Come sta cambiando la geometria della MTB

Il trend degli ultimi anni è chiaro a tutti: bici lunghe, basse e aperte, ma molto probabilmente abbiamo (quasi) raggiungo l’estremo in questo senso.

03/04/2019
scritto da Cristiano Guarco
Bold Unplugged Volume 2 in azione

Bold Unplugged Volume 2 in azione

Un cambiamento inarrestabile

Il cambiamento non avviene per caso. Spesso cambiare modo di pensare porta a una conseguente variazione nel comportamento, generando un effetto domino capace di rimodellare il modo in cui tutti pensiamo e agiamo. Si tratta del rapporto tra causa ed effetto, tra azione e reazione, un’onda che si propaga all’esterno coinvolgendo altri soggetti. Tutto questo vale anche per il mondo del ciclismo, in particolare per le geometrie.

BMC Fourstroke 01 One, una super aggressiva full suspended da XC

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Lungo, basso e aperto

Il trend degli ultimi anni è chiaro a tutti: bici lunghe, basse e aperte. Ma come un’altra delle grandi verità, quella dei corsi e ricorsi storici, molto probabilmente abbiamo (quasi) raggiungo l’estremo in questo senso. Infatti non è raro vedere trail bike con angoli sterzo e quote di reach assimilabili a quelle di bici da discesa di qualche anno prima. E alcune delle ultime bici introdotte sul mercato (dal cross country all’enduro passando per il trail biking) vedono fare un passo indietro verso quote più conservative e comunque equilibrate, nel segno di MTB veramente per tutti, un argomento che approfondiremo nella prossima puntata.

Come sta cambiando il Cross Country

Perché accade questo? Semplice, l’evoluzione del nostro sport preferito è frutto di un approccio che vede collaborazione, condivisione e competizione lavorare a braccetto. La legge del mercato è chiara: i produttori vendono bici che gli appassionati vogliono comprare. In una prima fase di vita, il cross country è stata la disciplina dominante e trainante, con un design esile e angoli verticali. Arrivò il momento del freeride, esploso nella Columbia Britannica canadese, che catturò l’attenzione di tutti quegli appassionati che cercavano soprattutto divertimento. Le leggere e scattanti XC si sono rivelate inadeguate allo scopo, così gli angoli sterzo si sono aperti, gli interassi si sono allungati, le gomme allargate, ecc. Sino a coinvolgere il diametro ruota, cresciuto anch’esso sino ai 29” dopo aver fatto una sosta intermedia con le 650B.

Le quote geometriche della Bold Unplugged Volume 2, tra le più estreme in ambito trail bike/enduro

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L’importanza dell’avantreno

Molti numeri sono cambiati, interessando anche il cockpit che ha visto crescere il rise e la larghezza del manubrio, e per necessità anche calare la lunghezza dello stem. Il motivo è semplice: un attacco più corto richiede una piega più larga per controllare al meglio la ruota anteriore. Ma l’evoluzione dell’anteriore della MTB non si è fermata qui, anzi: l’angolo sterzo si è aperto sempre di più, complice l’allungamento delle forcelle, diretta conseguenza dell’aumento del travel, portando anche alla variazione della quota di offset. Il Focus Tecnico pubblicato sul numero di Dicembre 2018 parlava proprio di correlazione tra questi valori, coinvolgendo anche il diametro ruota, fondamentale nell’equazione che determina la guidabilità della bici e in particolare il controllo dell’avantreno.

Riassumendo, aumentando l’offset su una bici con sterzo relativamente aperto e ruote 29er si riesce a contenere la quota di trail, raggiungendo un compromesso efficace tra stabilità e maneggevolezza.

Tutte le quote principali sono correlate tra loro nell'approccio Transition SBG

Tutte le quote principali sono correlate tra loro nell’approccio Transition SBG

Non solo discesa

Insieme a un reach più lungo, a uno sterzo più aperto e di conseguenza a uno stem più corto accoppiato a un manubrio più largo, arrivava – finalmente! – un angolo sella più verticale, riportando il biker in una posizione efficace per la pedalata e non solo per la discesa. Infatti, con un interasse più lungo – diretta conseguenza del cambiamento in atto – diventava più difficile caricare il peso sulla ruota anteriore, e inserire la seduta nell’equazione riportava il rider nella posizione ideale per mantenere trazione sull’avantreno e migliorare la stabilità. In pratica gli americani di Transition, con l’approccio SBG (Speed Balanced Geometry) hanno perfezionato la storica svolta precedente degli spagnoli di Mondraker con la propria Forward Geometry.

Il Reach ha sostituito la tradizionale quota dell'Orizzontale Virtuale nel determinare come veste e come si comporta una MTB

Il Reach ha sostituito la tradizionale quota dell’Orizzontale Virtuale nel determinare come veste e come si comporta una MTB

Percorsi per tutti

La geometria è solo uno dei pilastri portanti di una MTB, che negli anni è continuata a cambiare. Le sospensioni sono migliorate, allungandosi e diventando più efficaci, sia quando si tratta di spingere sui pedali per guadagnare dislivello sia quando invece si devono mollare i freni perdendolo. Pensare a quali sono i paradigmi che definiscono una buona scalatrice nel mondo road e non ritrovarli – o quasi – in quello offroad può lasciare attoniti molti, ma non chi sa che la mountain bike in realtà non è solo salita. Infatti tra le tante cose che sono cambiate negli anni troviamo i percorsi, finalmente pensati a uso e consumo delle ruote artigliate a pedali, da quelli artificiali a quelli naturali ma resi più sicuri e divertenti. Certo, ci sono gli estremi che non piacciono ai puristi, come le piste da biliardo dove i tornanti – insieme ai sassi e alle radici – sono scomparsi a favore delle curve con sponde alte, serviti da impianti di risalita o nel peggiore dei casi da furgoni con carrelli portabici. Dulcis in fundo, l’arrivo delle eBike ha scombussolato ulteriormente il settore.

In ogni caso, che lo vogliamo ammettere o no, siamo tutti parte attiva di questo cambiamento di prospettiva. Un cambiamento dove bici lunghe, basse e aperte che, fino a qualche anno fa, pensavamo goffe e limitate, si trovano perfettamente a proprio agio su singletrack veloci e scorrevoli, e non solo.

La nuova enduro Canyon Strive in azione sui trail di Finale Ligure

La nuova enduro Canyon Strive in azione sui trail di Finale Ligure

Gli scettici continueranno ad affermare che le bici new-school – soprattutto se 29er… – sono difficili da far girare su trail naturali, stretti e tecnici. I tradizionalisti non vedranno di buon occhio la comparsa di tracce con curve ampie e raccordate, in cui i tratti dritti e ripidi sono diventati rarissimi – a tutto vantaggio di una minore erosione del suolo – con una pendenza media molto contenuta.

Ma il cambiamento è ormai inarrestabile, e dobbiamo essere solo contenti di cavalcare bici più belle, efficaci, performanti e soprattutto versatili, capaci di regalare un divertimento impagabile sia sugli antichi sentieri tracciati molto prima che arrivassero le mountain bike, sia quelli realizzati dal nulla che bilanciano divertimento e sostenibilità… ma questa è un’altra storia.

[originariamente pubblicato su 4Bicycle di Febbraio 2019, disponibile come arretrato nella nostra edicola digitale | foto: BMC, Boris Beyer/Canyon, Armin Ben Wurmser/Bold Cycles, Transition]

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