Maldive, long live Tony Hinde

Report e foto del Maldive boat trip 2018 organizzato dal team di SeeYouSurf

12/06/2018
scritto da Michele Cicoria

Testo di Fabio Zambelli | Photo: SeeYouSurf

3°12′00″N 73°13′12″E / 3.2°N 73.22°E3.2; 73.22
Per chi non dovesse conoscere a memoria il sistema di coordinate mondiale, questo è il punto esatto in cui si trova il paradiso in terra. Per qualcun altro però, al tempo, queste coordinate hanno rappresentato dei guai seri.
La Repubblica delle Maldive è uno stato insulare composto da un gruppo di ventisei atolli, ognuno formato da centinaia di isole, geo-localizzati a sud-ovest dell’India. Divenute un importante punto di scalo per il commercio arabo, prima, e un territorio strategicamente fondamentale sotto il protettorato britannico, poi, l’arcipelago ha ottenuto la propria indipendenza nel 1965, con l’instaurazione di una Repubblica presidenziale.

Dicembre 1973. Tony Hinde, surfista Australiano, si trova a bordo della Whitewings, una ketch sulla quale era stato assunto, insieme al connazionale Mark Scanlon, come membro dell’equipaggio. La Whitewings era partita dallo Sri Lanka, con destinazione finale le Isole di Réunion. A qualche miglio di distanza dall’atollo di North Malé, la nave si incaglia nella barriera corallina e l’equipaggio si ritrova naufrago. Tony passa diversi mesi non programmati alle Maldive, riparando la nave. Egli si accorge però ben presto del potenziale incredibile di queste isole per quanto riguarda il surf e, una volta riparata la nave, decide di non ripartire. Per via delle leggi fortemente conservative imposte dallo Stato, Hinde decide di convertirsi all’Islam e diventare un cittadino Maldiviano, aggiungendo Hussein al proprio nome.

Egli riuscì a mantenere le potenzialità del surf alle Maldive un segreto conosciuto solamente da pochi intimi amici surfisti per quasi quindici anni, fino a quando a metà degli anni ’80 decise di fondare, come ribellione a dei piani di investimento da parte di stranieri che volevano aprire dei resorts nell’area, Atoll Adventures, un surf camp situato nel villaggio di Tari.
Nella surf community le voci girano velocemente e, nel giro di qualche anno, il surf è diventato una delle ragioni principali per cui tanti decidono di viaggiare verso l’arcipelago. La doppia stagione dei monsoni, che colpisce il nord est, prima, ed il sud ovest, poi, permette di trovare onde tutto l’anno.

Nel sud dell’arcipelago gli spot sono più popolati, soprattutto nel periodo di alta stagione che va da Aprile ad Ottobre, in quanto solitamente gli swell che viaggiano attraverso le isole di sud-ovest, verso l’Indonesia, donano parte della loro energia a questi spot prima di continuare il loro percorso.
Per via di queste mareggiate, spot come Sultans o Tiger Stripes hanno sviluppato una solida reputazione, grazie anche al fondale costituito da reef, il quale permette, insieme alla potenza naturale dell’Oceano Indiano, la formazione di tubi di perfezione unica.
Il 27 Maggio è stata la ricorrenza per i dieci anni dalla scomparsa di Tony Hinde, morto a 55 anni per colpa di un attacco di cuore mentre surfava a Pasta Point, nell’atollo di Malé.
SeeYouSurf  ha recentemente organizzato un boat trip a Malè, utilizzando come base lo spot Sultans. Queste sono le foto scattate durante l’avventura nell’atollo.
Così, giusto per farvi sognare un po’.
Long live Tony Hinde.

Scopri di più su SeeYouSurf visitando il sito: www.seeyousurf.com

Tony Hinde

    

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