L’altra faccia del Grecale: Sicily swell report

Cause ed effetti della mareggiata epica del 22 dicembre 2017 nel sud-est della Sicilia, formatasi grazie ad uno swell eccezionale di grecale sullo Ionio generato da un ciclone mediterraneo. Foto di Mare Gio Cappello

01/01/2018
scritto da Michele Cicoria

Foto di Mare Gio Cappello
Molti di noi associano il grecale a freddo, neve e onde sporche e attive da N-E. Questo perchè il famoso vento da nord-est spesso raggiunge l’Italia partendo da Trieste (dove prende il nome di Bora) e accompagna con se aria gelida dai Balcani che non di rado porta la neve in Appennino fino a quote basse, insieme a onde attive e raramente di qualità lungo l’Adriatico. Tutta colpa dello scarso fetch del mare chiuso, che solo quando va bene supera i 150 km di lunghezza.
Tutt’altro discorso va fatto invece quando il forte vento da nord-est raggiunge le regioni meridionali, superando il canale d’Otranto e riversandosi sullo Ionio con un inclinazione media da N-NE. In questo caso è meglio parlare dell’altra faccia del Grecale: da Leuca a Capo Passero ci sono circa gli stessi Km che separano Marsiglia da Oristano, parliamo dunque di un fetch confrontabile a quello del mistral in Sardegna.

Se poi la mareggiata è associata, invece che alla coda di un fronte freddo da nord, ad una circolazione depressionaria sviluppatasi sullo Ionio, allora il quadro meteo-marino si fa ancora più interessante. In questo caso, ossia in condizioni di ciclone mediterraneo o più raramente di “Medicane” (piccole tempeste di tipo tropicale molto simili agli uragani, che negli ultimi anni si presentano con maggiore frequenza sullo Ionio), la direzione del vento al largo non è più quella del grecale ma presenta una maggiore componente da est, che in termini di fetch si traduce in un’area potenziale di ben oltre 700 km di lunghezza, disponibili per mettere in gioco l’energia dei forti venti associati a questi cicloni.
Capirete dunque che non stiamo parlando più di onde da un metrello sporche e attive, ma di una vera e propria configurazione meteo in grado di offrire condizioni tra le migliori possibili per il mare nostrum, e questo è ciò è accaduto lo scorso 22 dicembre.

Satellite Nasa: le nubi presenti sul Mediterraneo il 22 dicembre 2017 alle ore 12:00. Notate quel ricciolo vicino alle coste del nord Africa? E’ lì il centro di bassa pressione, da cui partono i venti più forti.

Nell’estremo sud-est Siculo il ciclone mediterraneo del 22-12 ha regalato giornate epiche, come confermano gli scatti di Mare Gio Cappello. Quando lo Ionio è interessato da circolazioni di bassa pressione chiuse come questa (vedi l’occhio nella foto del satellite Nasa qui sopra), l’altra faccia del grecale si trasforma in condizione ideale sulla costa sud-orientale della Sicilia: in questo caso non solo si ha a che fare con swell da E-NE, ma i venti che si avvitano intorno al ciclone girano da nord sulla Sicilia mentre continuano a pompare E-NE al largo. Dunque, swell formato, periodo circa 10 secondi, vento side-off shore sottocosta che diventa debole off negli spot giusti…e l’affollamento? Be crediamo non sia ancora un problema.

Mappa altezza significativa delle onde e periodo (sotto) alle ore 10:00 del 22 dicembre 2017:

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