Fallimento Elan: finisce un'era della snowboard factory - 4 Snowboard

Fallimento Elan: finisce un’era della snowboard factory

di | 2 aprile 2013 | Highlights |

Il mese di marzo ha segnato la fine di un’epoca nell’industria dello snowboard: Elan Snowboard OEM di Fürnitz, Austria, ha dichiarato fallimento e sostanzialmente ha chiuso i battenti. Elan ha prodotto nei 25 anni di attività dal 1987 più quattro milioni di tavole di alta qualità e ora con la bancarotta lascia la fabbrica con 78 operai e più di 90 dipendenti stagionali disoccupati.

Il fallimento sarebbe risultato da un grossissimo debito (valutato dal quotidiano austriaco Der Standard in 8,7 milioni di €) e dal mercato sempre più in crisi. Il motivo di questo dramma finanziario, che ha portato alla chiusura di Elan, rimane oscuro con molte domande al seguito. Le voci che si rincorrono ipotizzano già un ritorno on-line in un prossimo futuro con un nuovo modello di business e proprietari.

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Nonostante la confusione, è necessario cercare di rispondere ad alcune domande per capire cosa significa per l’industria. E’ davvero il calo della domanda nello snowboard la causa del fallimento? Che cosa significa questa chiusura per i partner, tra cui Elan Arbor, Bataleon, Capita, Dinosaurs Will Die, Lobster, e Rome? E quale sarà l’impatto sulla clientela di questi marchi il prossimo inverno?

C’è stato un gran parlare in questi ultimi mesi circa il declino snowboard, le vendite in diminuzione abissale rispetto lo scorso anno, ma non sembra che questa flessione fosse il fattore determinante della chiusura di una delle maggiori aziende del settore. Molti dei marchi Elan, tra cui Lobster, Arbor, e Capita, andavano controcorrente, con aumenti nelle vendite stagione dopo stagione.

Inoltre, non era una questione di qualità. I marchi Elan non erano secondi a nessuno. “Siamo orgogliosi dei prodotti che abbiamo prodotto in questa fabbrica nel corso degli ultimi 10 anni”, afferma il Fondatore di Capita Blu Montgomery.

“Se la recessione [nello snowboard] che stiamo vivendo non è solo l’effetto di un paio di anni di condizioni di neve pessime e cinque anni di crisi economica, non credo sia stato questo a portare Elan fuori mercato”, aggiunge il fondatore di Arbor Bob Carlson. “Riguarda forse più le difficoltà di finanziamento di un business in Europa.”

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Forse è stato altro che ha aggravato le difficoltà finanziarie di Elan nel corso degli anni: Nitro, uno dei maggiori clienti di Elan, ha cambiato produzione scegliendo Playmaker nel 2011. La compagnia capogruppo di Elan, che produce sci Elan in Slovenia è stata acquistata dallo stesso governo sloveno nel 2000 e ha portato ad accuse penali pesanti nel corso degli ultimi anni.

Dipendenti chiave della fabbrica di snowboard Elan cominciarono a lasciare durante l’ultimo anno e il cambio di gestione era segnale chiaro che le cose non fossero in ordine.

Thomas Berger, CEO della fabbrica austriaca GST snowboard, che acquisirà la produzione delle tavole Rome, per la prossima stagione così come alcune delle tavole Capita, concorda sul fatto che a breve termine la capacità di produzione sarà limitata in tutto il settore e sta progettando di dilagare la capacità per il prossimo anno per garantire la consegna in tempo per i propri clienti, tra cui DC, Stepchild, Flow, Niche, Drake, Jones, e YES, in quanto aggiungerà nella produzione Rome, Capita, e APO.

Carlson, manager Arbor, che ha trasferito tutta la produzione a Dubai nella nuova fabbrica Snowboard SWS, vede potenziali aspetti positivi nonostante le disgrazie di perdere un partner forte e storico come Elan: “A lungo termine, credo che l’impatto sarà nullo”, spiega Carlson. “Ci sono un sacco di buone fabbriche in Europa, qualcuna in Cina, e una nuova a Dubai. Penso che ci sarà un riequilibrio naturale che porterà al cliente lo stesso risultato di sempre”

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For It Distribution, che include Bataleon, Lobster, e White Gold, ha già trovato sede per la sua produzione al SBF, la fabbrica cinese che già produce i rispettivi attacchi. “Siamo stati in grado di anticipare questa situazione in tempo testando le nuove tavole per mesi in diverse fabbriche e siamo rimasti molto colpiti con quello che abbiamo ottenuto da loro [SBF]”, spiega il Sales and Marketing Manager Antony Manfredi. “Hanno anche accettato di produrre i nostri attacchi, ciò ci aiuta a ottimizzare la produzione al massimo.”

Il Co-proprietario di Dinosaurs Will Die, Sean Genovese riecheggia la lungimiranza di Manfredi: “Eravamo al corrente da un po’, quindi abbiamo agito di conseguenza. Siamo in trattative finali con i produttori alternativi anche se la produzione cinese non è un’opzione che abbiamo considerato. Per quanto riguarda noi e il resto della famiglia DWD, è business e si agisce di conseguenza! ”

Ciò che risalta dalle varie conversazioni con i diversi brand coinvolti è che i problemi di Elan sono sfortunate conseguenze per tutti gli interessati, ma non rappresenta una campana a morto per il settore, anzi, potrebbe dare la scossa di innovazione di cui il mondo snowboard avrebbe bisogno.

“Sono fiducioso per lo snowboard, il futuro è incredibilmente brillante”, dice Carlson. “Ciclicamente marchi e industrie hanno bisogno di avere un periodo di stop per reinventarsi e migliorarsi: ciò sarebbe successo in ogni caso se Elan fosse fallita o meno. Il futuro appartiene alle persone che ci credono e che continueranno a farlo.” http://business.transworld.net/

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