Ecco alcuni consigli per scegliere la sella giusta

Grazie ad IDMatch continua il nostro percorso nella scelta della sella ottimale, per forme, design e caratteristiche, un appoggio corretto che garantisca comodità e prestazione al tempo stesso.

07/02/2019
scritto da Alberto Fossati

La sella, argomento sempre attuale che occupa una parte importante delle discussioni tra ciclisti, uno dei componenti più importanti del comfort, della stabilità ma anche della prestazione che l’atleta ricerca una volta salito in bicicletta. Con piacere riprendiamo questo approfondimento di IDMatch, dopo la pubblicazione di un paio di settimane fa, specifico sul punto anatomico e biomeccanica.

Biomechanics Reference Point, il giusto punto

La sella è il primo punto di appoggio e contatto che il ciclista ha con il proprio mezzo meccanico. Inutile dire che una seduta non adeguata sulla sella può accentuare problematiche gia presenti nel soggetto quali infiammazioni alle vie urinarie o dolenzia nella regione perineale. Per anni si è erroneamente creduto che, selle anatomicamente complementari alla forma dell’appoggio, potessero garantire una migliore seduta.
Oggi, grazie ai sistemi di indagine più approfonditi, si è individuato quanto sia importante mantenere un adeguato spazio nella zona tra sella e regione pelvica. Le motivazioni sono diverse, a volte differenti da soggetto a soggetto. Alcuni studi evidenziano i benefici che può portare “uno scarico” proprio in questa zona, altri mettono in risalto i benefici dati da una maggiore ventilazione che permette di far calare la temperatura durante lo sforzo fisico. Recentemente si sono riscritte una serie di nuove indicazioni che permettono di rivoluzionare in parte quelle che sono state delle convinzioni del passato, e che oggi non trovano più fondamento.

La prima riguarda la larghezza del bacino

Uno recentissimo studio condotto su 49.875 soggetti, uomini e donne, si è dimostrato matematicamente che la distanza tra le due ossa ischiatiche, cioè i due punti di appoggio del bacino sulla sella, non è legata solo al sesso ma la differente larghezza è maggiormente influenzata dalla taglia del soggetto. Il comprensibile errore di valutazione è nato negli anni dalla differente conformazione dei bacini tra uomini e donne. Le due tuberosità ischiatiche della donna sono molto più aperte rispetto a quelle degli uomini ma a tale differente larghezza non corrisponde una altrettanto maggiore distanza perché mediamente il bacino della donna è di taglia più piccola di quello di un uomo medio. Quindi, primo punto fondamentale nella scelta di una sella è legata al genere ma anche alla taglia dell’individuo.

Sempre nello stesso studio si è evidenziato quanto si modifichi il punto di appoggio di un soggetto sulla sella in funzione della circonferenza delle cosce alla radice.

Tale misura se rapportata alla larghezza del bacino può imporre al soggetto un differente avanzamento o arretramento sulla sella. Il motivo per cui la circonferenza della coscia modifica l’avanzamento o meno sulla sella deriva dall’incapacità di estendere la gamba in basso, per la resistenza offerta dal profilo laterale della sella durante l’estensione della coscia sul bacino. Per comprendere meglio questo concetto proviamo con un esempio:
Se si nota come è realizzato il sedile di una bike orizzontale da palestra si osserverà che è molto più corto di una normale seduta proprio per dare la possibilità alla coscia di estendersi completamente e consentire la pedalata, una seduta più lunga impedirebbe tale movimento.

Una situazione simile accade con le selle con le ali troppo larghe; esse obbligano i soggetti con circonferenze di cosce più generose rispetto al loro bacino, ad assumere una posizione più avanzata, dove la sella è più stretta, per liberare il movimento di tutta la coscia. Spesso abbiamo sottolineato questo dettaglio durante i nostri test, prove di selle differenti tra loro. Ad esempio una delle ultime, la Selle Italia SP-01 Boost.

Selle Italia SP-01 Boost, ecco il nostro test

L’avanzamento obbligato porta però il soggetto ad appoggiare in un punto diverso da quello pensato dal costruttore, aspetto che può far emergere un disagio per il ciclista. Infatti lo scivolamento in avanti porta le tuberosità ischiatiche fuori dal piano di appoggio della sella che a sua volta si incunea con la parte anteriore del naso all’interno dell’arco ischiatico aumentando la pressione in un’area non predisposta a sopportarla.

Le pressioni che si generano durante la seduta

Anche la rotazione in avanti del bacino sulla sella influenza la scelta del tipo di modello. Un soggetto che posizionato sul proprio mezzo ruota in avanti il bacino (antiversione) riduce drasticamente lo spazio tra sella e arco ischiatico aumentando, conseguentemente, la pressione sui tessuti molli che passano in quella zona.
Per i soggetti con una elevata rotazione del bacino, viene indicata una sella che adotti un generoso scarico della parte centrale, attuato con un profondo canale o un foro che impediscano ai tessuti di rimanere intrappolati tra la sella e le ossa pelviche.

Individuare una sella non è cosa semplice, perché dipende da una serie di caratteristiche antropometriche e funzionali che rendono la scelta unica e soggettiva. Ma è altrettanto importante calzare la sella nel modo corretto per poter usufruire al massimo dei benefici che, la scelta di un prodotto adeguato, può garantire.

bikelab.idmatch.it

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