Nazionale Italiana Snowboard Freestyle: Intervista a Filippo Kratter

Nazionale Italiana Snowboard Freestyle: Intervista a Filippo Kratter

Fra una tappa di Coppa del Mondo e l'altra l'allenatore della Nazionale Snowboard Freestyle è riuscito gentilmente a rispondere alle nostre domande. Come se la stanno cavando i nostri rider? Come colmare il gap con le altre squadre? Cosa ne pensa Filippo dei tripli? Date una letta e lo scoprirete!

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Dopo i buoni risultati a Milano, siete volati in Corea e fra pochi giorni approderete in Germania per una nuova tappa della FIS World Cup. Come ve la state passando?
Benissimo! Cioè, non ci si può certo lamentare se ad ogni weekend sei in un diverso angolo del Mondo a fare quello che ti piace in compagnia dei rider più forti del mondo. Però devo dire che la Coppa del Mondo quest'anno è davvero tosta, nel senso che i ragazzi non hanno un attimo di respiro e c'è una gara dopo l' altra. Per fortuna il tour è organizzato molto bene e troviamo sempre strutture e location perfette, il che rende tutto molto più facile per i ragazzi.


Filippo Kratter in action - Foto di Andrea Piras / Funky Snowboards

Per molti di loro è la prima volta in Coppa del Mondo. A livello mentale, cosa vedi di buono e cosa invece c’è ancora da migliorare?
Devo dire che se anche per molti di loro sono le prime esperienze in WC il loro mindset è molto buono. Non si fanno intimorire se prima di loro droppa Mark McMorris in bs triplo, non si fanno spaventare se il jump è un mostro da 25 metri con atterraggio di marmo. Fanno ciò che sanno fare e lo fanno bene e sono molto orgoglioso di come stanno affrontando le loro prime esperienze in questo circuito professionistico. Possiamo migliorare? Certamente!! Specialmente piano piano dobbiamo cercare di colmare il gap che c'è a livello tecnico tra gli atleti nostrani e i big names. Ma ci stiamo lavorando.


Filippo Kratter Portrait - Foto di Andrea Piras /Funky Snowboards

Nonostante l’ottimo lavoro che state facendo, il divario da colmare rispetto altre squadre è ancora considerevole. In che modo state lavorando e cosa manca secondo te per raggiungere il top?
Ecco, approfondisco il concetto venuto fuori nella domanda precedente. Per ora abbiamo creato delle basi di trick un pochino più "semplici" (1080 double) sulle quali poi i rider possano costruire il loro bagaglio di trick più complicati un po' per volta. Per raggiungere il top ci servono manovre come bs 1440 triple cork o cab 1260 ma voglio che i ragazzi ci arrivino a tempo debito e con solidità. Per questo siamo andati in Giappone a settembre e appena finito il periodo di gare ci alleneremo duramente per raggiungere questi obiettivi.

Quali sono i vostri obiettivi stagionali?
Hahahahhah sembra che anticipi sempre la tua domanda successiva! In termini pratici voglio che i ragazzi si qualifichino ai Giochi Olimpici del 2018. Questo sarebbe il coronamento di un impegno pluri stagionale da parte mia e dei ragazzi. In termini tecnici mi piacerebbe che i trick che fanno i big names entrassero a fare parte del bagaglio dei nostri rider, non come manovra una tantum, fatta magari in condizioni perfette a fine stagione; ma come trick che sappiano fare in ogni situazione.


Filippo a destra con Aie Benussi (al centro) e Alessandro Mazzonelli (sinistra)

Dopo la tappa in Germania dove vi potremo trovare?
Colorado, USA. Saremo a Keystone-Breckenridge per un po' di tanto sognato allenamento e poi parteciperemo alla WC nella vicina Copper Mountain.

Dopo la finale di Beijing all’Air+Style in molti si sono chiesti che senso aveva vedere una classifica formata dallo stesso trick. Qual è il tuo parere a riguardo?
E' sempre stato così... a una gara conviene fare il più facile dei trick difficili. Si ottiene il massimo punteggio col minimo rischio. A fine anni '90 si vedevano solo bs 720 ai primi posti delle gare. Poi è stato il momento del cab 900. Verso la fine degli anni 2000 i primi posti delle classifiche erano dominati dai bs 1080, ora siamo al bs 1440. Ma è una situazione che tende a risolversi da sola, perchè chi vuole emergere dalla massa sarà costretto a innovare, a cambiare qualcosa... magari dei grab più stilosi, magari un tweak in più, magari un 180° in più, magari fare la manovra in switch, oppure girare frontside... e lo snowboard continuerà ad evolversi. Già nella gara dopo l'Air and Style i trick si sono evoluti e i rider hanno cominciato a cambiare le carte in tavola. Insomma lo snowboard non rimarrà mai fermo, per la sua stessa natura esso è in continua evoluzione, ed è per questo che non ci stuferà mai. 

Grazie del tuo tempo e buon lavoro :)
Mi devi una birra ;)


Filippo Kratter in action - Foto di Andrea Piras /Funky Snowboards

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