Granfondo Alé La Merckx: divertimento per tutti

La granfondo Alé La Merckx di Verona svoltasi la scorsa domenica ha raddoppiato il numero di iscritti rispetto allo scorso anno.

12/06/2019
scritto da Davide Sanzogni

indubbiamente un successo, di pubblico e di consensi, quello ottenuto dalla 13esima edizione della granfondo Alé La Merckx di Verona. Ci piace dire che nulla avviene per caso ma al contrario questo e’ il risultato di un lungo percorso di impegno e passione. Certo, dopo un mese di maggio particolarmente travagliato dal punto di vista meteorologico è forte la voglia di correre. Anche in vista delle classiche granfondo alpine di giugno e luglio. Ma una manifestazione non diviene crocevia di tre circuiti importanti come Zero Wind, Regioni e naturalmente Alé Challenge per caso. Tanto meno viene designata come prova unica per l’assegnazione della maglia di campione continentale granfondo per le categorie amatoriali, appena introdotta dall’UEC. Noi abbiamo toccato con mano questo impegno e passione partecipando ad alcune iniziative collaterali oltre che pedalando in mezzo al gruppo durante la granfondo.

Verona ci ha accolti già al sabato e volendo si poteva iniziare a pedalare già al mattino di sabato, con una cicloturistica denominata Pedalata di Romeo&Giulietta per scoprire Verona, una città ricca di piste ciclabili e in cui realmente risulta più agevole muoversi in bici che in auto. Noi siamo arrivati mentre si stava svolgendo la mini-Merckx. Un divertente single-track per i ciclisti in erba realizzato a ridosso dell’area espositiva collocata sotto le mura medioevali. Giù il cappello per questo, perché portare un evento nel cuore di una città, ed in particolare di una città antica, non è mai banale.

Il villaggio espositivo ancora gremito nel tardo pomeriggio di sabato

Al termine di entrambi questi appuntamenti era previsto un ristoro e almeno il Nutella Party seguito alla Mini-Merckx ce lo siamo goduto. Infatti anche chi scrive ha approfittato della bellezza di questa città e del ricco programma per una trasferta con la famiglia, prole compresa.

Domenica mattina ci siamo schierati nelle griglie collocate intorno al palazzo della Granguardia, ove poi si terrà il Pasta Party proprio di fronte alla celebre Arena di Verona. Con noi, tra gli oltre duemila partenti la stessa Alessia Piccolo, amministratore delegato del marchio Alé, l’ex-professionista Massimiliano Lelli e naturalmente Mario Cipollini. Il marchio di bici legato al Re Leone è legato a doppio filo con Alé e all’omonimo team professionistico femminile Alé-Cipollini, pure presente in griglia. Anche noi abbiamo partecipato a questo evento in sella ad una Cipollini RB1K .  Nel frattempo gli speaker Barbara Pedrotti e Paolo Savoldelli si sono divisi il microfono e le postazioni nell’attesa del via.

Pronti per il via da piazza Bra, nel cuore di Verona

C’è veramente tanta gente: dagli agonisti più assidui che non si perdono una granfondo e che oggi sono quasi tutti qui, agli stranieri venuti per cercare di vincere la maglia di campione europeo granfondo, ai distributori internazionali del marchio Alé. La maggior parte sono naturalmente gli amatori sia italiani che stranieri giunti qui per una giornata di festa e sport. Magari per una breve vacanza a Verona o sul vicino Garda. Basti pensare che la visita guidata della città di Verona rivolta agli accompagnatori, proposta dall’organizzazione, ha avuto una partecipazione di oltre cinquanta persone. Solo la punta dell’indotto che questo evento ha generato a Verona in termini di presenze alberghiere.

Gli accompagnatori dei granfondisti che hanno partecipato al tour per le vie di Verona

Salutata dunque la famiglia che dopo averci visto partire si è unita al giro turistico, è il tempo di agganciare gli scarpini. Due i percorsi proposti: la granfondo da 129 chilometri con un dislivello di 2600 metri oppure la mediofondo da 82 chilometri e 1450 metri di dislivello. Comuni i primi 60 chilometri cosa che ha contribuito a mantenere alto il ritmo, in particolare nei primi chilometri pianeggianti volati a oltre 43 di media. Ogni rilancio, dopo una rotonda o una curva, una frustata. Arrivare già tirati alla base della prima salita di giornata è ormai la regola. Affrontare la salita tutta fuori soglia quasi un obbligo. Rischiare di saltare in aria anche a causa delle temperature finalmente estive un rischio concreto. Per fortuna, a seguire, una bella discesa tra le colline coltivate a vigneti ci ha dato modo di rifiatare divertendoci.

