Rotor 2InPower

10/11/2016

p1010138 Le righe qui sotto un riassunto, uno stralcio del test completo dell’ultimo nato in casa Rotor, il misuratore di potenza 2InPower, test completo che trovate sul numero di 4granfondo di Novembre, a disposizione in versione cartecea in edicola e/o sul digitale.

2InPower non è solo un aggiornamento del modello che l’ha preceduto, InPower ma un misuratore evoluto con marcato approccio scientifico, sfruttabile anche da chi analizza passo dopo passo i dati, i numeri e le differenti sfaccettature del training di qualità. Rispetto al fratello con sensore singolo, non cambia la struttura che prevede il cuore del power meter, posto all’interno dell’asse in alluminio da 30 millimetri.

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Lega di alluminio 7055 che caratterizza tutta la guarnitura completa, con i suoi bracci lavorati, scavati, alleggeriti e belli da vedere. 2InPower è dotato del doppio sistema di trasmissione Ant+ e Bluettoth Smart, uno dei pochi misuratori presenti sul mercato con questa caratteristica. Tale soluzione permette di abbinarsi ai devices come Garmin, Bryton e Lezyne (solo per citarne alcuni con allacciamento Ant+), oppure ai ciclo computer gps Polar, questi ultimi dotati di Bluetooth Smart.

2InPower raddoppia gli estensimetri, otto in totale e suddivisi in 4+4 tra asse passante e pedivella destra, che permettono la lettura separata dei due arti.

Il nuovo di Rotor fa un passo in avanti per quanto concerne la gestione della batteria, integrando una ricaricabile al Litio. Questa è inserita direttamente nell’asse a cui si accede attraverso la pedivella drive per la ricarica con cavo usb appositamente studiato.

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2InPower è disponibile con giro bulloni da 110 millimetri, cinque viti, con un fattore Q di 148 e una linea catena da 43,5 m.

LE NOSTRE IMPRESSIONI

Anche se il design conferma il dna Rotor di queste ultime stagioni, 2InPower è oggettivamente un bel prodotto, grazie alla lega d’alluminio scavata e rastremata e grazie all’inserimento dei “tappi” di colore rosso vivo alle estremità delle pedivelle. Questa soluzione ha permesso di allargare di un millimetro (rispetto al modello InPower) la porzione terminale dei bracci, numero di per se irrisorio ma, in una struttura come questa, di aumentare la rigidità.

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Per quanto riguarda la rilevazione: nel corso di più di due mesi di utilizzo, non abbiamo riscontrato nessun problema in fase di trasmissione dei dati, con lettura Ant+ ma anche con utilizzo di device Bluetooth Smart. Ottimale a nostro parere il consumo della batteria, che nel nostro caso, è andata ben oltre le 180 ore di autonomia, valore di protocollo base fornito dalla casa, pur avendo utilizzato il misuratore anche con temperature basse. Notevole la stabilità in fase di rilevazione, a prescindere dall’intervallo selezionato (immediato, 10 secondi, 30 secondi) e anche nel caso in cui l’uscita in bici presenti più variazioni di temperatura. Qui entra in gioco il posizionamento nell’asse passante del “core”, di tutti il cuore della rilevazione, immune da sporco, vento, umidità e cambi di temperatura. Ci piacciono particolarmente la scomparsa della ghiera di regolazione e l’integrazione di una batteria al Litio, ricaricabile tramite cavo e alimentazione domestica. La porta di entrata al power meter ha un jack tutto suo, che non dà la possibilità di usare le micro usb tradizionali, fattore quest’ultimo che può essere limitante in caso di perdita o danneggiamento del cavo.

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La calibrazione tra misuratore e terminale gps è possibile portando la pedivella in posizione verticale rispetto al terreno. Passiamo alla parte statica a quando 2InPower è associato allo user software. 2InPower software è uno strumento di allenamento di ottimo livello, specifico e analitico, capace di valutare la qualità della pedalata e accessorio utile per calibrare il power meter, necessaria e aggiuntiva a quella che è obbligatorio fare per l’abbinamento al device e azzerare gli errori di trasmissione.

Di notevole valore anche Il grafico (Rotor) di valutazione del gesto, non solo permette di ottimizzare il posizionamento delle corone Q-Rings ma di vedere e valutare le fasi di spinta, trazione e rotondità della pedalata, di tutto quello che concerne la dinamica del gesto, ed eventuali spazi vuoti durante la performance, anche con le corone rotonde standard. Questa piattaforma software è un valore aggiunto di notevole rilievo a cui manca solo l’attivazione in modalità off-line, al fine di poterlo impiegare anche nel caso in cui non si abbia accesso ad una rete internet. Stiamo sviluppando una sorta di test comparativo prestazionale, corone standard vs Q-Rings, che vi proporremo su una delle prossime uscite.

#staytuned

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