Snowboard: come prevenire gli infortuni

19/07/2015

Qualche consiglio utile su come prevenire e trattare gli infortuni in snowboard. Partendo dalle basi, allacciare il cervello è la prima cosa da fare.

Snowboard-Crash

Premesso che è fondamentale prevedere un sano allenamento muscolare prima di ogni pratica sportiva (ne parleremo in separata sede), partiamo dagli accessori. Proteggete i vostri arti e le vostre ossa con Protezioni vere e proprie, sul mercato ne troverete a bizzeffe.

Casco, ormai divenuto obbligatorio in tutto il globo terrestre, parapolsi (ad oggi divenuti meno ingombranti e più sicuri), paracoccige (se tenete alle vostre chiappe), e se proprio volete fare gli spericolati su kicker e rail aggiungete al vostro kit da Iron Man sulla neve anche il paraschiena. Paragomiti, paraginocchia e parastinchi ci sembrano un tantino eccessivi, sempre che non siate degli habitué delle cartelle tibiali sui rail.

Fra tutti questi oggetti elencati il più importane è certamente il casco, l’unico che può fare la differenza fra la vita e la morte (già, la mettiamo drasticamente in questo modo). Anche se non vi può dare la sicurezza al 100%, il suo utilizzo riduce drasticamente i danni che potreste avere dopo una caduta di crapa. Per quanto riguarda i polsi, ricordate che i traumi più ricorrenti sono le cadute a braccio esteso; polso esteso a mano aperta (ditelo, vi è capitato vero?). Questa modalità di caduta va ad improntare in particolar modo sullo scafoide (osso posto nel carpo), ossicino che una volta rotto vi farà patire le pene dell’inferno per guarire completamente. Molti di voi trovano che i parapolsi siano eccessivi e addirittura pericolosi perché durante queste cadute si rischierebbe la rottura del braccio invece che del polso. Prendetela come volete, ma la risposta del nostro rider/fisioterapista è stata questa:

 “…se io cartello e devo rompermi qualcosa, preferisco rompermi un avambraccio che il polso, per il semplice fatto che sia come tempo di guarigione sia come perdita di funzionalità, è centomila volte meno peggio che il polso“.

A voi la scelta.

scafoide

In ogni caso, e non per portar sfortuna, se siete degli assidui visitatori di snowpark, prima o poi qualche infortunio arriverà. Ecco quindi qualche consiglio su come comportarvi se succede a voi o a qualche amico di riding.

Parliamo di infortuni “lievi” come contusioni e infiammazioni articolari, per i quali dovete seguite il Protocollo Price. Entro la prima mezzora dal trauma solitamente i primi sintomi saranno dolore, calore, rossore, gonfiore e perdita della funzionalità motoria.  

E’ qui che interviene il protocollo PRICE. L’acronimo dice:

– PROTECTION (PROTEZIONE) Evitare di colpire lo stesso punto, la situazione infatti potrebbe peggiorare.

– REST (RIPOSO) Il corpo necessita di almeno 2/3 giorni di riposo per permettere la rigenerazione dei tessuti lesi. Se parliamo invece di un trauma muscolare necessita di almeno 2 settimane.

– ICE (GHIACCIO) Ghiaccio non appena possibile. E’ il miglior aiuto che possiate dare al vostro corpo nell’immediato. Non tenetelo sulla zona dolorante più di 4/5 minuti consecutivi. Si consigliano 4 minuti ghiaccio, 2/3 minuti senza, ripetendo l’operazione quanto possibile.

– COMPRESSION (COMPRESSIONE) un bendaggio leggermente compressivo aiuta. Ci raccomandiamo… non mummificatevi!

– ELEVATION (elevazione) l’arto leso va tenuto in scarico, possibilmente più in alto del cuore, questo aiuta il deflusso dei liquidi e riduce l’edema e il gonfiore.

Se il dolore persiste, vi consigliamo di prendere qualcosa nelle prime 48/56 ore dal trauma. E’ provato infatti che farmaci come gli antiinfiammatori non steroidei quali aulin (ora fuori commercio), diclofenac (voltaren), ibuprofene (moment) riducono i tempi di guarigione. Oltre questo tempo sono inutili e persino lesivi, interferendo con i processi riparativi del corpo. Altro consiglio, cercate di preferire il ghiaccio alle creme antinfiammatorie.

In ogni caso, sarebbe ottima pratica fare un po’ di riscaldamento prima di prendere la tavola, e ancor più consigliata la prudenza. Cercate di ascoltarvi e cercate di capire quali sono i vostri limiti. La consapevolezza innanzitutto.

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