Passo dello Stelvio, tra mito, sogno e realtà

Passo dello Stelvio, passano le stagioni ma rimane uno dei simboli del ciclismo di tutte le epoche. Ecco il breve racconto di due amici e appassionati pedalatori che in una calda giornata di Luglio hanno dato il via alla loro impresa, scalare Il Passo dello Stelvio dai due versanti.

23/10/2017
scritto da Alberto Fossati

Scalare il Passo dello Stelvio non è cosa di tutti i giorni, a volte (parecchie volte) è il sogno di un appassionato e quando questo prende forma la gioia di raccontare diventa incontenibile.

Enrico Picchetti e Sergio Affinito, sono due appassionati che sono riusciti a realizzare il loro sogno: scalare i due versanti italiani del Passo dello Stelvio nella stessa giornata.

Ecco il racconto di Sergio ed Enrico:

La mattina di martedì 4 luglio, dopo un lungo trasferimento in auto dalla Val Badia, alle ore 9 in punto abbiamo iniziato la nostra impresa.

Da Prato allo Stelvio abbiamo prima scalato il versante altoatesino del Passo Stelvio. L’iniziale temperatura fredda dell’aria (solo 8 gradi centigradi) non ci ha scoraggiato ed anzi ci ha costretto a tenere una buona andatura per riscaldare i muscoli. L’atmosfera intorno a noi era quella dei grandi eventi. Emozionati e concentrati, per tutta la salita abbiamo scambiato forse due o tre parole. Giunti a 7 km dalla vetta, lo spettacolo dei 22 tornati finali: praticamente un murales verticale naturale con dipinta la storia del ciclismo. Sulla vetta, un minuto di riposo, mantellina e giù in picchiata verso Bormio. Siamo in Valtellina. Pausa di dieci minuti per mangiare tranquilli un paio di barrette energetiche a testa, bere e commentare quanto sino a quel momento percorso. Le nostre bici scalpitano, hanno già la ruota anteriore puntata verso l’alto. Si riparte. Il secondo versante del mostro ci attende. E’ la prima volta in vita nostra che scaliamo lo Stelvio da Bormio. Dopo alcuni km , passate le gallerie, il tratto più bello di questo versante: la serie di tornati che salgono al fianco delle maestose cascate del Braulio. I km più duri sono quelli finali che ci portano per la seconda volta in giornata sulla cima Coppi, sul Passo dello Stelvio. Ci stringiamo la mano emozionati, ci abbracciamo. E’ fatta. Al rifugio festeggiamo con tè caldo ed una gigantesca fetta di strudel. Dopo mezzora ci tuffiamo lungo in 27 km di discesa che la mattina erano salita. Siamo in un lampo di nuovo a Prato allo Stelvio. Abbiamo percorso 94 km di cui 47 in salita. Scalato 3400 metri di dislivello. E’ ora di rientrare a casa.

Ci sembra di essere entrati nella leggenda del ciclismo….la nostra piccola leggenda del ciclismo.

 

 

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