Un'italiana alle Olimpiadi di Sochi? Sara Dorigatti - 4 Snowboard

Un’italiana alle Olimpiadi di Sochi? Sara Dorigatti

di | 16 maggio 2012 | Interviste, Parasnowboard |

Solo la settimana scorsa ci è arrivata in redazione la notizia che il Para-Snowboard entrerà finalmente a far parte delle Paralimpiadi invernali di Sochi 2014! Non potevamo esimerci dall’intervistare un’atleta che in ambito internazionale si è guadagnata la medaglia d’argento ai Mondiali canadesi di aprile. Stiamo parlando di una Signora con la S maiuscola, Sara Dorigatti.

Ciao Sara! Oggi abbiamo la possibilità di scambiare due parole con te.. Sappiamo che sei un’atleta della nazionale di Parasnowboard e hai tanto da insegnarci! Ti va di cominciare raccontandoci qualcosa sulla tua vita, su cosa fai, da quanto e su che tipo di disabilità hai?
Dunque, premetto che non sono un granchè nelle interviste.. allora, nella vita lavoro, sono impiegata nell’azienda di famiglia diciamo. Per il resto, abito in Val di Non, che adoro perché in qualsiasi periodo dell’anno ci regala paesaggi e colori meravigliosi. Adoro viaggiare, ho cercato di visitare più posti possibili negli anni passati, credo che il viaggio sia ginnastica per la mente, soprattutto per chi come me abita in piccoli paesi dove le tradizioni sono (fin troppo) ben radicate nella cultura e la gente rischia di soccombere agli stereotipi.

Sono disabile dalla nascita, emimelia del braccio destro (in parole povere mi mancano mano e avambraccio), ma mi reputo una persona fortunata, non ho mai permesso che un difetto fisico condizionasse la mia vita o le mie scelte, per quanto possibile ovviamente.


Sara Dorigatti ai Campionati Italiani di Bellamonte

Dove e come hai trovato la motivazione per riversare le tue energie nello sport? Quanto tempo dedichi all’allenamento?
Oddio, riversare le mie energie è una parola grossa, diciamo che mi è sempre piaciuto fare movimento, ho iniziato a sciare, giocare a tennis e nuotare da piccola, spinta dai miei genitori. Inoltre faccio parte di quella generazione che non conosceva nè internet né videogiochi e che quindi non aveva altro passatempo che stare all’aria aperta.

Per quanto riguarda lo snowboard, ho iniziato piuttosto tardi, ma mi posso considerare soddisfatta perché negli ultimi 2 anni, da quando cioè mi alleno regolarmente con Silvia ed Igor, sono migliorata molto, soprattutto ho acquisito più sicurezza.

Cosa ti trasmette la montagna e qual è il significato dello snowboard nella tua quotidianità?
Sono nata in montagna, nel corso della mia vita ho visitato e vissuto in grandi città e all’estero, ma non ho mai considerato l’idea di lasciare definitivamente il Trentino ed in particolare la Val di Non ed i suoi paesaggi. Abito a quasi 1000 mt e credo non ci sia cosa più rilassante di guardare dalla finestra e vedere solamente prati, bosco e monti innevati.


Sara sul podio a Nakiska

Qual è il significato della parola Parasnowboard per te e che valori è stato in grado di trasmetterti?
Sembrerà strano, ma il far parte di questa squadra mi ha aiutato a rendermi conto di essere disabile, condizione che per comodità o paura non avevo mai preso in considerazione. So che può sembrare assurdo, ma avere vicino persone che non ti fanno pensare/pesare il tuo handicap può avere la controindicazione di fartene letteralmente dimenticare. Il che non è assolutamente un male, ma mi fa sorridere se penso allo stupore che ho provato quando ho ricevuto la telefonata di Silvia che mi chiedeva se avessi voluto far parte della nazionale disabili di snowboard.

Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato nella pratica di questo sport? Come vivi con i tuoi coach le difficoltà legate alla tua disabilità?
Difficoltà, principalmente dal punto di vista psicologico.. ho faticato un po’ a sostenere la tensione della gara, non sono mai stata amante della competizione ed il mio peggior avversario è la mia insicurezza.

