Francoforte severa con gli italiani

La classica tedesca ha confermato la nuova dimensione in maratona dell’olimpionica dei 5000 Cheruiyot (KEN) e dato la conferma del valore dell’etiope Kitata, vincitore in aprile a Roma

31/10/2017
scritto da Gabriele Gentili

Si è viaggiato davvero forte nel fine settimana delle gare internazionali su strada. La prova più attesa era sicuramente la Mainova Frankfurt Marathon per la massiccia presenza italiana, ma la gara tedesca pur su un percorso veloce ma caratterizzato da forte vento non ha regalato i risultati sperati. La migliore è stata ancora una volta Anna Incerti, che ha centrato la Top 10 in 2h32’11” che è la terza prestazione italiana dell’anno. La siciliana, che si era dovuta ritirare dopo il 30° km a Berlino, era passata alla mezza in un promettente 1h13’40”, ma ha subìto una flessione nella seconda parte. 14esima Ivana Iozzia in 2h39’15”, 16esima la debuttante Agnes Tschurtschenthaler, specialista dei 3000 siepi, in 2h40’40”. In campo maschile costretti al ritiro gli attesi Manuel Cominotto a causa di una caduta e Liberato Pellecchia, il migliore è stato Fabrizio Pradetto, 38° in 2h24’24”.

L’arrivo vittorioso della Cheruiyot (foto organizzatori)

A livello assoluto la 36esima edizione della gara tedesca ha visto il salto di qualità dell’etiope Shura Kitata Tola, vincitore in aprile a Roma, che ha limato un paio di minuti al suo personale scendendo a 2h05’50”. Kitata ha seguito le orme del connazionale Getu Feleke che ha preso l’iniziativa al 30° km dopo il passaggio alla mezza in 1h02’30”. Con lui l’altro etiope Kelkile Gezahegn, ma Kitata era quello con più energie nel finale ed è andato a vincere con 1’06” su Gezahegn e 1’56” su uno stanco Feleke. Dietro buoni risultati per alcuni corridori europei con il gallese Dewi Griffiths ottimo quinto al suo debutto in 2h09’49” davanti al tedesco Arne Gabius in 2h09’59” che gli è valso il titolo nazionale, settimo il polacco Henryk Szost in 2h10’09”. Fra le donne dominio dell’olimpionica dei 5000 Vivian Cheruiyot (KEN), alla sua seconda maratona in carriera, per gran parte della gara sotto il ritmo del record della corsa, frenata nel finale dal vento per andare a chiudere in 2h23’35” che comunque le vale un miglioramento di 15”. 55” il vantaggio sull’etiope Yebrgual Melese, terza l’altra etiope Meskerem Assefa a 1’03”.

Vento forte anche alla Volkswagen Ljubljana Marathon, che non ha però impedito l’ottenimento dei nuovi primati della corsa. Marius Kimutai, vincitore in aprile a Rotterdam, ha confermato i pronostici, andando via al 39° km insieme all’altro kenyano Solomon Kirwa Yego per vincere in 2h08’33” rifilando oltre un minuto al rivale, che ha chiuso in 2h09’36”, terza piazza per l’altro kenyano Albert Korir in 2h10’35”. Successo etiope in campo femminile con Shanko Genemo, prima a Vienna nel 2016, che ha chiuso in 2h27’02” con 50” sulla campionessa uscente, la kenyana Purity Changwony, terzo posto per l’altra kenyana Jane Chelagat in 2h28’05”. Prima non africana la croata Nikolina Sustic, ben conosciuta anche da noi, sesta in 2h50’34”.

Il gruppo di testa a Lubiana (foto organizzatori)

Nell’attesa 20 km Marsiglia-Cassis conferma dell’eccezionale stato di forma di Edith Chelimo, la kenyana che già questo mese aveva corso la mezza in 1h05’52” e che ha portato il primato della corsa a 1h05’58” precedendo le etiopi Muliye Dekebo (1h06’41”) e Dera Dida (1h07’54”). In campo maschile ottima impressione destata dallo specialista dei 10000 e del cross, l’etiope Jemal Yimer primo in 59’16” con 34” sul kenyano Evans Cheruiyot e 53” sull’altro kenyano Wilfried Kimeli Kimitei. Tra le altre prove della domenica da segnalare la grande prestazione del 34enne kenyano Lukas Kanda che ha migliorato sia il personale che il record della Chuncheon Chosunibo Marathon, classica sudcoreana corsa in 2h06’15” con 2’43” sul connazionale Elisha Kipchirchir e 3’18” sull’esordiente etiope Tariku Bekele, fratello del ben più famoso Kenenisa. A Podgorica in Macedonia terza posizione per il campione italiano Master, l’ex marocchino Mohammed Hajjy che ha chiuso in 2h18’31” nella gara vinta in 2h15’29” dal kenyano Abel Rop.

Yimer, ottimo esperimento sui 20 km a Marsiglia (foto organizzatori)

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