Specialized S-Works Recon, giocare di prepotenza

S-Works Recon è la scarpa top di Specialized che nasce per l’XC ma, come vuole il ciclismo più moderno, trova una giusta interfaccia anche nel ciclocross, dove noi l’abbiamo provata.

18/01/2019
scritto da Alberto Fossati

S-Works Recon è la scarpa top performance del brand americano, studiata per il cross country e sviluppata per esprimere il massimo trasferimento di potenza in ambito off road, senza sacrificare l’efficienza e l’efficacia quando è necessario scendere di sella. Il doppio rotore Boa è in alluminio cnc, esclusivo per Specialized. Ci piace identificare questa calzatura tecnica come la versione off road della S-Works7 road.

Specialized S-Works Recon

Specialized S-Works7 road

Perché mettiamo sullo stesso piano la scarpa da fuori strada con la specifica per il mondo road; la nostra non è una forzatura ma semplicemente la volontà di interpretare un pensiero ricorrente e comune, per chi normalmente pedala su strada e, nel periodo invernale, lo off road, spesso confrontandosi con le calzature che sono completamente differenti tra loro. Questo di Specialized è l’esempio di un feeling ottimale, molto simile, praticamente uguale che si ha passando dalla Recon alla 7 e viceversa.

S-Works Recon è stilosa ed elegante ma dai connotati minimal, sviluppata per essere rigida e al tempo stesso avvolgente e fasciante ma che al tempo stesso non comprime il piede, una calzatura che tende a distribuire al meglio i punti di pressione lungo tutta l’anatomia del piede. Il grip massimizzato quando le condizioni obbligano allo sgancio del pedale.

Specialized S-Works Recon

La suola Body Geometry è in carbonio Fact con indice di rigidità pari a 13.0 ( la S-Works Road ha un indice di rigidità pari a 15.0, solo per fare un esempio), con inserti ad elevato grip e predisposizione Spd (la filettatura è in titanio). La punta è rinforzata, così come la talloniera PadLock, che ha l’obiettivo di proteggere ma anche di bloccare l’estremità corporea, con un buon adattamento alla forma del piede.

La porzione interna della Recon

La tomaia è in Dyneema, una membrana resistentissima con buone proprietà elastiche e traspiranti, senza cuciture. La tomaia è una sorta di tutt’uno con suola, punta e PadLock posteriore, un complesso che ha il compito di rendere la scarpa leggera, robusta e perfettamente stabile una volta indossata. Il suo design adotta il medesimo protocollo della sorella dedicata al settore road, ovvero il Form Fit, più ampia davanti per lasciare libero il piede, più asciutto dietro per evitare scalzamenti indesiderati. Recon ha un prezzo di 370 euro ed è disponibile nelle taglie dalla 38 alla 47.

Le nostre impressioni

Identificarla come una scarpa “solo” per il cross country ci sembra un specie di limitazione: noi l’abbiamo utilizzata con profitto nella stagione invernale dedicata al ciclocross.

Una foto in azione durante una gara cx

Generalmente le calzature di questa categoria hanno una certa “durezza”, a volte molto rigide, talvolta piuttosto strette, non adatte ad un’ampia schiera di utilizzatori, spesso con una versatilità limitata. La S-Works Recon propone un concetto nuovo per il segmento race oriented: la forma e il design della scarpa sono pensati per la comodità, anche a lungo termine dopo ore di attività, i materiali sono il massimo che la tecnologia di oggi può proporre, in termini di performance, peso ridotto e longevità. L’avampiede è libero, le dita si muovono e non sono schiacciate, ne sopra ne ai lati, mentre il tallone è ben saldo, in particolare nella zona del calcagno. Si scende a piedi, ci si alza in piedi sui pedali, si spinge e si va in trazione per esprimere la massima potenza, la scarpa non si muove. Tutto scontato? No, proprio per questo la Recon diventa un bello strumento rivolto a chi piace spingere senza pensare di assecondare qualche difetto della scarpa: indossi la Recon, adatti i Boa in base alle tue esigenze e non ci pensi più, quando sei sulla bici e quando sei costretto a scendere di sella.

In questa immagine si vede il design Form Fit.

La tomaia, in particolare nella parte interna del piede, si abbina perfettamente, senza arricciatture, grazie anche ad una chiusura che ci piace definire asimmetrica. Il doppio Boa in alluminio è bello ed efficiente e funziona anche dopo una competizione fatta tra fango e pioggia. Altro dettaglio non secondario è il design vicino all’articolazione della caviglia, che grazie ad una vistosa svasatura rimane sempre libera: con pedala con il “gioco di caviglia” apprezzerà in modo particolare. Altro dettaglio che vogliamo sottolineare è la “concretezza” del prodotto: dopo circa due mesi di utilizzo molto intenso tra training, gare e test, la calzatura non mostra segni di cedimento, usura e deformazione, particolari che “fanno ritornare” l’investimento.

specialized.com

[A cura della redazione tecnica, foto di Sara Carena e Matteo Malaspina]

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