Longboard Fins: consigli sulla scelta pinne

15/05/2017
scritto da Michele Cicoria
A grandi linee, una pinna larga dalla base al suo tip (apice), garantisce stabilità alla tavola; al contrario, una base stretta ed un tip stretto, rendono la tavola morbida e veloce, però risulterà instabile e poco precisa quando la velocità sara più bassa.
Per favorire le curve la nostra pinna dovrà risultare con un profilo “tozzo” sia alla base che al suo apice. La tavola sarà un poco più lenta ma favorirà la curva precisa e stabile.
Al contrario, un profilo tozzo alla base e più sottile al suo apice, aumenta il rilascio in uscita dai cutback ed offre maggior proiezione subito dopo il bottom turn, verso la sezione dell’onda successiva. Queste pinne si identificano come Flex. Le pinne con questa caratteristica assomigliano molto alla pinna dorsale del delfino, non a caso spesso nella dinamica dei fluidi (che sia nel volo – come le ali di un volatile – o nello spostamento tra il fluido “mare”) si prende spesso spunto da ciò che è già presente in natura, frutto di secoli di evoluzione ed adattamento.
Quello che condiziona l’andatura della nostra tavola è l’angolo d’entrata della parte anteriore della pinna. Un angolo basso, produce e favorisce cambi di direzione molto veloci, al contrario un angolo più alto, allargherà il raggio di curvatura della vostra tavola e aumenterà l’esecuzione delle vostre manovre.

Anche la posizione della pinna all’interno della scassa ha la sua importanza per la fluidità e per le manovre; una pinna più avanzata facilita i cambi di direzione e le manovre verticali mentre una pinna arretrata garantisce velocità e tenuta.

Redazione 4surf

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