Certo, nel boardercross avere 2 braccia per spingersi al cancelletto non guasta, ma con Andrea, il nostro preparatore atletico, e gli allenatori, stiamo lavorando per rinforzare i muscoli giusti e mantenere per tutta la gara l’equilibrio necessario per non sbilanciarsi o perdere velocità, il che probabilmente è più difficoltoso per chi, come noi, è costretto a fare i conti con una parte del corpo ingombrante, pesante, ma senza nessun tipo di forza o sensibilità.

Cosa cambieresti all’interno di questo mondo? Cosa terresti e cosa invece tralasceresti?
Ho conosciuto il mondo del parasnowboard da poco, finora ho trovato solamente validi motivi per non abbandonarlo, nonostante l’impegno che comporta.. ma in ogni caso credo che lo sport in genere sia una delle migliori terapie, specialmente nel mondo dei disabili.. aiuta ad acquistare fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità fisiche, sto parlando soprattutto da chi ha subito un trauma, un’amputazione e che si ritrova a fare i conti con un corpo modificato, un equilibrio sia fisico che mentale più instabile e al quale ci si deve riadattare.

Parlando invece prettamente di te, come gestisci il tuo tempo libero e cosa ti piace fare oltre a vivere sulla neve? Ed una piccola curiosità, hai un rito scaramantico prima dei contest?
Nessun rito, non sono scaramantica, cerco solamente di non farmi vincere dalla tensione. Nei momenti subito precedenti la gara mi posso affidare agli allenatori per gli ultimi consigli ed ai compagni di squadra, che in quel momento sono forse gli unici a capire appieno il mio stato d’animo e con cui ho condiviso molto durante questa stagione.

Nel mio tempo libero cerco di stare il più possibile con Damiano, il mio ragazzo: abbiamo molti interessi in comune e ha la capacità di farmi sorridere in ogni caso, il che lo rende anche il mio migliore amico. Per il resto, mi piace cucinare, adoro la musica, dipingere.. oddio, detta così sembro una casalinga, in realtà esco molto volentieri con gli amici, ma anche in questo caso mi piace variare, che sia un concerto metal, una serata in discoteca o un film, non ha molta importanza, l’unica cosa che odio è l’abitudine. Credo che la vita sia troppo corta per limitarsi a fare sempre le stesse cose, ascoltare la stessa musica o frequentare gli stessi posti.

Quali sono le tue aspirazioni per un futuro perfetto? E quali invece quelle più realistiche?
Non so che dirti, pensare al futuro mi ha sempre spaventata, e d’altra parte credo che la perfezione sia un’utopia, e un po’ noiosa se mi permetti.. l’unico obiettivo per il futuro è riuscire a mantenere la felicità e l’equilibrio che mi sono guadagnata negli anni, sarebbe già un bellissimo traguardo.

Ora che ho passato l’adolescenza (da un po’) mi piacerebbe essere d’esempio a tutti i ragazzi e le ragazze che ogni giorno si confrontano con i loro limiti, che siano dati da un handicap fisico o di altra natura. Mi piacerebbe potessero pensare che così come ce l’ho fatta io (e con me tanti altri) possono farlo anche loro.

I prossimi traguardi che vorresti raggiungere?
Sochi ovviamente! Ora che lo snowboard è diventato una disciplina paralimpica abbiamo una ragione in più.. certo non voglio fare progetti a lungo termine troppo ottimistici, dato che stiamo parlando del 2014, ma c’è da lavorare se vogliamo raggiungere un buon livello, quindi dobbiamo iniziare fin da subito!

Come alla fine di ogni intervista che si rispetti ti chiediamo chi vorresti ringraziare e chi ti ha spinto ad arrivare fino a dove sei arrivata.
Avrei una lista enorme! Principalmente i miei genitori per avermi sempre incoraggiata, in tutto, mia sorella e il resto della mia famiglia, Damiano, con cui vivo e il cui sostegno è fondamentale per me, la sua famiglia, i miei amici e tutte le persone che mi hanno sempre accettata per come sono e non hanno mai dubitato delle mie capacità. E poi Tiziana, Mariangela e tutta la FISIP, Sportabili, la mia società sportiva che a Predazzo si occupa di avvicinare persone con disabilità sia fisiche che mentali al mondo dello sport, Silvia ed Igor, gli allenatori. Ed ovviamente gli sponsor, grandi sostenitori sia prima che durante i contest.

Itw a cura di Valentina Bonfanti
Photo Credits: Jacopo Piccardi

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