Shimano Dura Ace disco

Nei giorni scorsi abbiamo presentato e documentato il nuovo Di2 Dura Ace, il primo, di una serie di articoli che hanno l'obiettivo di approfondire la piattaforma Di2 di nuova generazione, in tutte le sue versioni. Ecco quella con il sistema frenante a disco idraulica e trasmissione Di2.

20/01/2017
scritto da Redazione

Parliamo continuamente di futuro ma in realtà tutto è pronto, l’universo delle bici road con i freni a disco è “ready to go” e in un certo senso “ready to race”; ora tocca al mercato recepire i nuovi standard e piattaforme di utilizzo. Nel corso del camp in Calpe, costa spagnola meridionale, lo staff del marchio giapponese ha presentato il sistema a disco idraulico abbinato al protocollo Di2 elettronico, oltre alle ruote C60 e C40, sempre con predisposizione al disco. Lo abbiamo provato nel corso di una giornata fredda, bagnata, con tanta neve, all’interno di un percorso vallonato reso esigente dalle condizioni meteo: sotto il profilo estetico, per i puristi dell’estetica, potrà anche non piacere e lasciare qualche dubbio ma in fatto di efficacia e prontezza d’azione, Shimano Dura Ace Di2 Hydro Disc fa dimenticare in fretta il passato.

 

Si parla sempre di più delle bici road con i dischi, la nuova frontiera del mercato delle bici da strada, un tormentone ormai. Eppure c’è tanto da scoprire perchè Dura Ace Di2 Hydro Disc è tutto nuovo, capace di stravolgere e cambiare completamente quanto visto fino ad oggi in questa categoria ( anche per chi come noi, ha un background che arriva dalla mtb). Buona parte del suo sviluppo arriva dalla piattaforma XTR ( off road) di ultima generazione, con opportuni adattamenti dell’impianto idraulico, delle pinze e dei freni, oltre al design degli shifter Sti Di2 con funzionamento idraulico ( per la parte dei freni).

Come fatto in precedenza per la presentazione del Dura Ace R-9150 Di2, cerchiamo di fare una sorta di sezionamento della versione disco in questione, cercando di fare ordine e di approfondire il più possibile.

GLI SHIFTER STi Di2 Hydro

Adottano un design che in questa ultima versione è una sorta di family feeling voluta dai tecnici del marchio giapponese, in modo da avere subito il medesimo approccio quando si sale sulla bicicletta e si impugnano le leve. Il primo aspetto che colpisce è l’azione di snellimento che è stata compiuta rispetto al passato, con l’eliminazione del voluminoso prolungamento verso l’alto che caratterizzava i vecchi STi, funzionali ma poco race all’impatto visivo. Rispetto alla versione che equipaggia i freni tradizionali caliper, le differenze sostanziali sono nascoste sotto i gommoni poggiamani, nella zona dei pulsanti di setting ( nella parte superiore dei manettini). Nonostante ci sia stata una riduzione nelle dimensioni, il sistema di pompaggio è maggiormente efficiente, fluido, permette di integrare meglio i tubi idraulici, ha un aspetto maggiormente race, è più aerodinamico ed è studiato per lavorare al meglio e far lavorare in modo ottimale le pinze flat mount. La meccanica che permette di agire sull’impianto è posizionata dietro alla leva e non più sopra come in passato La profondità delle leve ( il reach) è regolabile. Le immagini che vedete di seguito, mettono a confronto i manettini idraulici ( prima foto) con quelli tradizionali (seconda foto)

LE PINZE FLAT MOUNT

Sono state studiate appositamente per il reparto road, con un pistone interno in vetro ceramica, stabile e dal peso ridotto, immune ai cambi di temperature repentini e sensibile ai cambi di pressione: ad esempio quando il corridore aziona solo in minima parte la leva del freno. Il pistone, cosi’ composto reagisce meglio e non si deforma con temperature elevate, a tutto vantaggio di una maggiore stabilità e durata del liquido interno ai tubi. La struttura della pinza, in alluminio, ha un design maggiormente compatto rispetto al passato e necessita di un frame e di una forcella con predisposizione apposita: le pinza flat mount non possono essere montate sui telai mtb, solo per fare un esempio. Questa serie Dura Ace nasce per dischi dai diametri di 160 ( i più utilizzati)e 140 millimetri. Il rinnovamento ha coinvolto anche i tubi per il passaggio del liquido, appositamente studiati nei diametri e nei materiali, per garantire un’efficacia costante anche in caso di flessioni non volute e per resistere meglio ad un calo drastico della temperatura esterna, facendo rimanere fluido il liquido ( di base minerale). Queste guaine sono le medesime usate per gli impianti XTR mtb di ultima generazione. La dimensione delle pastiglie (pads) è ridotta rispetto alle versione specifiche per mtb.

I DISCHI

Sono oggettivamente belli al primo impatto, tanto eleganti quanto aggressivi, un design che garantisce rigidità e un’ascesa limitata delle temperature. I fori hanno delle forme ed un posizionamento differente rispetto alla vecchia edizione, soluzione votata alla dissipazione del calore ma che tiene conto anche di una riduzione dell’impatto frontale nello spazio. I dischi, nella loro porzione posteriore e interna, vicino al serraggio con il mozzo, hanno del materiale ( una sorta di alette) che tende ad irrobustire e rendere ancor più rigido il rotore, oltre a scaricare il calore che è generato durante le discese più lunghe, in modo che quest’ultimo non vada ad inficiare il funzionamento del mozzo e della chiusura del disco.

Questa nuova generazione di prodotto è caratterizzata dalla tecnologia di raffreddamento Ice Technology Freeza, un upgrade della precedente Ice Tech. La disponibilità, per quanto concerne il serraggio, è doppia, Center Lock e 6bolts ( 6 viti).

LE RUOTE

Un breve cenno alle nuove ruote C40 e C60 full carbon disc brake, disponibili nelle versioni per tubolare, clincher (copertoncino, tubeless ready) . Le prime hanno un profilo di 40 millimetri, completamente in carbonio con un peso di circa 1400 grammi (versione tubolare) e 1700 grammi circa per il secondo pacchetto. La larghezza totale del cerchio è di 28 millimetri (tubolare), 23 mm invece per l modelli tubeless/clincher ( con canale interno da 17 mm), piuttosto bombato e voluminoso nella parte centrale, arrotondato nella porzione superiore vicino ai nipples. La raggiatura, 24 raggi in totale per l’avantreno e il retrotreno, con profilo aero, adotta una soluzione di incrocio in seconda, ad eccezion fatta per il lato non drive del mozzo posteriore, con soluzione radiale. I mozzi sono abbondanti nei volumi ma non esagerati, con una elegante finitura polish black/silver e delle flange leggermente rialzate ed alleggerite. Le dimensioni: partendo dal presupposto dell’asse passante ( è possibile utilizzare anche il kit per il quick relaise), l’anteriore supporta un asse passante da 100×12 mm, il posteriore da 142×12 mm. La prima immagine si riferisce all’asse posteriore, la seconda all’anteriore.

Le C60 adottando le stesse soluzioni per il loro sviluppo, con la differenza di un cerchio alto 60 millimetri e l’aggiunta di un millimetro di larghezza totale del cerchio ( che passa da 23 a 24 mm) per le soluzioni clincher/tubeless. Le C60 hanno valori alla bilancia compresi tra i 1500 grammi circa (tubolare), per passare ai 1650 grammi circa nel modello tubeless. Nelle foto trovate il modello C60.

http://bike.shimano.com/

 

Potrebbe interessarti anche

Commenti

edicola digitale