Geoprene e Geoflex: l’ultima generazione di Matuse

La California è una fucina di creazioni in vari ambiti, fra questi il SURF: per ciò che riguarda l’innovazione ecosostenibile le mute Matuse sono in precedenza, nell’affollata lineup del neoprene

18/04/2018
scritto da Michele Cicoria

Nel 2006 John V. Campbell di San Diego (Camino del Mar) fonda MATUSE con l’obiettivo di offrire al mercato una muta speciale, mai vista prima (l’intervista nel video sopra). Per raggiungere tale obbiettivo serviva ricerca, focalizzata soprattutto verso nuove materie prime in grado di ridurre realmente l’impatto ambientale nel realizzare la nostra “seconda pelle”.
Il risultato Matuse lo ha ottenuto così dalla roccia vulcanica “limestone”, la cui gomma naturale estratta arriva dalle montagne giapponesi di Osaka. Da questa roccia sedimentaria si ottiene così un neoprene naturale che presenta caratteristiche davvero uniche rispetto al neoprene sintetico (quello che utilizzano la maggior parte dei brand di mute, il quale trae origine dal petrolio).
La differenza, senza annoiarvi troppo in dettagli tecnici, risiede nella struttura molecolare del neoprene naturale Matuse (che è stato ribattezzato Geoprene): le celle interne risultano infatti uniformi (nel neoprene classico la struttura non è geometrica ma casuale) e ciò determina una maggiore impermeabilità della muta ed un tempo di vita del prodotto superiore al doppio rispetto alla concorrenza.
Il risultato della ricerca ha dimostrato che il Geoprene risulta, rispetto al neoprene sintetico, più caldo (essendo idrorepellente al 98% contro il 65-69% del mute sintetiche), elastico (480-530% di elasticità, quando la pelle umana arriva al max al 70%), leggero (impregna meno di acqua non si appesantisce) e che asciuga rapidamente (proprio perché non si imbeve di acqua).
E, cosa più importante, il Geoprene è Friend to mother-nature, in quanto dura di più e non deriva dal petrolio.

Le prime comparse di Matuse l’abbiamo notate in BELLA VITA (film del 2013 sulla storia del surf italiano diretto da Jon Baffa, con Chris Del Moro, Alessandro Ponzanelli, Dave Rastovich, Lauren Hill e Leo Fioravanti) ove i due protagonisti indossavano le mute in geoprene.  Ma ancor prima il brand californiano si è visto in “UNDER AN ARCTIC SKY”, uno dei primi film sul cold water surfing uscito nel 2007, in cui i surfers affrontano le gelide acque artiche con una Matuse 5/4 hooded TUMO.
Sul Geoprene vi abbiamo già raccontato qualcosa l’anno scorso nella recensione di Giovanni Nepa (CLICCA QUI PER LEGGERLA), oggi invece vi presentiamo alcuni dettagli sulla nuova linea 2018 realizzata utilizzando la nuova versione di geoprene, il GEOFLEX. Si tratta di una gomma sempre del tipo “limestone based”, ma rinnovata per aumentarne l’elasticità, la vestibilità (facile da calzare) ed il rapporto qualità/prezzo, davvero ottimo. Un modello Dante 4/3, ad esempio, costa 310 €, 330 € la versione con cappuccio integrato (hooded).
“la mia esperienza è comune a quella di diversi sufers europei. Incuriosito dalle recensioni, sperando che non fossero bufale, me ne son comprata una dalla California, con tanto di dazio e trasporto. L’ho testata nelle gelide acque del Garda di marzo in una session di 2 ore in kite. Mi ha convinto subito. Autorevoli amici nel mondo del surf le hanno provate prima di me e mi han confermato l’elevato standard qualitativo. Tra i tester Matuse mi sono confrontato con Franz Fiorentino (shaper e cultore del surf, è suo il libro “Surf play”), Michele Puliti (storico shaper di Ola Surfboards) e i suoi team riders” – queste le parole di Max Sandri, distributore italiano Matuse.
John Vincent (CEO Matuse) è stato meticoloso nella scelta dei materiali: la muta è dotata di uno strato tessile in nylon dentro e fuori– HYDRASILK – che fa scivolare l’acqua ed è confortevole al contatto con la pelle, in più le cuciture sono protette da un nastro di silicone color argento SCS. Per questo calza come un guanto.  Gli altri brand in genere si nascondono dietro materiali economici per la fodera interna.
Per saperne di più su Matuse ecco i contatti:
max@matuse.com
Instagram: @matuseincitaly 
facebook: @matuseitaly

 


 

 

 

 

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