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Cervino Cine Mountain, i vincitori del festival

di - 15/08/2017

Nove intense giornate per festeggiare vent’anni di cinema di montagna a Valtournenche.
Vince il Grand Prix des Festivals, “Samuel in the clouds”, dedicato ai cambiamenti climatici e al loro impatto sulle esistenze.
Grandi ospiti hanno contraddistinto questa edizione, da Alain Robert, l’“uomo ragno”, a Mira Rai, la runner nepalese, dalla coppia Boldi-Pozzetto, a Lella Costa, a Manolo, a Hervé Barmasse.

 é calato il sipario del Cervino Cine Mountain Festival, giunto alla sua 20esima edizione. Quali sono stati i film che hanno conquistato l’oscar dei film di montagna?

I premiati

“Samuel in the clouds”, di Pieter Van Eecke (Belgio) conquista l’”oscar dei film di montagna” il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée d’Aoste – riservato ai film già premiati nei principali festival di settore provenienti dal circuito dell’International Alliance for Mountain Film. Già vincitrice del Grand Prix Festival di Autrans in Francia e di Trento, la pellicola racconta i cambiamenti climatici osservati dal punto di vista del gestore di un impianto sciistico boliviano, rimasto all’“asciutto”.

Il premio Montagnes du monde per il miglior film straniero va a “Santoalla”, di Daniel Mehrer e Andrew Becker, un thriller-documentario ambientato in un remoto villaggio galiziano. Menzione speciale al canadese “W”, di Steven Schwabl, che ha come protagonista un eccentrico scalatore che vuole salire una torre pubblicitaria.

Il Premio Montagne d’Italia per il miglior film italiano è assegnato a “Vergot”, di Cecilia Bozza Wolf, che racconta il percorso di accettazione dell’omosessualità in una famiglia trentina rurale.

“Riders on the storm”, di Franz Walter, è il vincitore del Premio C.A.I. per il miglior film di alpinismo, arrampicata, esplorazione, mentre il Premio SONY per la migliore fotografia se l’è aggiudicato “The Sound of Winter”, di Tizian Büchi. Il Miglior Cortometraggio è il canadese “The botanist” di Maude Plant-Husaruk e Maxime Lacoste-Lebuis.

L’”Oscar valdostano”, il Premio Film Commission Vallée d’Aoste, è andato a “Sagre Balere”, dedicato al mondo del liscio, di Alessandro Stevanon, mentre il Premio del Pubblico è stato conquistato da “Furia” di Marcello Vai, una storia di riscatto personale che ha emozionato la platea.

 

Ospiti e momenti speciali

Grandi film, grandi numeri, grandi ospiti: un’edizione, la ventesima, di grande richiamo, e la risposta del pubblico si è fatta sentire.

Il Cervino CineMountain si è aperto con due personaggi della commedia popolare, Massimo Boldi e Renato Pozzetto. La Cervinia dei cinepanettoni e del jet set è tornata a risplendere e a fare divertire.

È stata accolta con grande calore anche l’attrice Lella Costa, che con Claudio Sabelli Fioretti ha raccontato, in bilico tra letteratura e mito, la figura di Walter Bonatti, al centro di “La Via lattea, divagazioni alpine”. Quanto a Maurizio “Manolo” Zanolla, la leggenda del free climbing, è stato al centro di un doppio seguitissimo appuntamento: sabato 12 ha dialogato con il pubblico e con Roberto Mantovani, mentre domenica 13 ha accompagnato un gruppo di persone in un’escursione con la guida naturalistica Angelo Vallet.

Grande successo anche per l’appuntamento dedicato ad Hervé Barmasse, che il 7 agosto si è raccontato attraverso “La montagna e la mia vita, tra zero e ottomila”. Cinque persone, tra il pubblico, sono state sorteggiate al termine della serata per accompagnare, la mattina seguente, Hervé e suo padre Marco Barmasse. Due generazioni di alpinisti e guide alpine a confronto: l’occasione per scoprire la catena del Cervino osservandola dal punto di vista di due protagonisti della montagna.

Uno dei momenti più emozionanti è stata la serata dedicata al mondo del Trail, con un doppio appuntamento: da un lato la partecipazione di Mira Rai, ex bambina soldato del Nepal, poi diventata runner di fama internazionale. Il pubblico l’ha conosciuta di persona, e ha potuto approfondire la sua figura attraverso la proiezione di Mira, di Lloyd Belcher. Un’altra storia di riscatto è stata quella raccontata da Furia, di Marcello Vai, dedicata a Fulvio Jeantet, trailer valdostano, che “a furor di popolo” ha vinto il premio del pubblico.

Anche Alain Robert ha portato in sala una vera e propria folla, affascinata dall’”uomo ragno”, protagonista di un film fuori concorso. Nonostante un infortunio, Alain ha comunque partecipato allo spettacolo finale, Vertigo, per la regia di Gianluca Rossi con Alain Robert, Arcangela Redoglia, Anicet Leone, Andrea Damarco, Boylerz e Andrea Carlotto. Un sorprendente e inedito spettacolo che ha integrato videomapping, acrobazie e incursioni degli artisti, musica sperimentale, in un vortice vertiginoso che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso.

Due novità molto molto apprezzate, infine, sono state la libreria di montagna allestita con la collaborazione di “A la page”, e lo spazio CineMountain kids, dedicato ai più piccoli.

Eva è nata e cresciuta a Roma, dove ha studiato giurisprudenza per capire che è una persona migliore quando non indossa un tailleur. Ha lasciato la grande città per lasciare che il vento le scompigliasse i capelli sulle montagne delle Alpi e presto ha scoperto che la sua passione per l’outdoor e scrivere di questa, poteva diventare un lavoro. Caporedattrice di 4outdoor, collabora con diverse realtà del settore outdoor. Quando ha finito di lavorare, apre la porta della baita in cui vive per sciare, correre, scalare o per andare a fare altre gratificanti attività come tirare il bastone al suo cane, andare a funghi o entrambe le cose insieme.