La Granfondo Scott di Piacenza il nostro report

Abbiamo partecipato alla Granfondo Scott di Piacenza, uno degli appuntamenti clou del mese di Settembre e del finire di stagione. Ecco il racconto di Davide Sanzogni.

02/09/2019
scritto da Davide Sanzogni

Come ogni anno, con il finire del mese di agosto, il granfondista riprende a mettersi numero sulla schiena. E cosi’, mentre a Solden si svolgeva l’Oetztaler e in Polonia si disputavano i Campionati Mondiali Master UCI, a Piacenza andava in scena la Granfondo Scott. Viste queste concomitanze, i 1100 iscritti rappresentano un buon risultato, segno del gradimento che questa manifestazione ha saputo costruire nei suoi quindici anni di storia. Eppure, lo anticipiamo, quella che abbiamo vissuto dentro il gruppo e siamo qui a raccontarvi e’ stata l’ultima edizione della Granfondo Scott Piacenza. Questo e’ stato l’annuncio fatto dal palco da Rossana di cicli Tizzoni a nome di tutto il comitato organizzatore. Comitato che ha deciso per il futuro di proporre qualcosa di diverso, assecondando cosi’ quello che e’ un trend in corso da tempo, in cui si sperimentano format nuovi per cercare di coinvolgere il mondo in continua evoluzione degli appassionati.

L’area iscrizioni e ritiro pacchi gara.

In attesa di darvi conto di cosa ci riserberà il prossimo anno, veniamo al racconto di questa edizione. Come sempre molto ben curata la logistica accolta negli ampi spazi di Piacenza Fiere. Di questa logistica ne beneficiano anche le griglie che sono larghe ed accoglienti. Suddivise secondo i  vari criteri previsti dal regolamento, ordine di iscrizione e merito e circuiti. In particolare gli iscritti al Giro delle Regioni, di cui l’appuntamento piacentino era l’ultima prova. Da segnalare anche gli iscritti secondo la formula “Spirito di squadra”. Una formula ideata per gratificare coloro che affrontano la Granfondo con uno spirito per il quale l’aiuto reciproco viene prima del risultato personale.

L’assistenza meccanica Scott e lo stand all’interno dei padiglioni della fiera.

L’attesa e’ gradevole in una giornata tersa grazie ai temporali della sera precedente. Prima del via ufficiale si sono mossi i Corsari della Maratona, una ONLUS in cui appassionati di ciclismo mettono a disposizione tempo e gambe per fare della beneficenza rivolta ai bambini. Proprio per raccogliere fondi per questa associazione era stata organizzata al sabato una maratona di Spinning. Questa vicinanza ai più piccoli e’ stata testimoniata anche dalla partnership con l’Associazione del Bambino Cardiopatico di Piacenza e con l’allestimento di una pista in cui i bambini hanno potuto sfrecciare seduti a bordo di particolari tricicli a pedali.  Dopo i Corsari e’ stata la volta di alcuni vip ed élite fuori gara capitanati dall’ex professionista piacentina Giorgia Bronzini che ha poi presenziato anche alla cerimonia di premiazione.

Il palco classico, con le autorità e dove poi si svolgeranno le premiazioni.

Infine, puntuale alle 9, ha preso il via la manifestazione. Essendoci 20 chilometri per arrivare da Piacenza alle prime colline le prime fasi di corsa richiedono grande attenzione da parte di tutti i partecipanti. Il rischio altrimenti e’ di incappare in spiacevoli capitomboli a causa degli inevitabili rallentamenti improvvisi. Questo tratto vola via a quasi 45km/h di media e, come abbiamo avuto modo di osservare altre volte, sono in molti oggigiorno a poter tenere questo ritmo, con tutti i rischi conseguenti dall’avere gruppi molto numerosi.

