Disc vs calipers, il dibattito si infuoca

Disc vs calipers, è sempre più acceso sul web il dibattito sulle differenze tra le bici road disc e quelle con freni tradizionali. Un errore criticare e declassare completamente i freni calipers.

22/10/2018
scritto da Alberto Fossati

La questione disc vs calipers è sempre più attuale ma è anche vero che, in particolare sul web sembra essere partita una campagna di demonizzazione nei confronti dei freni e delle biciclette tradizionale: e questo, permettetetici di dirlo, non ci piace per nulla. Non lo riteniamo giusto, non è corretto pensare che tutto quello che è andato bene fino a ieri, che funziona ancora oggi, oggi venga identificato nel passato, brutto e cattivo, quasi da “sfigati”. Giusto dibattere e discutere sull’argomento che è sicuramente attuale e merita di approfondimenti, altra cosa (per nulla corretta) è rendere “immondizia” le bici con i freni tradizionali. Siamo stati tra i primi ad utilizzare le bici road con i dischi, abbiamo seguito l’evoluzione del settore e lo abbiamo fatto nel corso degli anni. Abbiamo criticato senza molti veli, le prime bici con i dischi e gli impianti frenanti di prima generazione, spesso mediocri. Oggi gli impianti idraulici, votati al settore strada, non sono dei ripieghi e adattamenti che arrivano dalla mtb ma sono strumenti che hanno una concezione propria.

Lapierre Xelius SL disc

Lapierre Xelius SL

 

Vogliamo fare alcune considerazioni: probabilmente le bici con i freni calipers standard hanno raggiunto il loro massimo sviluppo. Evolvono i materiali, il design, alcuni soluzioni combinate con le geometrie ma i freni rimangono quelli: l’ultima fase della crescita, potrebbe essere considerata il direct mount con doppio bullone di inserimento al frame e forcella.

disc vs calipers 4actionsport

Discorso differente invece per le ruote, in particolare quelle in carbonio e dedicate al sistema frenante a pattini, che sono state capaci di diventare validissimi strumenti a favore della sicurezza. I cerchi di ultima generazione, anche quelli con predisposizione clincher che in passato sono stati oggetti di diverse problematiche, si sono allargati, oggi sono dotati di un canale maggiorato, diventando la naturale interfaccia di pneumatici dalle dimensioni abbondanti. Le piste frenanti sono migliorate e sono difficilmente confrontabili con quelle delle vecchie generazioni. Il carbonio e le resine impiegate (si parla di ruote di buona qualità e non di fuffa da pochi euro) sono votate alla longevità, capaci di supportare la crescita delle temperature durante le fasi di frenata.

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Oggi un cerchio in carbonio di nuova generazione permette di frenare “con efficacia” anche sul bagnato, con performances facilmente accostabili alle ruote in alluminio. Si trovano carchi in fibra con pista frenante ruvida, zigrinata, con intagli e disegni, con scanalature, soluzioni che permettono di frenare in spazi ridotti, in tutta sicurezza. Per chi ha praticato il ciclismo con la sola bici road, il sistema frenante con i dischi non è così semplice da approcciare a parità di stile di guida, dobbiamo considerare anche questo fattore. Non è impossibile guidare una bici road disc, ma è anche giusto considerare (e rispettare) chi, per decenni ha guidato una bici “normale”. Sempre in merito al sistema frenante tradizionale, i calipers hanno bisogno di una manutenzione limitata. Nonostante se ne sia sempre parlato poco, la prestazione della frenata dipende molto dalla qualità dei pattini, in particolare se si usano ruote carbo. 

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Le bici road con i dischi sono il futuro? Probabilmente si, secondo la nostra opinione lo sono, perché ormai, tutti i brand produttori di biciclette e componenti si sono orientati allo sviluppo della piattaforma disco, quindi, ci sono interessi enormi dietro: interessi in termini di tecnica, di tecnologia e naturalmente gli interessi economici. Parliamo dei primi due, il terzo lo consideriamo solo in parte, in quanto non siamo un portale di economia: il nostro obiettivo è quello di far emergere gli aspetti legati alla tecnica della bicicletta. 

