Dick Brewer, storia del big wave master

Surfista brillante e lunatico, shaper tra i più influenti del panorama mondiale e guru delle big wave riding surfboards: Dick Brewer è il protagonista del settimo appuntamento con rubrica sulla storia del surf, a cura di Giovanni Nepa.

07/03/2018
scritto da Redazione 4Surf

Rubrica sulla storia e i personaggi influenti del surf, a cura di Giovanni Nepa
Ben ritrovati cari amici ad una nuova puntata dedicata alla storia del surf, innanzitutto chiedo scusa per le scorse due settimane ma purtroppo non ho avuto un momento libero per dedicarmi alla stesura, tra le varie mareggiate a “impulsi” e qualche lavoro il tempo l’ho trovato solo ora!
Questa settimana l’appuntamento lo dedichiamo a Dick Brewer, shaper e surfista brillante e lunatico, considerato uno dei personaggi più influenti del panorama dello shaping a livello planetario, creatore del famoso modello di longboard “Bing Pipeliner”,(1967) e venerato a cavallo degli anni 60’-70’ come maestro di shaping delle prime tavolette.
Brewer nacque nel 1936 nelle vicinanze di Duluth, Minnesota, figlio di un macchinista di aerei, Dick si trasferì con la sua famiglia a Long Beach, California, nel 1939 e, successivamente nel 1953 cominciò a surfare. Il giovane Dick in quegli anni lavorava come utensilista e macchinista, nel 1959 shapò la sua prima tavola e negli anni successivi decise di trasferirsi ad Oahu, patria del wave riding, dove fu istruito all’arte dello shaping da personaggi come Mike Diffenderfer e Bob Shepherd.

Brewer aprì il primo negozio di surf dove si potevano affittare tavole, ad Haleiwa, nel 1961, successivamente quando ritornò in California riuscì ad aprire un altro negozio, ma purtroppo per colpa di problemi legali, royalties e licenze, fu costretto ad abbandonare il suo progetto. Lavorò quindi presso Hobie, come shaper, dedicandosi alle tavole da onde grosse, e nel 1965 fece uscire un suo signature model, che venne usato quell’inverno alle Hawaii da illustri surfisti come Jeff Hakman, Eddie Aikau e Buzzy Trent, anche lo stesso Brewer fu in quegli anni un grande big wave rider, infatti comparve nel film “Endless Summer” mentre surfava a Waimea Bay.
Dick passò, in seguito, da Hobie a Harbour surfboards nel 1966, e poi ancora a Bing, dove nel 1967 sagomò una serie di modelli che tutt’oggi sono tenuti in forte considerazione e i cui template sono spesso usati per modelli contemporanei. I nomi di queste tavole che hanno segnato un epoca sono: “The Pipeliner”, “The Lotus”, “The Pintail” e “The Nuuhiwa Lightweight”.
Ed ecco arrivare il 1967, anno particolare, si parla di shortboard revolution: ci fu e c’è tutt’oggi un dibattito acceso su chi ha veramente cominciato ad accorciare le tavole, Dick infatti affermò che lui stesso, per primo, aveva cominciato a creare dei design più sfilati e radicali, motivo per cui non funzionò più la collaborazione con Bing.
Dall’altra parte Bob Mctavish e Greenough avevano cominciato a lavorare su tavolette studiate per planare ed essere radicali su onde grosse, ma alla fine della fiera fu Brewer durante i mesi e gli anni a venire, a spostare il focus, possiamo dire un po’ del panorama surf, sulla vera rivoluzione delle shortboard.

Finita la collaborazione con Bing, Dick andò a Maui, e lì cominciò una nuova attività, Lahaina Surf Design che durò circa un anno e in seguito lavorò per Plastic Fantastic Surfboards e Inter-Island Surfboards.
Fondò infine, nel 1969 Dick Brewer Surfboards, ma poco dopo a causa di problemi legali purtroppo perse il controllo dell’azienda. Tuttavia, qualunque fosse il marchio delle tavole in quel momento, i migliori big-wave rider usavano ed erano entusiasti delle tavole di Brewer: David Nuuhiwa, Reno Abellira, Gerry Lopez, Jock Sutherland, Jeff Hakman, Barry Kanaiaupuni, Sam Hawk e Michael Ho.
In conclusione possiamo dire che Brewer fu colui che, grazie ai suoi shape così funzionali riguardanti il big-wave riding, introdusse un vero e proprio stato dell’arte riguardo a questa materia. Possiamo quindi affermare che virtualmente la maggior parte degli shaper di quell’epoca presero le sue tavole come riferimento o punto di partenza, infatti è da menzionare che Dick fu mentore di alcuni surfisti/shaper più importanti della scena surf come Gerry Lopez, Reno Abellira, Terry Fitzgerald, Mark Richards e tanti altri. Negli ultimi tempi Brewer ha shapato, a Maui, solo per una ristretta cerchia di big wave rider, tra cui Laird Hamilton, ed ora vive ad Hanalei (Hawaii).
Cari lettori, non posso nascondervi il mio pensiero personale, fisso, immutabile: come scritto da Yanagi, in “The Unknown Craftman”, le opere, in questo caso le tavole, del passato hanno segreti di design e di fluidodinamica che le tavole del giorno d’oggi non hanno; ripeto, è solo il mio pensiero ma una cosa è sicura, e qui spero di lasciarvi con un dubbio (ma mi rendo conto che sto estremizzando), come è possibile che una tavola come l’Alaia del XVIII secolo fosse così sottile e così altamente funzionale?

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