Riconoscere, superare e sfruttare una Rip Current

16/12/2017
scritto da Michele Cicoria

Fonte: Swellbeat

Tra i vari pericoli che possiamo riscontrare durante un session in mare uno dei più ricorrenti è quello delle rip current. Le forti correnti sono la causa del 70-80% dei salvataggi ai bagnanti tra USA e Inghilterra, ma non pensate che non ci siano nel Mediterraneo. Il mare nostrum si trova esposto alle rip current soprattutto durante le condizioni surfabili, proprio perchè il mix che le innesca comprende la presenza di mareggiata.
E allora grazie all’aiuto di Andrea di Swellbeat cerchiamo di capire meglio di che si tratta, sintetizzando l’articolo “Can you spot a rip current?” che potrete leggere completo sul sito del nuovo modello meteo-marino.
Che cos’è una rip current?
Per rip current si intende una corrente che tende a spingere il soggetto verso il largo. La rip current ha una lunghezza ben definita e in genere si innesca a riva e termina a circa cento metri, ma questa distanza dipende dalla cosiddetta surf zone o breaking zone (la zona dove rompono le onde). La rip current segue dunque un circuito spesso chiuso: inizia lateralmente sul bagnasciuga, raggiunge la massima intensità nel canale perpendicolare alla riva e si dissipa oltre la lineup, dove tende a spingere verso l’esterno chiudendo così il cerchio. Oltre alla rip current in Mediterraneo esiste un altro tipo di corrente, la sweep current, la quale invece tende a spazzare in direzione parallela alla spiaggia ed è mediamente meno pericolosa (ne parleremo nei prossimi articoli).

Come si forma una rip current?
Le onde in mare aperto trasportano energia e non massa (sono rappresentate da movimenti circolari), ma sulla lineup l’onda rompe su se stessa e con la schiuma creata inizia a trasportare anche una certa massa d’acqua. Questa massa tende a raggiungere la riva in modo differente a seconda delle secche presenti sullo spot (in genere su una spiaggia possiamo notare diversi picchi dipendenti dai banchi di sabbia), dunque ci saranno punti in cui viene trasportata più acqua e punti in cui ne viene trasportata di meno. E’ chiaro che in qualche modo l’acqua portata fino a riva dovrà tornare al largo per ripristinare l’equilibrio, dunque dove questo accade si innesca un flusso che è proprio la rip current.

Non sempre le rip current sono perpendicolari alla spiaggia: quando la mareggiata è storta, ad esempio, possono anche essere di tipo obliquo, ma sempre comunque in grado di spingerci al largo. In ogni caso le rip current si sviluppano solo se c’è la forzante delle onde, quando il mare è piatto dunque non esistono. Se guardiamo una spiaggia aperta e naturale la rip current può seguire un circuito chiuso a cerchio (vedi immagine qui sotto), quando invece ci troviamo di fronte ad ostacoli come moli, pontili o promontori, allora può seguire un corso differente.
In oceano, dove l’escursione delle maree è più ampia, le rip current variano molto rapidamente rispetto al mediterraneo, il quale vive di basse escursioni tra la bassa e la alta; inoltre in oceano, essendo le onde e l’energia maggiori, possono essere più forti rispetto al mare nostrum.

Un esempio di sistema di rip current su una spiaggia della Sardegna

Quanto sono pericolose le rip current? 
Per quanto riguarda il surf da onda le rip current non sono così pericolose, anzi spesso possiamo sfruttarle per raggiungere la lineup in modo semplice e veloce. Se ti dovessi trovare in una rip current a tua insaputa due cose sono importanti:
1) don’t panic. Ti trovi all’interno di una spinta che presto finirà, magari proprio quando ti troverai vicino al picco.
2) se vuoi subito uscirne non remare contro corrente, bensì rema lateralmente.
Quest’ultimo aspetto è molto importante per i bagnanti, perchè spesso si cade nell’errore di remare verso riva entrando così in una lotta contro i mulini a vento. Tra le cause principali di annegamento c’è infatti la stanchezza provata nel remare contro corrente senza riuscire a tornare a riva. Il bagnante che si trova in mezzo ad una rip può fare due cose per uscirne indenne: o si lascia trasportare al largo per poi essere sputato fuori in modo naturale, oppure nuota lateralmente, ossia in direzione parallela alla spiaggia, per uscirne subito.
Ed ora la domanda cruciale: come individuare una rip current?
Guardando la figura sopra ( o quella sotto) risulta abbastanza semplice: se ci troviamo in condizioni di mare in scaduta (non attivo) la rip current corrisponde spesso alla zona in cui non rompono le onde (oppure rompono di meno), dunque coincidono anche con il canale di uscita al largo.
In oceano (ma a volte anche nel mediterraneo) la zona della rip current si può riconoscere, oltre dalla quasi assenza di onde da surf, anche dalla presenza di piccolissime increspature (piccole onde elementari molto ravvicinate tra loro).

La configurazione del sistema di rip current può essere fuorviante per i bagnanti, i quali vedendo poche onde possono pensare che sia una zona più sicura, ma in realtà è l’esatto contrario.
In oceano le zone surf e le zone di balneazione vengono spesso delimitate in modo opportuno dai bagnini attraverso la presenza di bandiere mobili durante la stagione estiva. Se vi state chiedendo come mai in Italia capita spesso, dove vi trovate a surfare, di trovare anche dei bagnanti, questo non dipende da “sfortuna” o chissà quale motivo…ma semplicemente dal fatto che spesso il bagnante per essere al sicuro è costretto ad entrare dove ci sono le “secche”, proprio perchè lì corrisponde la zona più lontana dalle rip current.
Per capire meglio cosa si intende guardate l’immagine qui sotto subito dopo il video. La clip invece, nonostante sia in inglese, risulta piuttosto esplicativa e didattica per ripassare con le immagini quanto scritto in questo articolo.

 


 

 

 

 

 

 

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