Londra e l’insegnamento del cross

Le vittorie della Kipyegon nei 1500 e di Kipruto nei 3000 siepi sono state fra le più belle dei Mondiali di atletica a Londra, due successi legati anche da un importante tema tecnico

09/08/2017
scritto da Gabriele Gentili

I Mondiali di Londra stanno andando avanti tra serate di grandissimo spettacolo, di livello forse inatteso per un’edizione postolimpica e stanno proponendo anche temi tecnici di grande spessore. Uno emerge dalle prove di mezzofondo d’inizio settimana: i 1500 femminili e i 3000 siepi maschili. La gara delle ragazze è stata una delle più belle del settore negli ultimi anni, giocata su temi tattici inconsueti, come la prima metà estremamente lenta e il crescendo rossiniano fino al tentativo di volata lunga ben 450 metri dell’olandese Hassan, oltre un giro tutto spalla a spalla con la kenyana Kipyegon. La campionessa europea è un’atleta tanto forte quanto polivalente, che d’inverno emerge nel cross ma privilegia, soprattutto tatticamente, le gare indoor. La kenyana invece si è forgiata sui campi, divenendo fortissima nel mezzofondo breve, cosa abbastanza inconsueta considerando la vicinanza delle campestri più con gli specialisti di 10000 e mezza maratona. E’ proprio qui che la Kipyegon ha vinto, mostrando una resistenza all’alta velocità condita dal contatto fisico che alla fine ha stroncato la Hassan, incapace di salire anche sul podio. Dietro la giovanissima kenyana, che bissa con l’oro mondiale quello olimpico, sono finite altre specialiste pure, che abbinano la stagione indoor con quella all’aperto come l’americana Simpson, vera sorpresa, e la sudafricana Semenya, quella dotata di maggior spunto ma imbrigliata dalla tattica delle avversarie.

La volata vittoriosa della Kipyegon (foto Giancarlo Colombo/Fidal)

Il discorso relativo alle siepi è abbastanza simile: in una gara dove tutti si attendevano la solita fila di kenyani davanti a tutti ci ha pensato l’americano Evan Jager, uno specialista puro che però si è forgiato nei cross dei college americani, dove la vittoria ha un valore di appartenenza tutto particolare. Lo statunitense ha lanciato una fuga di lunga gittata alla quale hanno creduto, giustamente a conti fatti, il marocchino El Bakkali e il kenyano Kipruto che hanno di fatto chiuso la lotta per le medaglie. Entrambi abbinano l’attività in pista a quella sui prati, il maghrebino l’abbiamo visto anche alla 5 Mulini lottare con il nostro Crippa, facendo solo intravedere quella crescita che l’ha portato ai vertici delle siepi. La vittoria alla fine è andata a Kipruto, dal motore più potente con il marocchino secondo e il commovente americano (la squadra a stelle e strisce sta raccogliendo tantissimo nel mezzofondo a dimostrazione che con i giusti investimenti tecnici, soprattutto cercando di aggiornarsi, gli africani si possono controbattere) al bronzo.

I tre in fuga nei 3000 siepi (foto Giancarlo Colombo/Fidal)

Tutto ciò dimostra come l’attività di cross sia ancora ritenuta all’estero una via maestra e poco importa se poi ai Mondiali ci vanno solo gli africani come quest’anno: lo stesso Cheptegei ha incassato la sonora sconfitta in casa, anche i dileggiamenti che hanno portato dietro e si è preso una grande rivincita sui 10000 facendo tesoro della brutta esperienza di Kampala. L’inverno è fondamentale e per fortuna il ct giovanile Baldini, che la sa lunga, ha sempre spinto per l’attività sui prati, dalla quale sono passati tutti i giovani azzurri che fra junior e Under 23 hanno fatto faville agli Europei di categoria. Certo, a livello assoluto la distanza è ancora ampia, è stato un peccato ad esempio vedere Chiappinelli “toppare” la gara più importante ma anche questa è esperienza e alla sua giovane età, considerando che sono i suoi primi Mondiali e per giunta nell’anno postolimpico, ci può stare, se si sapranno trarre da quest’esperienza i giusti insegnamenti. Non sarebbe però male che anche da parte dei vertici federali ci fosse qualche investimento in più sull’attività sui prati, non solo in ottica Europei di dicembre, collocazione temporale che crea abbastanza danni non permettendo agli atleti di ricaricarsi all’indomani della stagione estiva.

Intanto i Mondiali vanno avanti, in attesa del grande botto, parlando di mezzofondo, dei 5000, con l’addio alla pista di Farah e la sfida fra Ayana e reduci dei 1500. Ne vedremo delle belle…

 

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