Le dolci colline ricoperte di vigneti nei dintorni di Verona

Non dura molto e si riprende a salire per quasi una ventina di chilometri verso Sant’Anna Alfaedo. Una salita lunga e dolce come raramente capita di trovare in una granfondo. Qui l’essere in un gruppo o trovarsi a inseguire da soli può fare la differenza. Di nuovo discesa,  tecnica, nel complesso veloce e su bell’asfalto. Ci piace venire a correre a Verona perché queste discese danno la giusta dose di adrenalina, il fondo stradale è in gran parte in buone condizioni e le numerose e abili motostaffette che ci accompagnano danno un bel senso di sicurezza. Ancora più importante il presidio a terra, sia per bloccare il traffico che per segnalare con sbandieratori punti potenzialmente pericolosi.

Salite dolci, pedalabili, affrontate spesso in gruppo

Al bivio tra i due percorsi prendiamo la via del lungo e torniamo a salire per una dozzina di chilometri. Giunti ad Erbezzo pensiamo “Dai che si scende!” e invece no: imbocchiamo una stretta strada di origine militare. Qui l’asfalto è ruvido, il vento contrario, la vegetazione scompare e le abitazioni cedono il posto agli alpeggi. Pecore, mucche, asini e cavalli ci guardano passare. Sono altri 9 chilometri di salita ma stavolta davvero quando si scollina si può dire che sia fatta. Giusto un po’ di attenzione per i primi chilometri per la presenza di ghiaino. Ma non appena si torna su una provinciale, in prossimità di un monumento ai caduti della Grande Guerra, si può riprendere a disegnare traiettorie sempre più veloci che consentono di colmare in meno di un’ora gli oltre 40 chilometri che ancora ci separano da Verona.

Superato Erbezzo l’ambiente si fa decisamente alpino

L’arrivo è posto alle Torricelle in località San Felice dopo un paio di chilometri di ascesa, non duri ma utili a disinnescare i rischi di un arrivo di massa in volata. Ad attenderci poco dopo il tappeto un buon ristoro con frutta e bevande.

Una breve discesa ci riporta in città per le docce, chi in albergo e chi presso gli appositi camion doccia predisposti dall’organizzazione, e per il riso-party chiamato così perché il piatto forte era un risotto preparato secondo la ricetta di un celebre chef. In realtà oltre al riso c’è molto altro: crudo e melone, pane e prosciutto, dolce e soprattutto una bella birra fresca. Anche il caffè alla fine è incluso. Un bel momento conviviale in cui abbiamo percepito la generale soddisfazione dei partecipanti.

il Riso-Party all’interno dela Palazzo Granguardia, in piazza Bra, di fronte all’Arena

Plauso all’organizzazione che è riuscita a far fronte all’importante aumento degli iscritti. Limitati i tempi di attesa in coda, tanto per fruire del parcheggio bici custodito, quanto per l’accesso al riso party. Anche garantire i pacchi gara immediatamente disponibili per tutti non era banale, visto il boom degli iscritti. Va infatti ricordato che il gadget fornito era una maglia tecnica firmata Alé. Soddisfare la richiesta delle ultime settimane è stato possibile grazie al fatto che Alé è una ditta italiana che qui mantiene una parte importante della produzione. Infatti l’indomani abbiamo visitato lo stabilimento di Sorgà, ad appena mezz’ora di auto da Verona.

Una parte dello stabilimento Alé dove vengono confezionati capi

Nell’occasione ci sono stati presentate le nuove linee della collezione 2020. La linea GRAVEL caratterizzata da una maggior robustezza. I capi G+ con tessuti che utilizzano il grafene a vantaggio della dissipazione del calore. Infine la linea GREEN ROAD, composti al 90% da materiali a basso impatto ambientale. Proprio indossando un capo di quest’ultima linea abbiamo preso parte alla granfondo.

Per concludere, anche se non siamo diventati campioni europei (un po’ ce lo aspettavamo in verità), lasciamo Verona con il ricordo di una bella manifestazione, ormai un appuntamento fisso del calendario. Un evento che riesce a coniugare turismo e sport proponendo due percorsi divertenti e per nulla banali in luoghi di grande fascino. Percorsi che premiano ciclisti completi ma in definitiva adatti a tutti, in virtù delle salite mai estreme e della puntuale assistenza predisposta lungo gli stessi.

Ricchi e ben posizionati i ristori

a cura di Davide Sanzogni, foto di Davide Sanzogni, Foto Studio  3 e Michele Avesani.

link utili:

alelamerckx.com

alecycling.com

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