SuperGiro Dolomiti 2018, il nostro racconto

Lienz, Dolomiti, SuperGiro, per noi, popolo granfondistico delle due ruote, questo luoghi sono sinonimo di impegno e sudore, fascino e passione.

15/06/2018
scritto da Alberto Fossati

Lienz e SuperGiro Dolomiti, un binomio da favola. Lienz é l: graziosa cittadina del Tirolo, ordinata e tranquilla, meta ordinaria di rilassanti vacanze alpine nel cuore delle dolomiti e della Val Pusteria. Per noi, popolo granfondistico delle due ruote a pedali, questo luogo è invece sinonimo di impegno e sudore, poiché ospita una delle più dure manifestazioni del calendario internazionale: la Dolomiten Radrundfahrt, ovvero il Supergiro delle Dolomiti.

Ecco il racconto del nostro Riccardo Zacchi:

Vi presi parte già lo scorso anno, guadagnando un’ingente dose di fatica che avrebbe dovuto bastarmi per non parteciparvi più per i successivi 7 o 8 anni, ma il richiamo della soddisfazione maturata alcuni giorni dopo il conseguimento della mia personale “impresa” ha fatto si che decidessi di tornare ai nastri di partenza, invogliato, allo stesso tempo, dal magnifico percorso che essa propone. Ricordo che un anno fa terminai il mio racconto dicendo che questa è una gara in cui si deve assolutamente arrivare allenati e preparati, per non incappare in spiacevoli situazioni di “trascinamento” fino all’arrivo e successiva nausea/ripulsione della bici: confermo questo presupposto, il tracciato è davvero esigente e richiede cognizione dei propri mezzi.

Stiamo parlando di 232 chilometri e circa 5200 metri di dislivello, spalmati sia su salite pedalabili sia su lunghi segmenti con pendenza in doppia cifra; vi è anche il percorso Classic con 112 chilometri e 1870m di dislivello, che permette ai suoi partecipanti di godersi i magnifici paesaggi locali senza eccedere con lo sforzo. Sono sempre molto entusiasta all’idea di prender parte alle competizioni in terra austriaca, dove l’accoglienza è di casa e le attenzioni non mancano mai; inoltre, in questa particolare occasione, l’ambiente più ristretto a livello numerico ci permette di godere di maggiori coccole da parte degli organizzatori, che non mancano mai di riservarci qualche chicca (degustazione di dolci locali, super pasta party, location organizzatissima, kids race il sabato pomeriggio e molto altro ancora!). Ma veniamo al giorno della gara… Per quanto mi riguarda il primo scoglio è sicuramente l’orario di partenza, le 6:30. Quest’ultimo aspetto include dunque una sveglia attorno alle 5 del mattino, il che solitamente equivale già a una scalata dello Stelvio; ma stranamente sono più attivo del solito, svolgo tutte le fasi di preparazione meccanicamente e senza indugi mi presento in griglia ben 15 minuti prima della partenza (qua nessuno sgomita per partire dieci metri prima o per raggiungere la testa del gruppo in fretta e furia). Lo speaker, al contrario mio, sembra già sul pezzo da qualche ora e, oltre a ricordarci le difficoltà odierne, annuncia con clamore la presenza di un’ospite d’onore locale, che risponde al nome di Alban Lakata (tre volte campione del mondo mtb marathon………).

Countdown e via, il gruppo si mette in moto verso il proprio, faticoso, destino. Le prime asperità passano in fretta e, grazie ai riferimenti maturati lo scorso anno, so dove tener duro e dove invece prendere fiato; il compito diventa però via via più complicato, quando le pendenze aumentano e le energie iniziano invece a scemare. Noto con estremo piacere che quest’anno è ulteriormente migliorata l’assistenza in corsa dalle varie moto staffette, addetti (polizia locale, alpini e protezione civile) e volontari, i quali hanno fatto in modo che le strade fossero praticamente chiuse al passaggio della maggior parte del gruppone; superlativi, sia per abbondanza che per qualità, i numerosi ristori dislocati nei punti più strategici del percorso, difficile trovare un altro evento in cui ti forniscono borracce e gel oltre ai normali generi alimentari di supporto.

Nel finale i vari gruppettini che si sono naturalmente formati giungono al traguardo con distacchi importanti tra loro, ma, durante l’attraversamento di ogni centro abitato e nella sede di arrivo, ogni partecipante gode sempre della precedenza rispetto al traffico veicolare, grazie ancora alla presenza e dedizione degli addetti. Il gran clima di festa che si respira a Lienz non è stato scalfito nemmeno da qualche scroscio di pioggia pomeridiano, che non ha fatto altro che rendere più “epico” il conseguimento della propria performance; bella quanto meritata è anche la maglia di finisher, che ci attende nella struttura adibita al pasta party e dove si svolgeranno le varie cerimonie di premiazione (l’immenso e lussuoso impianto sportivo locale, la Dolomiten Halle). Dunque non posso far altro che complimentarmi di nuovo con gli organizzatori, che hanno saputo migliorare ulteriormente una già ottima manifestazione, curando quegli aspetti più “corsaioli” in grado di poter attrarre un maggior numero di pedalatori in totale sicurezza

photo credits: EXPA/Johann Groder

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