Test breve della Merida Scultura Bahrain-Merida

Nel corso di di BikeExperience di Galzignano Terme abbiamo provato la Scultura di Merida, in una configurazione che possiamo definire una sorta di Team Replica. Scultura si dimostra grintosa e scattante, piuttosto fluida nei tratti pedalati e briosa in quelli tecnici. Il test in breve ci ha permesso di assaggiare le caratteristiche principali della top di gamma Merida.

13/09/2017
scritto da Alberto Fossati

Merida Scultura, una bicicletta che ci piace definire sostanziosa, che nel corso degli anni si è adeguata alle evoluzioni del mercato ma che al tempo stesso ha mantenuto il suo design distintivo, moderna e tradizionale al tempo stesso. Questa versione è un monoscocca in carbonio CF4, con scatola centrale press fit larga 86,5 mm, massiccia e voluminosa.

Questa zona è anche l’inserzione della tubazione obliqua oversize, del piantone squadrato e dei foderi bassi, anche loro con un design votato alla prestazione e rigidità: gli stays bassi sono asimmetrici.

Passando alla parte anteriore della bici, non si può non notare il profilato dello sterzo, che mantiene il caratteristico becco superiore, una specie di protuberanza tipica delle produzioni Merida.

Il seat-post ha diametro da 27,2 mm e proprio il frame, nella zona del nodo sella, evidenzia una doppia nervatura che ha l’obiettivo di: non sacrificare il comfort, al tempo stesso di mantenere la zona ferma e rigida, per essere più efficace quando si pedala con forza da seduti.

Giusto precisare che: consideriamo un test breve una sorta di approccio al mezzo meccanico, una specie di prima impressione, non avendo tempo a sufficienza per lavorare in maniera approfondita sulla bicicletta. Per noi un test breve dura dai 60 ai 120 minuti, 30/60 km circa, in base alle disponibilità di chi ci fornisce il mezzo meccanico. Si pedala su percorsi non abituali, senza riferimenti e senza la solita base di lavoro utilizzata per le prove (ad esempio le ruote).

merida-bikes.com

LE PRIME IMPRESSIONI

Scultura, in particolare in questa versione e con questo allestimento è un bel mezzo da gara, comodo quanto basta (in considerazione del segmento di cui fa parte), piuttosto reattiva e scattante. Tutto l’avantreno non nasconde il suo vigore, la sua rigidità, tanto utile quando si pedala in fuori sella che esige una buona dose di attenzione nei tratti tecnici affrontati a velocità elevata. Abbiamo utilizzato una taglia S/M (che corrisponde ad una 52)e ci siamo trovati subito a nostro agio, in particolare in fase di allungamento della schiena: il tubo sterzo è alto 140 mm e facilita la personalizzazione per gli atleti dalla struttura fisica media: questo dettaglio positivo non è cosa di poco conto per gli amatori in genere. Tutta la porzione centrale e il retrotreno sono un esempio di risposta alle sollecitazioni, prontissima allo scatto. Nonostante non sia un progetto aero, Scultura mantiene aiuta a mantenere la velocità e ad aumentare anche quando si è seduti in sella. Questa Merida è una bici esigente ma gestibile e versatile, in alcuni frangenti diventa nervosa e fa emergere la sua propensione all’agonismo ma, siamo convinti che questa bici venga scelta proprio da chi ama la competizione.

 

Potrebbe interessarti anche

Commenti

edicola digitale