Test Patagonia Micro Puff Hoody

Dal Monte Bianco alla Norvegia, abbiamo testato in esclusiva per 6 mesi la giacca Patagonia Micro Puff Hoody. Ecco com’è

30/04/2018
scritto da Marco Melloni

Presentata alla fiera dell’outdoor dell’estate scorsa e messa immediatamente sul mercato, ma solo negli shop Patagonia, la Micro Puff Hoody è arrivata questa primavera in tutti i negozi outdoor.

 

 

Il Test

Noi l’abbiamo testata per parecchi mesi, in trekking alle pendici del monte bianco in autunno, facendo sci in inverno sulle alpi e infine alle Isole Lofoten in Norvegia a Marzo.

Si è dimostrata uno strato intermedio o esterno per qualsiasi attività outdoor di media o bassa intensità: dal trekking, all’alpinismo, allo ski-touring.

La Micro Puff Hoody soddisfa l’esigenza di uno strato caldo e isolante come un capo in piuma ma con i vantaggi di una giacca sintetica. L’imbottitura PlumaFill™ infatti simula la termicità e comprimibilità della piuma naturale con il vantaggio di trattenere il calore anche da bagnata.

E’ un prodotto che ci è piaciuto moltissimo, a partire dalla leggerezza che abbinata ad una vestibilità ergonomica risulta molto confortevole e ci si dimentica quasi di averlo addosso. L’imbottitura trattiene efficacemente il vento (l’abbiamo testata anche in Scooter) e consente una buona traspirazione.

 

 

Il Design

Il design punta al minimalismo e alla funzionalità. Non ha una tasca pettorale che solitamente è un dettaglio apprezzabile ma è dotata di ampie tasche scaldamani con cerniere coperte da flap e due tasche interne con bordo elastico, abilmente ricavate dalla fodera delle tasche esterne.

I polsini e il fondo sono elastici, un dettaglio minimalista ma efficace. Il cappuccio, anch’esso con bordo elastico, non ha regolazioni ma calza bene e in abbinamento ad un collo alto, risulta efficace nel difendere dal freddo, e si adatta all’uso di un casco da climbing.

 

 

Il tessuto esterno, Pertex Quantum® in nylon ripstop non è laminato ma ha un’impermeabilità superficiale data dal trattamento DWR, eventualmente rinnovabile con prodotti specifici, una volta che avrete lavato il capo un po’ di volte.

Accennavamo alla comprimibilità. Rispetto ai classici Patagonia Nano Puff è ancora più comprimibile e si può riporre nella tasca sinistra che come da tradizione è dotata di asola per agganciarlo ad un moschettone. Il peso è super: soli 264 g.

La particolare trapuntatura blocca lo strato isolante e incrementa il loft.

Altro vantaggio rispetto ad una giacca in piuma è la possibilità di lavare il capo tante volte senza conseguenze, un dettaglio importante se si ha intenzione di farci attività e non usarlo solo per scaldarsi in sosta.

 

Il nostro giudizio

Eccezionale. Di midlayer di questo tipo, ad imbottitura sintetica ce ne sono in commercio parecchi, ma non sono tutti uguali.

La Patagonia Micro Puff Hoody, è eccezionale: per leggerezza, resistenza al vento, traspirabilità e termicità. In Norvegia a marzo l’abbiamo tenuta addosso 4 giorni, per fare attività e per gironzolare, senza bisogno di indossare il guscio se non sulla cima delle montagne una volta fermi sotto una tempesta di neve.

 

Disponibile nelle versioni uomo, donna, con e senza cappuccio e smanicata.

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