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A parità di modello, come evidenziato in alcuni test pubblicati in precedenza, una disco è più rigida (ad oggi, per il futuro vedremo), può essere anche più reattiva (ma questo dipende molto dalle ruote), frena in spazi ridotti, è sempre affidabile quando si tratta di frenare sul bagnato. Ecco, quest’ultimo punto per noi diventa una conseguenza e non il focus principale. Secondo noi, chi parla dei freni a disco nel settore road e si concentra solo sulla frenata in caso di pioggia, non ha mai provato ( oppure lo ha fatto in modo marginale) una bici con i dischi e si esprime con parole di altri. Provate a seguire il nostro ragionamento: la prestazione di una bici, a tutto tondo, è la conseguenza e combinazione di una serie di fattori. Telaio, componenti, ruote, gomme e naturalmente l’impianto frenante sono tutti coinvolti nella performances e strettamente legati tra loro. Un esempio: utilizzare una bici con i freni a disco di ultima generazione, con ruote che hanno un canale interno di 15/17 mm di larghezza, con pneumatico 700×23, diventa controproducente e poco sicuro, oltre che scomodo, trasmettendo un prestazione falsata di tutto il pacchetto. I freni a disco nel settore road hanno bisogno di un bike frame apposito, ruote “maggiorate” (19/21 mm di canale interno) e coperture con dimensioni adeguate (da 23 mm in su). Immaginate per un attimo, di montare la gomma di una motocicletta degli anni 70, su una moto di questi anni: la sola immagine è imbarazzante, vero!

disc vs calipers 4actionsport

Nessuno vieta di pensare che dietro alla categoria dei freni a disco strada ci sia un aspetto commerciale e legato alla vendita, con la volontà di muovere le vendite e il mercato della bici ma è anche vero che diventa necessario snocciolare la tecnica che nasconde dietro la performance di un prodotto. 

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Chi ha sempre utilizzato una bici tradizionale, design e forme a parte, può non ritrovarsi su una bici road disc: prestazione differente, feeling non immediato e altro. É necessario prendere confidenza, darsi dei tempi di adattamento per capire il mezzo, imparare a frenare in modo corretto. Tutto questo sarà più facile ( e immediato) per chi proviene dalla mtb, oppure chi la bici off road la utilizza come completamento dell’attività sui pedali. Bisogna re-imparare a gonfiare le gomme (una gomma da 26 mm, montata su un cerchio alto 64 mm con canale da 21 mm, deve avere una pressione differente rispetto ad uno pneumatico da 23 mm di larghezza montato su una ruota con canale da 15 mm), a gestire la frenata e l’impianto idraulico. I freni a disco permettono di frenare meno, non è necessario “pelare il freno” (come si dice in gergo) prima di una curva: con un impianto a disco, quando agisci sulla leva, rallenti nell’immediato e freni senza mezzi termini.

La modulabilità: Shimano e Campagnolo offrono una frenata molto modulabile, facile da capire, efficace e mai troppo violenta. Sram ad esempio, ha un impianto idraulico poco modulabile, una sorta di “on-off”, che spesso è apprezzato dagli agonisti e professionisti. 

Nell’economia di una prestazione dei freni a disco, gioca un ruolo fondamentale anche la dimensione dei dischi: molti brand utilizzano 160 mm per anteriore e posteriore, altri 160 per la ruota davanti e 140 mm per quella dietro (soluzione ottimale a nostro parere), qualcun’altro 140 mm di diametro per entrambe le ruote (soluzione consigliata solo per chi fa gare a circuito con poca discesa e discese brevi, sempre a nostro parere).

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Un impianto idraulico e i freni a disco in genere hanno bisogno di una manutenzione maggiore, se messi a confronto con i pattini: cambio olio, eventuale spurgo dell’impianto, controlli periodici, questi sono i passaggi principali. Questi controlli possono anche essere fatti in casa da mani esperti ma, secondo noi è meglio affidarsi ad un meccanico “bravo e capace”. Si parla e si scrive di un impianto sempre efficiente, in grado di esprimere il massimo delle sue potenzialità.

disc vs calipers 4actionsport

Il perno passante, per avantreno e retrotreno è fondamentale per il buon funzionamento di tutta la bici con i dischi.

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In realtà, tutti noi coinvolti nel mondo della bicicletta, operatori del settore e praticanti, stiamo muovendo i primi passi nel mondo delle bici road disc (in modo sostanzioso), ci confrontiamo con tecnologie e soluzioni che hanno un senso in fatto di design, prestazioni e affidabilità. Molto c’é e ci sarà ancora da scrivere e da dire.

Trek Madone Disc vs Émonda Disc, il duello

Questo con soggetto Trek in allegato è solo il primo di una serie di confronti che svilupperemo in futuro, dove inevitabilmente vengono citate anche le bici con freni standard.

 

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