IndieCampers Portugal road Trip by Rip Curl – Last DAY

La grande mareggiata del 24 ottobre, le fasi finali a Supertubos e l’intricato rientro

27/10/2016
scritto da Michele Cicoria

Foto: Daniele Bernacchia, Giacomo Cavalli, Michele Cicoria
La sera prima siamo andati a dormire tardissimo per riuscire a sistemare il camper in un posto decente vicino al faro di Nazarè. La sveglia è puntata alle 6:30, ma quando suona nessuno si muove, siamo distrutti. Ad un tratto sentiamo un urlo provenire dall’esterno: conosciamo quel genere di grida, è un misto tra stupore, gioia ed emozione incontenibile. Quando sei tra le onde lo senti spesso. A questo segnale ci catapultiamo tutti fuori dal camper, Nazarè ha cominciato a lavorare a dovere, picchi enormi si avvicinano minacciosamente al promontorio e si infrangono con violenza fino ad sollevare spray enormi. E’ ancora buio ma il posto comincia a popolarsi di tanti curiosi e diverse troupe televisive, dopo circa un’ora fa il suo ingresso in acqua il team Red Chargers.

Dopo esser patiti dal porto di Nazarè le coppie Jet ski-rider cominciano ad ispezionare l’area, avvicinandosi al Canyon da sud. Quando il primo kamikaze viene spinto sulla prima onda il pubblico è in visibilio. Un’emozione indescrivibile, è la rappresentazione surfistica di David contro Golia, un’impresa totalmente folle e coraggiosa al tempo stesso. Lo spot va via via affollandosi di curiosi che esplodono in applausi quando l’impresa del rider riesce senza problemi, oppure in esclamazioni di stupore e angoscia quando l’onda lo travolge.
Tra le montagne d’acqua che si avvicinano alla secca, piuttosto “piccate” e imprevedibili, notiamo anche un casco rosso trainato da una moto nera, che ad un certo momento parte su una della destra: è Alessandro Marcianò, rientrato a Nazarè dopo molti mesi e per nulla intimorito dalla giornata piuttosto impegnativa.
Insieme ad Ale in lineup ci sono big wave riders di fama mondiale, tra questi Andrew Cotton, Garrett McNamara e molti altri. Tra i più coraggiosi possiamo notare anche dei gun pronti a prendere questi palazzi liquidi remando, un body surfers (con giubboto galleggiante, ma pronto a prendere le onde a nuoto) ed un bodyboarder che si è fatto trasportare vicino alla lineup da un peschereccio locale. Scopriamo poi che si tratta di Simone Macera, bodyboarder italiano traferitosi in Portogallo…Tanto rispetto per tutti!

Rimarremmo ad ammirare queste emozionante session ancora per ore, ma oggi è l’ultimo giorno e ci hanno appena avvisati che la tappa del WSL ha ripreso il via, dobbiamo correre dunque a Supertubos per fare le ultime interviste e completare il lavoro. In meno di un’ora siamo nell’area stampa pronti ad assistere all’inizio dei quarti di finale, con un livello in acqua esagerato su condizioni d’onda maledettamente proibitive.
John John è in uno stato di grazia e Jordy Smith si prende un tubo pazzesco, realizzando l’unico perfect 10 della giornata…la folla in spiaggia esplode in urla e ammirazioni! Speriamo di riuscire a vedere la fine della tappa, ormai non manca molto e le onde sono perfette, ma il sole prossimo al tramonto convince i giudici a sospendere la gara rimandando all’indomani.

Ci attardiamo in area stampa ormai buia e con un temporale che ci aspetta fuori dalla struttura. L’ultima cena del road trip la facciamo insieme ad Andrea, Filippo e Ludovica nella mitica Taberna Do Almocreves a Ferrel. Prima di abbandonare il locale regaliamo un altro momento di elevato valore musicale a tutti i clienti, Tobia imbraccia la chitarra del locale e cantiamo tutti in coro. Ormai è quasi mezzanotte quando ci infiliamo nel furgone per dirigerci a Lisbona, dove l’indomani restituiremo il van ad Indie Campers.
Complici anche le birre di troppo per alcuni del gruppo i primi tre km sono tutti svegli a far baldoria, ma subito dopo Bruno “the driver” Muskitiello si ritrova da solo per gli altri 97 km mancanti per portare a destinazione il mezzo. Una volta arrivati sul posto è il momento di imballare le tavole e fare i bagagli, sono le 3 passate quando ci mettiamo a dormire, abbiamo una manciata di ore di sonno davanti a noi. Il pensiero che il viaggio sia concluso ci mette addosso una sottile malinconia, nel furgone c’è più silenzio del solito, ognuno rivive con intimo piacere i tanti momenti fantastici offerti da questo road trip, finchè la stanchezza non prende il sopravvento.

 

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