11”, ipotecando così un’altra maglia nazionale, per i Mondiali 2017. Arrivato al traguardo Yuki è scoppiato a piangere, mentre la madre lo abbracciava dicendogli “oggi è avvenuto un miracolo”. E pochi minuti dopo, Kawauchi pensava già alla prossima gara, in Germania il 31 dicembre, perché “l’impiegato che corre” non si ferma mai.

 

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