Fabio Barbera, il Fotografo dello Stagnone

21/05/2014

Di recente abbiamo visto molti dei riders italiani immortalati nelle foto di Fabio Barbera. Lo scenario dello Stagnone di Marsala (Trapani, Sicilia), è uno dei migliori campi di allenamento di tutta Italia. Vento tutti i giorni, acqua piattissima e non troppo fonda sono il set delle bellissime fotografie di Fabio Barbera. Gli abbiamo fatto qualche domanda per scoprire cosa si nasconde dietro l’obbiettivo della sua macchina fotografica. Check it out!

Gabriele Garofalo in azione
Gabriele Garofalo in azione

Ciao Fabio, raccontaci un po’ la tua storia…

Sono entrato nel mondo della fotografia da poco più di dieci anni. Come fanno in molti, si comincia con la prima compatta per poi cercare qualcosa di sempre più performante, prima per passione e poi per adattarla alle esigenze del campo in cui si opera. Fin da subito la fotografia sportiva è stata quella che più mi ha attratto. Ho fotografato qualche evento automobilistico locale, senza però particolare soddisfazione, qualche evento con windsurf e beach volley e poi l’esperienza più bella e formativa per me, le regate della Luis Vuitton Cup nella tappa di Trapani del 2005 cui ho assistito come fotografo accreditato. Ho collaborato con un paio di agenzie, tra cui la sea&see di Carlo Borlenghi. Poi per vari motivi ho messo da parte questa passione per riscoprirla da poco proprio con il Kitesurf. Un amico mi ha chiesto di fargli delle foto e da li è ripartito tutto.

Fabiobarbera-1

Che materiale usi per fare le foto di kitesurf?

Per le mie foto utilizzo due reflex Canon, una 7D ed una 6D. Come obiettivi, mi affido a tre zoom Canon, un 100-400 f4.5 5.6 IS ed un 70-200 f4 IS per la parte più “dinamica” ed un 17-40 f4 per le vedute panoramiche. E il tutto è in continua evoluzione.

Ti trovi in uno degli spot migliori in Italia per fare kitesurf, la riserva dello stagnone…questo spot si presta bene per le fotografie?

Lo scenario è molto bello, le Egadi a fare quasi sempre da sfondo e poi i mulini, il sale e le isole dello Stagnone, e anche il sole al tramonto contribuiscono a rendere questo luogo magico. Bisogna però dire che ritrovarsi il sole che tramonta proprio di fronte, mentre tenti di scattare una foto, non sempre è il massimo in termini di praticità, anzi… A volte poi, l’elevata umidità mette a rischio la limpidezza dell’aria, ma non si può avere tutto.
Preferisci fare le tue fotografie in acqua a stretto contatto con l’atleta o preferisci catturare le immagini da riva?

Al momento preferisco fotografare da riva, soprattutto perché non conosco ancora bene i movimenti degli atleti, e mi sento più a mio agio. Ma entrare in acqua per un approccio diverso con questo sport e per variare il mio punto di vista, penso accadrà presto. Comincerò a breve un corso con Francesca Bagnoli, così da poter conoscere anche il loro punto di vista.

Francesca Bagnoli in azione Francesca Bagnoli in azione

Fotografare i kiter in azione che eseguono manovre non è facile… qualè il tuo trucco?

Non ci sono trucchi, un po’ di dedizione nel capire i movimenti e giorno dopo giorno si migliora, loro si allenano per migliorare, ma anche per chi fa le foto è lo stesso. E poi c’è la raffica della fotocamera, che non fa le foto da sola, ma aiuta non poco a cogliere gli attimi giusti.

Deve esserci un buon rapporto tra rider e fotografo? Perché?

Un buon rapporto anche fuori dall’acqua lo reputo sempre importante per poter affrontare una qualsiasi sessione di shooting con tranquillità e per rivedere assieme il lavoro fatto. Durante la sessione fotografica è importante parlarsi e confrontarsi. Questo ovviamente quando si può. In uno sport dinamico conoscere l’atleta che si sta andando a fotografare, come si muove e quali evoluzioni andrà a fare aiuta sicuramente per ottenere buoni risultati.

Ti abbiamo visto spesso fotografare i campioni italiani come Francesca Bagnoli, Gianmaria Coccoluto e Gabriele Garofalo…come ti trovi con questi rider?

Li conosco da poco, ma penso di poter dire tranquillamente che sono dei ragazzi davvero in gamba. Hanno il giusto pizzico di esibizionismo che fa parte del loro essere sportivi e della loro giovane età ed un pizzico di incoscienza che fa parte necessariamente del loro sport. Ma fuori dall’acqua non dimostrano arroganza. Faticano e si allenano e non sembrano “tirarsela”, come mi capita di vedere in qualcuno che magari non vanta gli stessi risultati. In acqua sono tre atleti diversi, nei movimenti e da fotografare. Penso che si stia istaurando un bel rapporto, e spero che sia lo stesso per loro.
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Per te la fotografia è un hobby o un vero lavoro?

E’ un hobby, che coltivo da un po’ e che il mio lavoro mi permette fortunatamente di finanziare, dato che è abbastanza costoso. Mi piacerebbe però tornare a collaborare con qualche agenzia o rivista come già capitato in passato.

Un consiglio che vorresti dare a un principiante per fare delle buone foto ai kiters in azione.

In ambito Kitesurf sono anche io un principiante, quello che posso dire a chi comincia è di scattare tanto, la tecnologia lo permette, studiando poi le foto con calma. Cercando di capire gli errori e di correggerli. Importante oltre a conoscere lo sport che si va a fotografare, è conoscere i mezzi che si usano. Saranno consigli banali ma mi sembra necessario rimarcarli. Mi capita sempre più spesso di leggere di gente che si avvicina alla fotografia, di qualunque genere, e pensa solo a comprare l’attrezzatura più performante sul mercato, invece di concentrarsi su qualche buon corso di tecnica fotografica.

Grazie mille a Fabio per questa intervista, all’interno del sito potrete trovare le sue sequenze montate, che ritraggono Gianmaria Coccoluto, insieme al quale abbiamo avviato una collaborazione per insegnarvi a fare delle manovre freestyle in tutta sicurezza. Potete già trovare il trick tips del Front to Wrapped / Nis cliccando qui

Potete seguire gli scatti di Fabio Barbera sulla sua pagina facebook o sul suo sito personale:
Facebook Page: fabiobarberaphotography
Sito personale : www.fabiobarbera.it

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Guardatevi alcuni dei suoi scatti in questa gallery

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