Recensione tavola: Lost x Lib Puddle Jumper

Abbiamo provato la tavola perfetta per le onde piccole del Mediterraneo: Lost Lib Tech Lib X Puddle Jumper, modello 5'7'' x 21'' x 2,5'' (34 litri). Online la recensione a cura di Tommaso Cecchini

14/03/2017
scritto da Michele Cicoria

Modello: Lost x Lib Puddle Jumper 5’7” x 21” x 2,5” (34L.) – Recensione a cura di Tommaso Cecchini

A prima vista ed al primo tatto la tavola risulta graficamente accattivante e sicuramente particolare, data la costruzione utilizzata; molto robusta con una resinatura consistente sopratutto sul tail e sui bordi, ma con un peso equilibrato e comunque leggero per il suo litraggio!
Parliamo di 4 kg complessivi, cioè tavola paraffinata e completa di tail pad + leach + pinne quad set taglia M.
L’outline è lineare e continuo con una distribuzione dei volumi generosa ben dosati su tutta la tavola, associati ad uno shape con rocker abbastanza piatto, ma con single to bouble concave accentuato sul bottom + wing su square tail.

– Surf –
Già dalle prime remate si nota subito una grande galleggiabilità e supporto in acqua; il paddling quindi è immediato, facile e molto efficace per spostarsi da un picco all’altro in cerca di onde, soprattutto con mare attivo e/o cioppato. Confermo pienamente che il Puddle Jumper è una vera cacciatrice di onde! 
Grazie al tail largo il take off è facile e volendo si riesce ad anticipare abbastanza la partenza sull’onda stessa.
Il glide, e quindi lo scivolamento in parete, è piacevole e progressivo, il che rende il surfer composto e sicuro sulla tavola permettendogli di compiere una surfata prevedibile, cioè sia aggressiva ma anche ”smooth” (morbida), disegnando linee e rompendo l’onda a piacimento.

Il set-up quad fin testato rende le manovre anche molto incisive pur rimanendo stabili mentre si procede ”down the line”, sia front side ma anche grandi sensazioni di scivolamento e tenuta sul lip in backside!
Il wide point avanzato che presenta questo shape, con una corretta postura e peso centrato/in avanti proiettano il rider a proseguire la sua corsa sull’onda con naturalezza, facendo recuperare senza troppa difficoltà, anche le sezioni critiche o più lente dove spesso si rallenta troppo perdendo la surfata.
La duck dive deve essere incisiva e magari un po’ anticipata, poiché anche il nose è voluminoso.

– Kite – o meglio – Surf with Kite – 
In questo caso parliamo spesso di condizioni super attive con vento forte e onda. Per questo primo test ho avuto vento e mare quasi dalla stessa direzione quindi le più impegnative con shore break massiccio a riva che rompeva su sassi.
Vento Side-On e onda On.
La galleggiabilità di questo modello di Libsurf soprattutto con il kite si nota ancora di più, il che è un vantaggio quando si vogliono surfare onde sottoinvelati, cioè con metratura alare più piccola ma più reattiva e veloce.
Nella semplice planata la tavola mantiene stabilità anche a velocità sostenute con cambi di mura immediati. Nonostante la generosità del tail, applicando una buona pressione sul kick, la tavola fa perno e gira su se stessa non facendoti perdere acqua mentre si risale sulla line up!

La postura del corpo sul surf unita al timing della vela è sempre fondamentale in quanto essendo più rigida e reattiva sente ancor più tutte le variazioni di peso, inclinazione o stance dei piedi, ed in caso di raffiche o virate o manovre improvvise, bisogna assecondala; magari perdendo verticalità in manovra ma non perdendo l’onda 🙂
Con il set-up quad fin la bolina è ottima perciò si ha più tempo per surfare in parete richiedendo meno tempo per risalire sul picco, cosa molto vantaggiosa sia fisicamente che con condizioni di vento rafficato ed onde con periodo corto.
La grande capacità di questa tavola di stare sul pocket e di proiettare in avanti, fa si che il kiter possa scaricare tutta la potenza della vela surfando down the line solo con la forza dell’onda! Cosa facile da dire ma molto difficile da fare veramente 🙂
Questo è un concetto importante per questa disciplina, poiché crediamo che il kite sia un prolungamento del corpo aiutandoti in situazioni in cui solo con le braccia non si riuscirebbe a surfare, quindi facendo in modo di sfruttare il caricamento delle mareggiate con vento, prima delle scadute.
In tal modo sono necessarie tavole che subiscano lo stress di condizioni impegnative unite a quello del peso del corpo tirato da un kite in continuazione per ore.
Non vi nego che in uno shore break la tavola sbattendo a terra si è ammaccata sul nose nella parte inferiore, ma un qualsiasi surf classico in PU si sarebbe probabilmente rotto, perciò il compito è assolto!!
Nel complesso posso dire che indipendentemente dallo shape, grazie a questa costruzione possiamo finalmente usare una vera tavola da surf molto performante, robusta e leggera per surfare tutte le condizioni, sia con che senza kite.

Le tavole Lost sono distribuite in Italia da Holy Sport S.r.l. che si trova in via provinciale 231 a Camaiore (LU).
Info e contatti: 
Tel. 0584 913743
Web: www.holysport.com

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