Granfondo Giancarlo Perini di Carpaneto Piacentino

Uno spostamento di data che ha giovato alla Granfondo Giancarlo Perini, dove quasi 2000 partecipanti si sono dati battaglia. Ecco il nostro racconto.

02/05/2019
scritto da Davide Sanzogni

Non ci fermiamo mai e anche in un giorno di festa vi raccontiamo una granfondo, La Giancarlo Perini di Carpaneto Piacentino. Ecco l’eperienza di Davide Sanzogni.

Il piacentino e’ una terra dove si respira ciclismo. prova ne e’ l’evento cui abbiamo partecipato come sempre in mezzo al gruppo. Un evento ben confezionato, forte della figura carismatica Giancarlo Perini (che qui per tutti è il Pero), corridore protagonista ma anche uno dei più forti gregari del ciclismo di inizio anni novanta (pro dall’81 al 95). Giancarlo, vera anima dell’evento, sempre più supportato da suo figlio Mirko (ci piace questo modo di dare continuità all’iniziativa) e da un team di collaboratori ben rodati, una storia lunga ormai quindici anni.

Giancarlo Perini con la maglia ufficiale del proprio team.

Lo spostamento di data al Primo Maggio, resosi necessario a causa di una fiera concomitante con la data inizialmente considerata, ha avuto come fortunato effetto quello di far coincidere la manifestazione con una giornata dal clima ideale per pedalare. Cieli tersi e un bel sole caldo ma non troppo grazie ad una leggera brezza.

Notevole l’affluenza, poco meno di 2000 iscritti, nonostante la giornata infrasettimanale. Principalmente grazie all’inserimento di questa manifestazione in ben tre circuiti: Ale Challenge, Giro delle Regioni e Coppa Lombardia. Come contraltare a questo, qualche logico compromesso nell’organizzazione delle griglie dato che ogni circuito aveva la sua lista di meritevoli e che tutti gli iscritti ai circuiti sono intrinsecamente precoci. In pratica si aveva una griglia di merito da quasi 600 partecipanti ed una altrettanto numerosa prima griglia in ordine di iscrizione. Oltre a queste, una caratteristica peculiare della Granfondo Perini, la presenza di una piccola griglia davanti ai tappeti per chi era deciso a competere per la sola classifica assoluta (gran bella iniziativa questa, lascitecelo scrivere) e in cui erano presenti anche, come ospiti, il professionista Jacopo Guarnieri e la elite Silvia Zanardi. 

Griglie ampie, in cui si entra volentieri presto per chiacchierare, ritrovarsi, magari chiedere all’amico rivale quale percorso farà sentendoci rispondere che e’ stanco, che farà il corto, per poi vederlo al nostro fianco dopo aver preso la via del lungo. Il ciclismo amatoriale e’ anche questo.

Buona anche la presenza delle quote rose. Il piacentino è un comprensorio dove le donne che pedalano sono parecchie.

Venendo proprio ai percorsi: importante novità di questa edizione e’ stata il loro rinnovamento. Ben tre quelli proposti (tanta roba), andando a cercare con certosina pazienza quei tratti di strada in migliori condizioni, in particolare in riferimento alle discese. Alcuni hanno beneficiato anche di una recente asfaltatura mentre altri ancora ne necessitano. A detta di chi pedalata in queste zone il risultato e’ stato il migliore possibile anche se forse non ancora abbastanza per chi si allena in zone ove la condizione delle strade e’ mediamente migliore. Vogliamo ribadire ancora una volta, pedalando anche noi, per abitudine in questi luoghi: qui l’inverno non fa sconti e se abbiniamo il freddo della stagione appena trascorsa, alla scarsa manutenzione degli ultimi anni, ecco che tutto diventa più difficile da gestire, non solo per un evento sportivo ma anche per semplicemente qui ci abita.

Partenza puntuale alle 10:00 con un uscita da Carpaneto molto lineare, senza restringimenti o rotonde, ed in leggera salita cosa che ha consentito un allungamento del gruppo quasi senza intoppi. Due strappi, in cui bisognava menare con decisione, intervallati da una breve ma tortuosa discesa hanno selezionato ulteriormente il plotone. Selezione che e’ proseguita lungo l’ascesa fino a San Michele dopo la quale avveniva la divisione del percorso corto dai restanti due.

Ben evidente la segnaletica con frecce di diverso colore ad indicare i differenti percorsi, decisamente nutrito il presidio agli incroci. Forse un maggior numero di staffette potrebbe giovare, proprio in considerazione che queste pure si devono suddividere su tre percorsi, ma tutto sommato il traffico dell’oltrepo’ Piacentino e’ veramente scarso, anche in una giornata festiva come il Primo Maggio. Dopo la divisione i percorsi maggiori, il lungo e il medio, affrontavano un tratto inedito, vallonato e veloce, in cui era importante essere abili a stare nel gruppo senza sprecare energie utili per il proseguo. In questa fase i panorami, in particolare verso la pianura si facevano più ampi e piccoli agglomerati urbani intervallavano boschi altrimenti quieti, non fosse per l’odierna invasione di ciclisti.

Una discesa infine conduceva a Lugagnano dove il medio e il lungo si dividevano andando a ripercorrere in senso inverso parti dei tracciati percorsi nelle precedenti edizioni.

Il medio proseguiva risalendo gradatamente il fondo valle, operazione agevolata da un buon vento a favore. Il lungo invece proponeva due brevi strappi prima di imboccare la lunga ascesa che portava a Bravi bivio che ha drenato molte energie, complice anche la temperatura via via più alta col mezzogiorno ormai passato. Ma l’ostacolo maggiore, comune ad entrambi i percorsi, e’ stata la salita da Morfasso a Guselli che via Sartori proponeva un lungo tratto con pendenze a doppia cifra. In questo tratto, mentre in testa al lungo Paolo Castelnovo trovava l’azione decisiva per la vittoria, nelle retrovie non pochi scendevano dalla bici e percorrevano alcuni tratti a piedi. Ma una volta giunti in vetta solo una lunga discesa ed un tratto di fondo valle separavano i concorrenti dal traguardo.

Le fragole al ristoro! Una chicca mica da poco.

Noi abbiamo vissuto questa gara fino in fondo, anche dopo aver tagliato il traguardo. Abbiamo gustato le fragole servite al ristoro post gara, ci siamo uniti agli altri partecipanti alle brevi code necessarie a depositare le bici in sicurezza o per consumare il pasta-party in cui ovviamente non poteva mancare un assortimento di salumi piacentini. Intermezzi, che complice la bella giornata, si sono trasformati in un’occasione per confrontare la propria esperienza con quella degli altri, per qualche bonario sfotto’ tra le numerose e agguerrite squadre del piacentino, per constatare la quantità di maglie provenienti anche da fuori regione e per una foto ricordo con qualcuno che da esordiente si allenava nel piacentino ed e’ poi passato a lavorare in testa al gruppo sugli Champs-Élysées.

teamperini.com

 

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