Il Kiteboarding alle Olimpiadi di Parigi 2024

Il kiteboarding è stato ufficialmente inserito nelle prossime Olimpiadi di Parigi, enorme la soddisfazione di Mirco Babini, presidente IKA.

10/11/2018
scritto da Roberta Pala

 

Il Kiteboarding alle Olimpiadi di Parigi 2024


Coronamento di un lungo lavoro internazionale dove l’Italia ha giocato un ruolo fondamentale

 

Babini (IKA): “Si è messo in moto qualcosa di veramente grande. Il Kiteboarding è nel programma Olimpico. Che impresa. Che soddisfazione. Un sogno avverato”

 

Domenica 4 novembre 2018 l’Annual General Meeting di World Sailing ha confermato l’inserimento del Kiteboard nella line-up ufficiale degli eventi e delle classi veliche che prenderanno parte ai Giochi della XXXIII Olimpiade in programma a Parigi nel 2024.

L’AGM ha confermato la formazione definitiva degli eventi velici che parteciperanno ai giochi di Parigi, inserendo all’interno due nuovi eventi tra i quali appunto il Kiteboard racing.

Il movimento arriva a questo importantissimo traguardo dopo aver preso parte per la prima volta nella sua storia, con la disciplina del TT:R (Twind Tip Racing – www.twintipracing.com) alle recenti Olimpiadi Giovanili svolte a Buenos Aires.

Questo risultato è frutto di un lungo lavoro all’interno del quale l’Italia ha giocato un ruolo determinante.

 

Da sei anni a questa parte infatti presidente dell’International Kiteboarding Association (internationalkiteboarding.org), la classe internazionale del Kiteboarding riconosciuta da World Sailing, è Mirco Babini.

Nato in Romagna ma sardo di adozione, vive a Chia nel sud dell’Isola da due decenni. Vanta una carriera agonistica nel windsurf lunga più di 35 anni, con titoli e risultati importanti a livello internazionale. Dopo aver acquisito un’importante esperienza nell’organizzazione di eventi sportivi e management sportivo oltre a curare la formazione ed il coach training, approda nel team di Luna Rossa in vista della 35^ America’s Cup, dove rimarrà fino al suo ritiro. E’ stato uno dei precursori del Kiteboard in Italia ed uno dei fondatori della CKI la classe Kiteboarding nazionale. Un vero trascinatore e visionario dello sport, a lui si deve l’organizzazione del kiteboarding nazionale ed il suo inserimento nella Federazione Italiana Vela quando venne riconosciuto in seno al Coni.

 

LE DICHIARAZIONI

 

L’International Kiteboarding Association è entusiasta di vedere finalmente il kiteboarding incluso nei Giochi Olimpici, dopo lo straordinario debutto in occasione di quelli giovanili – ha dichiarato proprio Mirco Babini subito dopo la notizia della decisione dell’Annual General Meeting di World Sailing da Sarasota negli Stati Uniti – E’ stato un percorso lungo, strategico ed emozionante allo stesso tempo, partimmo da quel ormai lontano 2012 quando a Dublino venne ricambiato lo status e da quel giorno un duro lavoro di squadra che non si è mai fermato”.

“Bisogna davvero avere tanta passione ed una visione smodata del futuro per andare avanti contro tutte le difficoltà, le lobby e le persone che minano il tuo percorso – continua Babini – d’altro canto il Kiteboard è uno sport relativamente nuovo, che si è però sviluppato in maniera esponenziale. Basti pensare che oggi conta in tutto il Mondo oltre 2 milioni di praticanti. Ci vorrà poco tempo invece per incrementare il numero degli atleti. Il costo relativamente basso, il mezzo a vela con le più alte prestazioni in acqua, la semplicità di trasporto saranno solo alcuni dei lati positivi che porteranno il Kiteboard ad essere una delle discipline olimpiche più numerose, apprezzate e praticate”.

Babini continua: “Essere alla guida della IKA ha giocato un ruolo fondamentale ma difficile al tempo stesso. Ti trovi a dover affrontare decisioni molto spesso non comprese ed essendo ovviamente in prima linea sei esposto ad attacchi poco “digeribili” ma devi portare pazienza ed imparare a gestirli. Sono convinto di quello abbiamo fatto e continueremo a fare. Lo abbiamo sempre fatto in maniera professionale e funzionale rispetto all’alta prestazione che la disciplina del kiteboard con Hydrofoil necessita. Sono certo che entro un paio di anni ne vedremo davvero delle belle e l’Italia ci regalerà tantissime soddisfazioni con atleti in grado di calcare i palcoscenici internazionali”.

 

“Concludo rivolgendo un appello ai giovanissimi, anche appartenenti ad altri sport o altre classi veliche. Se nel cassetto hai anche tu il ‘Sogno Olimpico’ è giunto il tuo momento. La sfida è ufficialmente partita”.

 

Potrebbe interessarti anche

Commenti