Mondiali, la Svizzera fa tripletta

Sesto titolo mondiale per Nino Schurter che regola il ceko Kuhlavy e il connazionale Litscher. Dominio incontrastato della Neff. Azzurri nelle retrovie, la migliore è Martina Berta, nona fra le Under 23

09/09/2017
scritto da Gabriele Gentili

Una giornata storica non solo per la mountain bike, ma per tutto lo sport svizzero: l’ultima sessione di gare cross country ai Mondiali di Cairns ha regalato agli elvetici una tripletta tutta d’oro. Un successo senza precedenti che conferma lo strapotere della scuola rossocrociata, sia a livello assoluto che giovanile. Una scuola che ha in Nino Schurter un riferimento insostituibile: il campione della Scott Sram ha conquistato il suo sesto titolo iridato, terzo consecutivo, completando una stagione eccezionale dove ha raccolto anche la Coppa del Mondo con l’en plein di tappe e la Cape Epic.

Questa volta Schurter ha sofferto per vincere, trovando nel tradizionale rivale, il ceko Jaroslav Kuhlavy un avversario più che degno. I due sono andati in fuga sin dall’inizio, venendo poi raggiunti dall’altro elvetico Thomas Litscher e dal brasiliano Henrique Avancini, che però nel finale ha ceduto. I tre sono rimasti insieme fin quasi alle battute conclusive, ma Schurter ha anticipato la volata guadagnando quella manciata di metri utile per mettere al sicuro il suo sesto oro. Argento al ritrovato Kuhlavy a 7”, bronzo a Litscher a 15”. Quarta piazza per Avancini a 1’04”, quinto il tedesco Manuel Fumic a 1’11”. Giornata da dimenticare per i francesi, il migliore dei quali è stato Absalon, preso in contropiede e finito settimo a 1’25”. Capitolo azzurri: la squadra italiana ha pagato una partenza troppo lenta, che di fatto ha escluso tutti dalle posizioni che contano. Kerschbaumer e Braidot hanno prodotto nella parte centrale parziali di riferimento, all’altezza dei migliori fino ad arrivare alle porte della Top 10, ma poi cadute e stanchezza hanno influito nel finale con Kerschi 13° a 2’49”, Luca Braidot 17° a 3’13”, Marco Aurelio Fontana 21° a 3’46”, Daniele Braidot 27° a 4’42” e Andrea Tiberi 30° a 4’43”.

Per Schurter sesta vittoria, dopo il 2009, 2012, 2013, 2015 e 2016 (foto organizzatori)

Nella gara femminile c’è stato il dominio assoluto di Jolanda Neff, tornata regina nel momento che conta a chiudere un’annata travagliata e cancellare la grande delusione olimpica. La bionda rossocrociata aveva già dimostrato in Val di Sole di aver ritrovato il giusto colpo di pedale, ma a Cairns la sua prova è stata impressionante, facendo segnare il miglior parziale in tutti i giri. La caduta e conseguente ritiro della vincitrice di Coppa del Mondo Yana Belomoina (UKR) non ha influito sull’esito della gara perché la Neff era già in fuga, nel primo giro in compagnia della britannica Anne Last che poi saggiamente ha preferito proseguire col suo passo, salvando così la medaglia d’argento. Alla fine la Neff aveva un vantaggio enorme, ben 2’27” sulla Last mentre terza è giunta l’antica rivale della Neff, la francese Pauline Ferrand Prevot anche lei tornata ai massimi livelli, finita a 3’04” a rinfrancare un bilancio francese mai così misero soprattutto considerando le aspettative della vigilia. Quarta la compagna di colori della Neff nella Kross, la polacca Maja Wloszczowska a 3’36”, quinta la russa Irina Kalentyeva a 3’51”. Prova discreta di Eva Lechner, partita nelle retrovie e risalita al 17° posto a 6’38”, mentre Serena Calvetti ha chiuso 34esima a 10’56”.

Primo titolo da Elite per Jolanda Neff (foto organizzatori)

A completare la splendida giornata rossocrociata la vittoria di Sina Frei fra le Under 23, dove la svizzera ha scelto la carta della temerarietà nella prima parte andando in fuga e anticipando così la favorita della vigilia, l’americana Kate Courtney incapace di ricucire lo strappo. La Frei ha chiuso con 49” sulla statunitense, terza è giunta l’altra svizzera Alessandra Keller a 2’18” davanti all’olimpionica giovanile, la ceka Barbora Prudkova a 3’01” e la spagnola Rocio Del Alba Garcia Martinez a 3’11”. Chiara Teocchi ha provato a seguire le più forti nella prima parte cedendo poi nel finale finendo 13esima a 6’37”, mentre Martina Berta, partita più accorta, ha chiuso nona a 5’13”. Un bilancio azzurro senza medaglie per quella che era considerata una delle spedizioni più forti di sempre, ma i bilanci non vanno fatti solo sui numeri, la squadra azzurra ha confermato di avere un futuro, se si saprà lavorare nel giusto modo facendo fruttare i valori giovanili anche a livello assoluto. Domani chiusura delle gare con lo spettacolo della downhill.

Vittoria solitaria per Sina Frei (foto organizzatori)

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