Bruna Kajiya: La semplicità del talento

L’atleta brasiliana Bruna Kajiya, classe 1987, è la massima esponente mondiale del kiteboarding femminile.

07/08/2017
scritto da Francesco Grassi

Lo stile potente e la grazia delle sue manovre la rende un punto di riferimento e un’ ispirazione per tutte le giovani atlete del mondo.

Regina indiscussa del freestyle moderno, L’atleta di casa Airush, ha chiuso la stagione agonistica con la vittoria della World Kiteboarding League (WKL) e come se non bastasse è entrata di diritto nella storia come la prima ed unica atleta donna ad aver chiuso il famigerato Blind Judge 5.

Il talento, ma soprattutto la personalità di quest’atleta ci ha affascinato al punto da volerle dedicare un’ intervista; nel farlo abbiamo scoperto una ragazza disponibile, di grandi valori e umiltà impareggiabile. Una vera campionessa, degna della storia a cui appartiene.

FG

Ciao bruna siamo felicissimi di averti con noi a 4kitesurf, cosa fai di bello in questo periodo?

BK

Ciao! Sono anche io molto felice di essere qui con voi. E’ un vero piacere.  Adesso sono a Perth, in Australia, molti dei riders del WKL sono qui adesso, ci stiamo allenando per l’inizio del tour 2017. Sono stata a Cape Town a gennaio per un photoshoot della Mystic e passerò tutto Febbraio qui, in un bellissimo spot super flat ad allenarmi sui miei tricks.

FG

Parlaci del tuo passato, chi è la persona dietro l’atleta campione del mondo?

BK

E’ una ragazza cresciuta su una piccola isola in Brasile, pi piace chiamarla il mio piccolo paradiso, dove la natura è incontaminata e rispettata al massimo. E’ da qui che viene la mia forte connessione con l’oceano. Ogni volta che potevo andavo in acqua… per fare qualunque cosa. Bastava essere li. Tutti mi chiamavano “Pesciolina”

FG

Sei una campionessa con grandi primati alle spalle come hai raggiunto questi risultati?

BK

Se mi guardo indietro e cerco una ragione del mio successo, la risposta è automatica e semplice. Passione. E’ tutto grazie a quello, ho dato tutto al kite. Anima e cuore. Sono sempre andata avanti con determinazione,  concentrazione e dedizione. Ecco la ricetta…  Non penso che ce l’avrei fatta senza l’immenso amore che ho nei riguardi di questo sport.

FG

Qual’è stata la manovra che ti ha in assoluto dato più soddisfazione chiudere?

BK

Il Backside 315. E’ stata una vera sfida, un traguardo che ho spesso sentito troppo lontano da raggiungere. E’ stata una strada lunga e dolorosa, piena di crashes ma proprio per questo la soddisfazione è stata immensa. Indescrivibile. Poi ovviamente c’è la soddisfazione di aver spinto un gradino più in alto la scena del kiteboard femminile. Essere la prima donna al mondo a riuscirci. E’ un grande traguardo professionale e soprattutto personale.

FG

Hai cambiato la storia del kitesurf, grande responsabilità! Cosa si prova?

BK

Mi sento incredibilmente onorata ad essere parte della storia di qualcosa che amo così tanto e oltre al 315, spero di poterci rientrare ancora con qualche altra bella storia! Essere capace in qualcosa di cui sono così appassionata è un sogno divenuto realtà.

FG

Come ti confronti con la paura?

BK

Si sentono e leggono in giro tante frasi tipo “io non ho paura” e io penso ogni volta… come?! Io vedo la paura come una cosa naturale, siamo esseri umani e come ogni animale la paura fa parte del nostro DNA. E’ un sistema di sopravvivenza essenziale per la specie. Io apprezzo la paura, la voglio conoscere e comprendere. La peso e capisco quanto sono pronta per una sfida, mi assicuro di aver fatto bene i compiti a casa e a quel punto mi ci confronto fino al raggiungimento dei miei obbiettivi.

FG

Ora che sei campionessa del mondo hai realizzato già un grande sogno, cosa ti aspetti dal futuro?

BK

Continuerò a gareggiare, mi tiene viva, mi fa vibrare ogni volta e non molte altre cose ci riescono nella mia vita.  Ma il mio vero goal è continuare a spingere lo sport più avanti, portarlo al livello superiore ogni volta, far splendere il kite femminile.

Intervista apparsa nel numero 78 di 4Kitesurf Magazine

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