Choices, il ritratto di Steph Davis a E.O.F.T 17/18

CHOICES è il ritratto di un’atleta eccezionale che non ha paura di a rontare decisioni di cili e conduce la vita come i suoi progetti di arrampicata: pronta a scendere a compromessi, ma in grado di combattere a muso duro quando serve. Stiamo parlando di Steph Davis.

27/06/2017
scritto da Eva Toschi

La prima scelta è stata fatta – con CHOICES vi diamo una piccola anticipazione del programma di quest’anno e apriamo ufficialmente la stagione E.o.F.t. 17/18, il più grosso festival di film outdoor d’Europa | in tour in tredici paesi europei dal 6 ottobre no a febbraio | première: 5 ottobre a monaco di Baviera.

CHOICES è il ritratto di un’atleta eccezionale che non ha paura di a rontare decisioni di cili e conduce la vita come i suoi progetti di arrampicata: pronta a scendere a compromessi, ma in grado di combattere a muso duro quando serve. Stiamo parlando di Steph Davis.

CHOICES

Cosa facciamo oggi? Skydiving prima di pranzo? oppure basejumping? decisioni di questo tipo sono all’ordine del giorno per Steph Davis. Se potesse chiedere alla sua cagnolina Cajun, lei voterebbe a gran voce per il basejumping, il rumore del motore e le facce sconosciute sulla pista di partenza le fanno paura. Il basejumping è, invece, un’avventura che le si addice. Segue Steph e si gira a tutta salendo in cima a una parete verticale, aspetta che il paracadute di Steph si apra con un botto qualche secondo dopo essersi gettata nel vuoto, dà un’occhiata al punto di atterraggio e corre a tutta birra giù per la montagna. Tutto questo accade in un normalissimo venerdì mattina nei pressi di Moab nello Utah (USA).

Qui, l’arrampicatrice e base jumper Steph Davis è di casa da oltre vent’anni. Condivide la casetta in un sobborgo della città con il suo partner Ian, la cagnolina Cajun e il gatto mao. Una piccola oasi nell’arida zona desertica dove si vedono raramente piante verdi e gli arbusti secchi si estendono a perdita d’occhio  fino alla prossima parete da scalare. Fu a causa di questa roccia arenaria spettacolare e delle in nite linee da scalare che, nella metà degli anni 90, Steph Davis decise di abbandonare la sua casa su quattro ruote e sceglierne una con quattro mura.

Oggi, Steph Davis ha quarantatre anni. possiede una casa con giardino e un cane, anche se condivide ben poco con la vita dei suoi vicini, che portano i figli a scuola, hanno lavori stabili e vanno in vacanza una volta all’anno. Una strada cui sembrava destinata anche lei  fino a che non scoprì l’arrampicata nel 1991. Abbandona gli studi di giurisprudenza a causa dell’arrampicata, fa della sua auto la sua dimora e vive alla giornata. Una decisione non comune che si è rivelata vincente nel corso degli anni. Steph Davis è stata la prima donna a conquistare tutte le cime del massiccio del Fitz roy in Patagonia, la prima ad arrampicare in libera la via Salathé sul Capitan a Yosemite. E anche la prima donna a completare la salita in free solo – ossia senza corda e senza protezioni – di una via prestigiosa di 6c (5.11). per Steph Davis, la forma più pura dell’arrampicata è anche quella dove si corrono rischi enormi e le conseguenze possono essere fatali.

Steph Davis sa di vivere una vita al limite. Quattro anni fa perse suo marito, Mario Richard, in un incidente di Basejump nelle Dolomiti. anche il suo primo marito, Dean Potter, è morto nel 2015 in un incidente di basejumping. Nonostante questo, Steph non abbandona il suo sogno di volare – una passione condivisa anche dal suo attuale compagno Ian.

Steph Davis

Climber. amante del volo. Speaker. Scrittrice. Vegana. amica. Steph davis (43)
si descrive con queste parole. Suonano molto meglio di “avvocato”, la carriera che pensava di intraprendere no a quando, nel 1991, scoprì l’arrampicata, a causa della quale abbandonò gli studi per dedicarcisi anima e corpo. una decisione di cui non si è mai pentita.

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