Ewan Jaspan: intervista al Rider of the year 2017

17/09/2017
scritto da Francesco Grassi

Nello scorso numero, abbiamo intervistato il vincitore del Triple S, Ewan Jaspan, l’atleta australiano che poco dopo sarebbe stato incoronato Rider of the Year 2017. Ecco cosa ci ha raccontato!

FG

Ciao Ewan, come stai? E’ davvero un piacere averti con noi! Hai appena vinto il Triple s Invitational, come ci sente a portare il peso della corona ?

EJ

Grazie amico, sono molto orgoglioso di essere qui su 4kitesurf! Sono ancora molto gasato per questa vittoria, ancora stento a crederci! L’anno scorso mi ero ripromesso di vincere ma ci sono così tanti bravi riders adesso che non credevo fosse davvero possibile! Immagino che ora io debba pretendere sempre di più da me stesso e mantenermi sempre più in forma. La settimana della gara è stata grandiosa, abbiamo avuto un sacco di vento, feste e bella musica, l’evento ha mantenuto le aspettative e mantenuto la sua fama di migliore evento di kite! Ora mi trovo a Hood River, dove ho passato le ultime estati. E’ un posto magnifico con vento tutti i giorni, è molto rafficato ma la maggior parte del tempo la passiamo in park. I local e la cultura del posto sono un altro punto a favore per cui adoro stare qui. Ci sono moltissime cose da fare e una comunità di persone molto attiva che rende il posto vivo tutto l’anno.

FG

Tu sei uno dei migliori rider australiani, sono curioso di sapere cosa ti ha portato a diventare un rider di park partendo dal freestyle…

 

EJ

Credo semplicemente che il park sia un’estensione del freestyle. Faccio ancora molto freestyle, forse più che park, nell’arco dell’anno e mi piacciono entrambi allo stesso modo. Semplicemente mi diverto col twin tip e non voglio limitarmi ad una specifica disciplina come sembrano fare molti rider. Voglio essere in grado di spingermi oltre i limiti nel freestyle, in park e nel big air contemporaneamente, cosa che non fanno in molti in effetti… credo che Aaron Hadlow e Sam Light siano gli unici a farlo. Il park è una disciplina che mi ha sempre attirato guardando alcuni vecchi video di kite e seguendo il Triple S. Ho fatto un po’ di fatica inizialmente ma alla fine mi ha coinvolto molto e la scena è completamente diversa da quella del freesyle adesso, cosa che mi diverte molto.

FG

Cosa c’è di così bello in questa disciplina?

 

EJ

La cosa più bella è che c’è ancora tantissimo margine di evoluzione. La Kite Park League è ancora giovanissima e noi che ne facciamo parte ci spingiamo ogni giorno sempre più in la verso un livello sempre più alto. La cosa interessante è che possiamo guardare ad altri sport per prendere ispirazione per poi fare le cose ancora meglio avendo il pieno controllo della situazione. La KPL è anche un bel gruppo di persone che ha come intento quello di spingere questo sport e legittimarlo come uno sport da tavola, tanto da guadagnarsi il rispetto che merita tra gli altri sport da tavola nel mondo, a differenza di ciò che è successo in passato in cui ci si prendeva un po’ gioco di noi, ma io credo che stiamo facendo molto bene la nostra parte perché questo cambi definitivamente.

FG

Come descriveresti la scena del kite australiana, è un continente enorme, quale spot consiglieresti ai nostri lettori?

 

EJ

La scena del kite in Australia è divertente. Abbiamo un continente enorme ma una densità di popolazione di soli 20 milioni, per la maggior parte concentrata nelle grandi città. Melbourne, dove vivo è la città più grande in cui si fa kite e ha una scena interessante, con condizioni piuttosto buone per la maggior parte dell’anno. Nel corso degli anni l’Australia ha partorito molti kiters validi nelle diverse discipline come Andy Yates, Keahi; Ben Wilson, e soprattutto l’intera wakestyle crew di Malbourne e Queensland tra il 2002 e il 2008. Oggi forse siamo un po’ più a rilento ma ci sono sicuramente alcuni freestylers da tenere d’occhio che vengono da Perth. Se siete in viaggio in Australia vi consiglio di orientarvi sulla est Coast, da Melobourne a Brisbane e troverete vento in abbondanza e onde per tutta la nostra stagione estiva.

