Everest: perchè andare a vederlo

30/09/2015

Dopo la stroncatura ben argomentata di Bruce (Everest: perché non andare a vederlo) pubblichiamo la versione dell’architetto Elena Pasini, scoprendo come i pareri soggettivi su questo film siano totalmente contrastanti. Se lo avete visto, vorremmo avere anche il vostro parere, lasciateci quindi qualche commento. Everest, cosa ne pensate?

everest-movie

Inizialmente partivo un po’ prevenuta, pensando fosse un classico blockbuster americano, e il fatto che fosse in 3D non mi convinceva troppo. Una volta in sala mi sono dovuta ricredere. Premetto che ho visto il film in lingua originale e che la sala del cinema, nonostante sia uno dei più grandi multisala di Zurigo, avrà avuto una sessantina di posti. Stando seduti in ultima fila sembrava comunque di essere all’interno del film, tutto ciò incrementato sicuramente dall’effetto 3D.

La storia, che tutti possono leggere perché tratto da un libro che uno dei personaggi (un giornalista) sopravvissuto alla tragedia ha poi trascritto, Aria Sottile, viene riportata sul grande schermo non in modo documentaristico ma come film vero e proprio.

Il film prosegue veloce e non monotono dall’inizio alla fine, tenendomi incollata alla poltrona. Io che soffro di vertigini in alcuni momenti non mi sentivo del tutto a mio agio da quanto mi sentissi di farne parte. Sicuramente il sentirsi così tanto vicini è stato incentivato non solo per l’amore che ho verso la montagna ma anche per il fatto che, come molti sapranno, diverse scene sono state riprese in Val Senales, valle a me molto cara.

Ho apprezzato inoltre il fatto che, anche se è stato un episodio veloce e che potrebbe sfuggire a molti, durante il film vengano raccolte carte da terra per mantenere pulita la montagna. Pubblicità progresso voluta?! Chissà ..

Il messaggio finale che mi è arrivato è comunque che l’uomo non è nessuno contro la natura, che non perdona e che tutti noi dobbiamo stare alle sue regole e non lei alle nostre. Che non possiamo pensare di essere dei supereroi e volere a tutti i costi di arrivare alla cima mettendo a repentaglio anche la vita di altri.

Ho apprezzato il fatto che nonostante la superbia di alcuni, l’altruismo e l’aiutarsi a vicenda nei momenti di difficoltà in situazioni estreme e soprattutto in montagna tra le persone è una regola di base.

Quindi il mio punto di vista e la mia critica non è tanto sulle tecniche cinematografiche utilizzate, di cui mi sento assolutamente ignorante in materia, ma dal punto di vista umano, dal punto di vista di chi ama la montagna e di chi ama andare in montagna.

Non si può pensare di scalare nessun monte, tanto meno la cima più alta del mondo, se non si è pronti e preparati fisicamente e mentalmente. Questi sono i motivi per cui ho trovato questo film molto bello e ricco, che sicuramente riguarderò.

Elena Pasini

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