Ophelia Swell in Fuerteventura

Il transito dell’Uragano Ophelia ha causato molti danni e morti nelle zone in cui a raggiunto la costa. Per le altre coste, lontane dal suo occhio, ha offerto condizioni d’onda perfette con swell spesso epici, come a Fuerteventura. Online la gallery dagli spot vicino a Casa Maccaroni, realizzata da Enrico Gorrea.

18/10/2017
scritto da Michele Cicoria

Ophelia è stato l’uragano più intenso della storia dell’Atlantico orientale: l’eccezionalità la si deve, oltre alla sua intensità, anche alla traiettoria piuttosto insolita, che lo ha visto originarsi ad ovest delle isole Azzorre per poi risalire verso nord-est, fino a raggiungere Irlanda e Regno Unito nelle prime ore di lunedì 16.
Il decimo uragano atlantico e il sesto tra i più forti della stagione 2017 ha raggiunto la categoria 3 (scala Saffir Simpson per la misura dell’intensità degli uragani, con valori da 1 a 5) causando raffiche di vento per brevi periodi superiori ai 200 km/h in atlantico, mentre il record quando ha raggiunto l’Irlanda è stato di 191 km/h, registrati dall’anemometro sul faro Fastnet Lighthouse.

Lontano dal suo occhio, come spesso accade, c’è la quiete. Ma un ciclone di tale entità (958 hPa) è in grado di generare swell epici, i quali si propagano, si distendono ed offrono onde potenti e dall’elevato periodo anche a diverse migliaia di km dalla traiettoria dell’Uragano, dove dunque il vento è debole.
Ophelia è transitato circa 2000 km a nord-ovest dalle isole Canarie, ma la mareggiata che ha generato si è propagata su tutta la costa occidentale europea ed africana, Fuerteventura compresa.
La tempesta più potente dell’Irlanda dal 1961 è poi andata a morire allacciandosi al flusso perturbato nord-atlantico, lasciando dietro se una scia di danni stimati intorno a 1 miliardo di euro. Ophelia ha anche causato 3 morti in Irlanda, mentre sono 45 le vittime indirette sulla Penisola Iberica, persone morte a causa degli incendi innescati dai venti (moderati e secchi) richiamati dall’uragano.

L’eccezionalità di questa situazione, caratterizzata da una traiettoria della tempesta più unica che rara, ha messo a dura prova i sofisticati modelli meteorologici adibiti alla previsione di questi eventi estremi, con errori di calcolo che si sono ripercossi sul tempo di tutta l’Europa, Italia compresa. ECMWF (Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine) ha migliorato l’affidabilità sulla sua traiettoria soltanto 2-3 giorni prima che l’uragano raggiungesse l’Irlanda, mentre maggiori sono state le difficoltà riscontrante sulla previsione della sua intensità, dato che nessun modello prevedeva un rinforzo fino al raggiungimento della categoria 3 della tempesta. E’ stata dunque una tempesta decisamente anomala e sorprendente, figlia di una “stagione” degli uragani atlantici mai così attiva dal 2005.
Gli amici di Casa Maccaroni, residenti da molti anni a Fuerteventura, hanno documentato l’Ophelia Storm con la gallery di questo articolo, realizzata da Enrico Gorrea.
Per maggiori informazioni sulla surf house visita il sito: www.casamaccaroni.com

Figura 1. L’approdo di Ophelia lungo la costa occidetale irlandese riprodotto dal modello Windy.com, basato sui dati ECMWF

 

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