 

FG

I rider di park sono molto attivi sui social, tu come ti relazioni col web? Quanto è importante per il tuo lavoro?

EJ

I social sono un argomento difficile di questi tempi, molti pagano per aumentare il loro traffico su Instagram e ora puoi davvero metterti in contatto con chiunque. Io credo che sicuramente i social hanno il loro peso ma di certo non valuto una persona dal numero di follower su Instagram o Facebook. Io credo che i rapporti interpersonali, i magazine, le gare o i demo day abbiamo molto più valore e i social siano solo un buon sistema per documentare tutto questo e farsi conoscere meglio.

FG

Hai piano piano costruito la tua carriera, cosa consiglieresti ad un ragazzo più giovane che vorrebbe seguire le tue orme?

 

EJ

Ci vuole tempo, non bisogna credere di avercela fatta solo perché si ottengono un po’ di likes sui social. Bisogna dimostrare il proprio valore ad un brand e farlo emergere in tutti i modi possibili. Il mio percorso è iniziato con gli shop locali, con i distributori locali per poi passare a quelli internazionali senza mai dimenticarmi di tutti questi steps. Collaboro ancora con alcuni shop locali e cerco di collaborare con chi distribuisce Naish in tutto il mondo. Essere un pro kiter significa dimostrare il tuo valore al di là di ciò che fai in acqua perché credetemi per i brands non è la sola cosa che conta.

FG

La disciplina del park è considerata quella più vicina in termini di attitudine allo snowboard e al wakeboard, quali sono secondo te le maggiori differenze tra le industrie di queste diverse discipline?

 

EJ

Una delle maggiori differenze secondo me sta nel concetto di “professionale”. Nella maggior parte degli altri sport da tavola c’è un momento preciso in cui diventi un pro. Di solito questo coincide con la firma di un contratto con qualche azienda di materiali e decidi di votarti completamente allo sport. Nel kite tutti pensano di meritarsi un contratto e quando ricevono uno sconto o un’agevolazione si sentono subito dei pro. Questo non accade spesso nel park perché abbiamo una visione molto realistica delle cose e guardiamo agli altri sport per prendere spunti e motivazione. E’ bello ritrovarsi con i ragazzi della crew e guardare il wake, lo skate e lo snow per prendere inspirazione da trasferire in park. Credo che questa sia la strada giusta da percorrere per progredire. Tutti questi sport hanno una grande enfasi nello stile e nell’esecuzione, cose che sono un po’ mancate nel freeestyle per molti anni e noi speriamo di cambiare le cose rendendo le manovre sempre più pulite e sempre più significative ogni anno.

FG

Tornando a te. La vita del pro può sembrare la vita dei sogni, ma ti manca qualcosa della vita normale o sei soddisfatto al 100%?

 

EJ

Non è facile stare sempre in giro, ma non posso certo lamentarmi perché come hai detto è la vita che tutti sognano. Stare in viaggio per la maggior parte del tempo rende molto difficile avere delle relazioni stabili con amici e famiglia, soprattutto vivendo in Australia, ma alla fine è quello che ho scelto e credo che ne valga la pena!

 

FG

Quali sono i tuoi progetti per quest’anno, hai già qualche biglietto per l’inverno?

 

EJ

Sto pensando di fare il mio primo viaggio a Cape Town per mettermi alla prova con il vento forte. Di solito in quel periodo dell’anno rimango a casa ed è sempre andata bene così ma credo sia giunto il momento di andare a provare un po’ di ventone!

FG

Dicci qualcosa sul nuovo Dash, come ti sei trovato a passare dalle 5 alle 4 linee?

 

EJ

Mi piace davvero molto il Dash per fare freestyle. Mi da sempre un tiro consistente, dandomi comunque abbastanza slack per i trick sganciati.  La cosa più bella è che con un solo kite posso fare qualsiasi cosa io voglia. E’ il primo kite che trovo così eclettico e sono pronto per portarlo in giro per il mondo anche se ogni tanto ho ancora bisogno di sentire la potenza grezza del Torch!

 

 

Rider Profile

Nato il 10 gennaio 1994

Nazionalità australiana/scozzese

Inizio kite 2007

Titolo più importante Triple s 2017

Best tricks : dipende dall’esecuzione

Trick più odiato: Hinterberger fatto male o freestyle strapless nelle gare

Spot preferito: Cape Hatteras

Setup preferito: Torch 12

Band preferita: king gizzard e the lizard wizard

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