Poco dopo il via da Piacenza Fiere

La prima ascesa che a gradoni sale da Statto a Rezzanello via Momeliano ha contribuito a delineare la corsa anche se, va sottolineato, il fatto di essere ancora piuttosto lontani dalla divisione tra i percorsi ha complicato la gestione per i lunghisti. In ogni caso molto bella questa  parte del tracciato, inedita perché in parte sterrata fino a pochi mesi fa. E’ pure qua e la’ altri tratti di asfalto nuovo hanno cominciato a comparire. Bene, benissimo, perché non si può richiamare persone a pedalare e gustare i sapori, perché no, di queste belle colline anche al di fuori del singolo evento granfondistico, se non si parte da una generale sistemazione della rete stradale. Resta ancora moltissimo da fare ma, finalmente, dopo anni di abbandono qualcosa si muove. Dopo il duro strappo del Castello di Rezzanello, nei pressi del quale era collocato il primo ristoro, una veloce picchiata ci ha condotto a Bobbiano, poco sotto la mole della Pietra Parcellara, per riprendere a salire verso il Caldarola. Una bella salita con un solo strappo tosto cui e’ seguita una discesa lunga in cui era importante saper lasciar correre la bici, priva come e’ di veri e propri tornanti.

Gruppo folto prima della divisione tra i percorsi

Dopo circa due terzi di questa discesa il bivio tra medio e lungo. Su quest’ultimo ha girato circa il 30% per cento dei partecipanti,  in crescita rispetto alle edizioni precedenti. Allargando il discorso dobbiamo anche dire, facendo un primo bilancio della stagione, che il 2019 è anche la conferma di una crescita dei percorsi lunghi, che sono tornati a fare gola ed ad essere pedalati da un buon numero di persone. Tendenza che in alcune gare si era manifestata già nel 2018. Si parla di un 15% in più e, anche se ogni evento andrebbe valutato a suo modo, si può ritenere che la miglior preparazione di molti partecipanti, unita alla scelta di proporre dei lunghi impegnativi, stia dando i suoi frutti.

Tornando al racconto della Granfondo Scott, al termine dell’ultima ripida parte di discesa affrontata dai partecipanti che hanno optato per il lungo ci attendeva un breve falsopiano. Al termine di questo tratto, utile per alimentarsi, iniziava l’ascesa a Rocca d’Olgisio al cui scollinamento era posto un provvidenziale ristoro idrico. Si tratta di una salita assai ripida, ma per fortuna non troppo lunga. Il fatto di averla affrontata con un il 34×32 ci ha certamente aiutato a non patirla troppo, anche se naturalmente chi vuole fare la gara oltre il 34×25 o 39×28 non va.

Siamo stati fortunati in fatto di compagni di viaggio e in foto si vede che ci stiamo divertendo

A seguire una discesa dove e’ stata necessaria un po’ di prudenza ci ha condotto a Pianello Val Tidone. Quindi un lungo vallonato per arrivare all’ultima asperità di giornata il cui nome e’ tutto un programma: Montecanino! Seppur non lunga ne particolarmente dura gli ultimi 150 metri  al 10%, ove e’ avvenuto il ricongiungimento col percorso corto, non sono passati indolori. Ormai la salita e’ alle spalle e terminata la discesa non restano che una ventina di km per arrivare al traguardo. Qui se si e’  in un gruppetto e c’e’ armonia il rientro può risultare molto divertente giocando a fare i corridori in fuga e dandosi cambi regolari. Se viceversa ci si ritrova da soli o peggio in un gruppo dove non c’e’ collaborazione per contro può essere molto frustrante, specie con temperature che ormai prossime ai 30C. Dopo l’arrivo, ampio e dove si può condurre una volata in piena sicurezza, ancora una volta abbiamo beneficiato della bella logistica piacentina cui purtroppo dovremo rinunciare per il futuro. Trovare delle docce perfettamente funzionanti e senza code chilometriche non e’ mai scontato. Lasciata la bici nel bike park custodito abbiamo approfittato del frutta party. Ovvero della possibilità di prendere della frutta fresca e dissetante, come ad esempio delle fette di anguria, che abbiamo consumato avidamente nella breve coda del pasta party vero e proprio. Gli umori colti nel post gara erano sostanzialmente molto positivi nei riguardi di questa ultima edizione e grande e’ la curiosità e l’attesa per quello che il comitato organizzatore proporrà per il prossimo futuro.

I partecipanti hanno indugiato a lungo al pasta party mentre si susseguivano le premiazioni

a cura di Davide Sanzogni, della redazione tecnica

foto Endu

granfondoscott.com

endu.net

 

 

 

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