Olimpiadi Tokyo 2020: il surfing su onde d’oceano

Fernando Aguerre, presidente ISA, conferma: il surf ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 si svolgerà nell’oceano, non in una piscina con onde artificiali.

24/05/2018
scritto da Michele Cicoria

Il surf ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 si svolgerà nell’oceano, non in una piscina con onde artificiali. Il waiting period sarà dal 24 luglio al 9 agosto 2020. Il presidente della International Surfing Association (ISA) ha confermato che i surfisti gareggeranno per le medaglie olimpiche d’oro, argento e bronzo in un campo gara naturale. Fernando Aguerre ha supportato sin dall’inizio lo sviluppo di tecnologie con onde artificiali, stabilendo la possibilità di organizzare il programma della disciplina olimpica “surfing” in una wavepool.
Con il supporto dell’ISA, il Comitato olimpico internazionale (CIO) e gli organizzatori di Tokyo 2020 hanno stabilito che il surf si svolgerà a Tsurigasaki Beach, a Chiba“, ha detto Aguerre all’AFP, che poi ha aggiunto: “Il comitato organizzatore non ci ha indicato nulla sulla possibilità di cambiare il loro piano, quindi stiamo pianificando la location scelta nell’oceano.
Kelly Slater, ideatore del Surf Ranch, e Sophie Goldschmidt, CEO della World Surf League (WSL), hanno fatto diverse pressioni per l’introduzione delle wave pool nel programma di Tokyo 2020, in conseguenza anche dell’acquisto delle quote del Surf Ranch nel 2016 da parte della WSL.
Tuttavia, gli organizzatori di Tokyo 2020 ritengono che la spiaggia di Tsurigasaki offra condizioni ideali per la gestione dell’evento ed è esposta a swell dell’Oceano Pacifico provenienti da 180 gradi (da NE a SE). La sede del surfing olimpico si trova tra Kujukuri e Ichinomiya, circa 90 km ad est di Tokyo.
Il CIO ha già approvato il sistema di qualificazione del surf per le Olimpiadi estive 2020. Venti surfisti e venti surfiste si sfideranno nell’evento della sola categoria shortboard.

 


Sistema di qualificazione Olimpica Tokyo 2020 – Surfing
Il regolamento nasce da un accordo tra l’International Surfing Association (ISA) e la World Surf League (WSL). Come paese ospitante il Giappone guadagna automaticamente due posti (1 uomo e 1 donna) tra 40 totali disponibili. I restanti 19 + 19 saranno ricavati così:
Vincitori del World Surf League (WSL) Championship Tour (March – December) 2019
The ten highest ranked eligible surfers in the men’s 2019 WSL CT ranking will obtain a quota place;
The eight highest ranked eligible surfers in the women’s 2019 WSL CT ranking will obtain a quota place;
Vincitori ISA World Surfing Games (April – September) 2019 
The four top finishing male surfers from Africa, Asia, Europe, and Oceania will obtain one quota place;
The four top finishing female surfers from Africa, Asia, Europe, and Oceania will obtain one quota place;
Vincitori dei Pan American Games (July 26 – August 11) 2019 
The highest placed, and not yet qualified male surfers at the Pan American Games 2019 will obtain one quota place;
The highest placed, and not yet qualified female surfers at the Pan American Games 2019 will obtain one quota place;
Vincitori ISA World Surfing Games (April – May) 2020
The four highest placed eligible male athletes, at the 2020 ISA World Surfing Games will obtain a quota place;
The six highest placed eligible female athletes, at the 2020 ISA World Surfing Games will obtain a quota place;

Il numero massimo di surfisti per sesso e per Comitato Olimpico Nazionale è stato fissato a due. Ad esempio, gli Stati Uniti possono ottenere solo quattro atleti nella competizione nella spiaggia di Tsurigasaki. Questo numero potrebbe aumentare fino a tre per il Comitato Olimpico Nazionale nel caso in cui non tutte le quote della World Surf League siano state attribuite.
Il CIO ha inoltre considerato una serie di regole per la ridistribuzione dei posti di qualificazione inutilizzati.

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