Basta, cambio vita: Jean Marc Franceschetti e la sua Paracuru

Jean Marc Franceschetti ci racconta di come ha trasformato la sua passione nel suo lavoro, trasferendosi a Paracuru, uno degli spot più famosi del Brasile

02/12/2017
scritto da Francesco Grassi

FG

Ciao Jean, parlaci del tuo incontro con il Kite

JC

Tutto è iniziato molti anni fa, 1997, avevo visto Manu Bertin e mi è subito piaciuto. Ero windsurfista e amante del mare.

Qualche anno dopo, era fine ’98, i kiters hanno iniziato a bolinare con questo strano attrezzo che si chiamava Wipika. E’ stato a questo punto che sono disperatamente andato alla ricerca di un kite. Lo trovai a Milano un kite Sudafricano. Un arma del suicidio! molto pericoloso! lo comprai e da li, provando e riprovando ho iniziato a fare kite.

FG

Molti iniziano a praticare kite ma da qui a fuggire fino in Brasile, il passo non è breve. E’ nata prima la necessità di scappare o sei scappato per la necessità di praticare kite?

JF

E’ nata sicuramente prima la necessità di cambiare vita. Il kite è stato una spinta ulteriore, visto che sono finito in Brasile dove non a caso le condizioni per il kite sono fantastiche: acqua calda, vento forte, trenta gradi di temperatura.

FG

Perche dici finito?

JF

Lavoravo come amministratore delegato per una grossa multinazionale, non avevo tempo di fare nient’altro e piano piano è nata in me la necessità di cambiare vita. Quando ho visto che con i soldi me la sarei cavata ho lasciato perdere tutto e sono partito. Ero indeciso se raggiungere i miei amici in Grecia o quelli del Brasile. Alla fine mi sono ritrovato qua a Paracuru. Inizialmente facendo solo kite, poi ho comprato una pousada e aperto un piccolo centro kite a Quebramar, lo Strapless Center, e da li ho iniziato a crearmi la mia vita qua.

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