Concluso il Rock Master 2014

02/09/2014
scritto da Marco Melloni

Nel duello Lead dominano la russa Dinara Fakhritdinova e il canadese Sean McColl.
Boulder: la statunitense Alex Puccio vince per la terza volta consecutiva e lo sloveno Kruger conquista il suo primo Rock Master

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L’Orbit Duel e le finali di Boulder segnano la fine di questa ventottesima edizione di Rock Master Festival, ospitato dallo spettacolare Climbing Stadium di Arco.
Alle ore 15:30 lo stadio era gremito di appassionati e curiosi che sono accorsi per assistere a uno dei momenti più emozionanti dell’intera rassegna arcense: il duello Lead, in cui due atleti si sfidano, presa dopo presa, ad un ritmo serratissimo, per raggiungere il top prima dell’avversario. In totale sono stati diciassette gli atleti che si sono sfidati a suon di prese e rinvii per ottenere il titolo di campione/campionessa del classico duello di Rock Master (otto uomini e sette donne – la vincitrice del Rock Master 2014, Magdalena Röck, si è ritirata all’ultimo momento).

Ad aprire la gara sono state le ragazze che, una dopo l’altra, hanno dimostrato quanto si sia alzato il livello dell’arrampicata femminile a livello mondiale: le sette atlete non si sono lasciate intimidire dai 18 metri della parete con il tracciato di grado 7c+, dai numerosi cambi di pendenza con un tetto a strapiombo e dai passaggi veramente tecnici, svolti in meno di una manciata di minuti.
Alla fine a trionfare su tutte è stata la russa Dinara Fakhritdinova che, con una finale praticamente perfetta dall’inizio alla fine, è riuscita a battere la connazionale Evgeniya Malamid con un discreto vantaggio. In partenza per la small-final, la slovena Mina Markovic e la francese Mathilde Becerra: la prima, partita in vantaggio, viene quasi recuperata sul tetto ma riesce comunque ad arrivare in cima prima dell’avversaria accaparrandosi il terzo posto.

Anche la competizione maschile è stata molto emozionante e ha lasciato con il fiato sospeso l’intero Climbing Stadium durante i numerosi testa-a-testa che si sono susseguiti nelle varie manche. Il duello per la vittoria è stato disputato tra Sean McColl e Jakob Schubert che, dopo essersi fatto sfuggire il podio nella gara Lead di ieri, era a caccia di una medaglia. Purtroppo, però, l’atleta austriaco ha dovuto arrendersi alla netta superiorità del canadese, inarrestabile sul tracciato, che ha chiuso la gara con un vantaggio di quasi 10 secondi sull’avversario. Ancora più serrata la sfida per il terzo posto tra Domen Skofic e il russo Mikhail Chernikov; alla fine è stato lo sloveno a conquistare la medaglia di bronzo con un vantaggio di poco meno di un secondo sull’avversario.

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Foto: Davide Turrini

Una domenica pomeriggio davvero intensa quella di Rock Master Festival. Prima della prova Lead infatti, già dalle ore 14 presso il Climbing Stadium, il pubblico si era raccolto numeroso attorno alla struttura con i blocchi gara dove poco dopo ha avuto inizio il KO Boulder Contest per le atlete. Si tratta di una formula di gara particolare inventata proprio da Rock Master, in cui undici atleti devono affrontare quattro blocchi in sequenza, ad ogni blocco gli atleti con il peggior risultato vengono eliminati, fino all’ultimo problema che vede la sfida tra i tre finalisti.
L’impressione è che l’ormai abituale tracciatore di questa disciplina della manifestazione, il bravissimo francese Jacky Godoffe, non abbia davvero fatto sconti agli atleti in nessuna delle due categorie.
I risultati parlano di una vittoria dell’americana Alex Puccio, al suo terzo successo consecutivo a Rock Master, seguita da un soffio dalla giapponese Akiyo Noguchi. Julija Kruder, classificatasi terza, ha davvero dato spettacolo sul blocco numero tre, quello costruito sul pannello più appoggiato della struttura e caratterizzato da un gioco di equilibri sui piedi dove la slovena ha sciolto l’enigma con dei movimenti da vera ballerina, arrivando più alta di tutte senza tuttavia raggiungerne il top. Per lei il risultato è davvero importante in quanto si era qualificata attraverso la fase Open. Tuttavia, nell’intera prova il top è stato raggiunto in un solo blocco da appena quattro atlete, un dato che rende davvero l’idea della difficoltà dei “problemi” proposti. Nulla da fare per la giovanissima coreana Sa Sol arrivata solo settima guadagnatasi l’accesso alla fase finale dominando l’Open.

Situazione simile per la prova maschile, svoltasi nel tardo pomeriggio, subito dopo la fine dell’Orbit Duel. Un solo “vero” top raggiunto, proprio sull’ultimo boulder, da parte del vincitore, il giovanissimo sloveno Jerney Kruder, fratello di Julija terza classificata nella categoria femminile. Secondo posto per il francese Jeremy Bonder ottenuto grazie a una prova di grande regolarità; segue il giapponese Makoto Yamauchi, terzo classificato. Solo settimo e ottavo posto per i due italiani: Gabriele Moroni e Michael Piccolruaz, che non hanno superato il secondo blocco. La sorpresa è stata la deludente prova dei due fortissimi russi; Dmitri Sharafutdinov e Rustam Gelmanov, rispettivamente nono e decimo. Anche in questa categoria uno dei problemi più sofferti è stato quello sulla placca appoggiata, dove una delicata partenza in spigolo e un successivo effimero traverso in discesa su appoggi e prese quasi inesistenti bloccando gli atleti già sui primissimi movimenti.

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