Intervista a Igor Confortin: il riassunto della stagione della Nazionale Italiana Paralimpica Snowboard

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Intervista a Igor Confortin: il riassunto della stagione della Nazionale Italiana Paralimpica Snowboard

Una stagione che ha portato soddisfazioni e risultati in tutte le discipline in cui la Nazionale Italiana Paralimpica Snowboard partecipa. Noi di 4Snowboard abbiamo fatto quattro chiacchiere con l'allenatore storico della Nazionale.

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Ciao Igor, anche questa stagione è terminata. A caldo riesci a farci un resoconto generale su come è andata?

Ciao Elisa! Direi che è andata bene, molto meglio della stagione passata. Credo che abbiamo lavorato nella giusta direzione ed i ragazzi abbiano capito che quanto fatto nelle stagioni passate non basta più perché il livello stà crescendo molto e gli altri non stanno certo a guardare.

Qual è stato il momento più difficile e quale il più soddisfacente della stagione?

Il momento più difficile forse è stato Landgraaf con le prime gare della stagione. Non siamo andati per nulla bene (capita spesso a dire il vero in quel posto) ed è stato difficile capire quanto fosse dovuto al fatto che la nostra preparazione era volta ad essere al top per i mondiali di febbraio e quanto invece fosse il gap tecnico da colmare. Difficile è stato anche il calendario che continuava a cambiare e non ci dava punti di riferimento. I momenti soddisfacenti in verità credo siano 3 a pari merito. La medaglia di bronzo di Jacopo ai mondiali, il ritorno alla vittoria di Manuel dopo 2 anni che non vincevamo un oro e l’Inno di Mameli in Korea dove abbiamo anche agguantato per la seconda volta da quando sono responsabile tecnico la coppa di cristallo come terza nazionale in assoluto.

Ora però vogliamo sapere qualche aneddoto divertente…

Beh, aneddoti ce ne sarebbero una vagonata… forse quello che mi fa ridere e rabbrividire allo stesso tempo è il sorpasso di Jacopo in finale per il bronzo che, su consiglio dei compagni di squadra, doveva avvenire in curva 4, invece lui preso dalla foga, sbaglia a contare e lo fa in curva 2 dove non era riuscito a nessuno in precedenza!

Gli obiettivi che vi eravate posti sono stati raggiunti?

Personalmente l’obbiettivo principale era far capire ai ragazzi l’importanza di diventare professionisti, di programmare qualsiasi cosa in visione della propria attività agonistica, di fidarsi ciecamente dello staff; insomma di cambiare marcia perché se vogliamo scrivere la storia ai prossimi giochi di Corea non dobbiamo lasciare nulla al caso. Il ritorno sul gradino più alto del podio è stato, oltre ad un senso di sollievo enorme, un chiaro segnale che la squadra avevana recepito il messaggio.

Quali sono ora i vostri programmi futuri?

Adesso i ragazzi sono stati invitati al SuperGrostè dale Funivie Campiglio dove finiranno in maniera gogliardica la stagione. Credo che rimarremo in “vacanza” per il mese di aprile, giusto il tempo di riorganizzare gli appuntamenti e aspettare che Simone Del Moro torni a disposizione per combinare gli allenamenti di acrobatica con i test atletici di Andrea Capuzzo. Andreamo avanti a secco come di consueto sino a settembre per poi iniziare con gli allenamenti su neve allo Stelvio… Calendario permettendo, visto che è comparsa una gara in NZ a fine Agosto… Staremo a vedere.

Seguite la storia di questi atleti in giro per il mondo sulla loro Pagina Facebook. 

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