The Bubble: Noe Font e Francesco Grassi in conversazione

Quella che state per leggere è una conversazione riportata senza filtri fra me (Francesco Grassi) e Noe Font, la mente insieme a Craig Cunningham del nuovo lungometraggio “The Bubble”.

04/09/2017
scritto da Francesco Grassi

Foto Toby Bromwich, Vincent Bergeron, Noé Font

   

       

Quella che state per leggere è una conversazione riportata senza filtri fra me (Francesco Grassi) e Noé Font, la mente insieme del nuovo lungometraggio “The Bubble” il cui trailer è trailer è in uscita oggi per chi si è segnato alla mailing list.  Io e Non ci siamo confrontati proprio su questo argomento,  parlando del ruolo dei social media nella nostra vita e soprattutto nelle industrie di cui facciamo parte.

Mi scuso in anticipo se in alcuni momenti siamo andati fuori tema ma ci piaceva talmente tanto la spontaneità con cui è saltata fuori questa conversazione che abbiamo deciso di lasciarla così, grezza, senza riflettere troppo su come l’avreste presa voi lettori. Potrebbe annoiarvi o avere l’effetto contrario, esattamente come “The Bubble”. Finalmente anche io ho potuto esprimere qualche idea invece di spremere le meningi per compilare il solito questionario di domande sterili. Spero vivamente che questa chiacchierata possa aiutarvi a far diradare un po’ della nebbia che circola intorno a questo film, o quantomeno capire le motivazioni che hanno spinto un gruppo di atleti a smettere di postare compulsivamente sui social per creare qualcosa di una realtà ormai persa.

FG

Ciao Noe, mi sono appena iscritto alla mailing list di The Bubble, e ho scritto a Colleen, il progetto sembra promettere davvero bene bro, state creando davvero una bella visione del kite, molto diversificata rispetto al resto dell’industria, molto più connessa con street culture, musica, scenari underground e pratiche artistiche. Grazie, la vostra visione mi fa sentire molto più al mio posto e so che molto è grazie a te. Quindi si, grand bel lavoro, uomo!

NF

Grazie amico, apprezzo molto le tue considerazioni, bello sapere che c’è gente come te la fuori che supporta progetti come questo. E’ un po’ una scommessa per noi, vediamo come va a finire…

FG

La gente del nostro ambiente è molto diversa da voi ragazzi, questo è vero. Ma andate avanti e la gente lo capirà piano piano. Non c’è qualità se non c’è evoluzione. E credo che voi stiate evolvendo il nostro sport in qualcosa di più interessante, per tutti quelli la fuori che hanno qualche conoscenza sul cinema, arte e fotografia. Coni il vostro lavoro state arricchendo la scena e la state portando più “in the time”. Capisci cosa intendo? il vostro pubblico è vasto…

(se continuano così già questa potrebbe essere l’intervista)

NF

Si, andiamo avanti! Se non ti rispondo significa che sono di nuovo  a filmare, siamo in attesa di un paio di nodi in più. (“ahah”)

Tornando a noi, spero veramente che la gente giusta capisca il concetto. Il punto di  The Bubble è di riportare la gente a godersi un documentario sul kiteboarding come hai vecchi tempi. Speriamo che dopo averlo visto la gente avrà un’ idea più chiara di ciò che è il nostro intento. Se inspira qualcuno ad alzarsi e spaccare nel proprio local spot allora il lavoro è riuscito!

FG

Non posso far altro che sperarlo per voi. Ho molta fiducia in te e negli altri ragazzi quindi, sono sicuro che succederà. Ma sono anche certo che vorresti qualcosa di più da The Bubble. Credo che un altro messaggio molto importante del progetto e anche di altri tuoi lavori è la forte estetica che stai portando nel gioco, che per il kite è molto fresca, è un qualcosa che siamo più abituati a vedere nello snowboard, skateboard ecc… ambienti che sono di natura più connessi con la musica e con la cultura giovanile e forse grazie a questo più “contemporanei”. Il Super 8 è stato riportato alla ribalta da artisti come Tacita Dean o Cyprien Gaillard  qualche anno fa, e vederlo adesso usato per un video di kite è sorprendente! dove prendi la tua ispirazione?

NF

Beh si lo spero. Maggiormente dallo skate e dal surf e da tutti gli artisti e i filmmakers intorno a queste industrie. Ci sono un sacco di persone che cercano di sfuggire ai trends e fare cose uniche e reali.  Io credo che la nostra industria invece si sia adagiata su una routine senza senso dove tutti hanno questa attitudine a falsificare la propria vita tramite i social media. Li tutto funziona da dio, tutto è fantastico e bellissimo e bla bla. E’ triste vederlo arrivare a questo punto, credo che si debba iniziare a dire la verità o almeno ad essere onesti con noi stessi. Con il film stiamo cercando di rappresentare il nostro piccolo mondo e la nostra industria con il suo vero volto senza artifici!

vado a filmare, ci sentiamo dopo!

FG

Capisco, e penso che questo atteggiamento possa essere esteso a quasi ogni ambiente … A seconda della personalità di ogni individuo, alcuni post possono essere letti come una richiesta ai lettori di non dimenticarsi di noi. I social media ti fanno arrivare a quel punto in cui si nasconde il male per mostrare solo il bello delle nostre vite, ma se ci pensi, è il modo in cui le persone agiscono normalmente nella vita quotidiana. Anche prima dei social. Reagire a tutto ciò con un lungometraggio è coraggioso. In ogni buon kite video ci sono sempre due aspetti, le scene di life style e la parte del riding. Come ti approcci al riding? Di solito questa parte è il punto chiave dei video, ma quando guardo qualcosa di tuo vedo aspetti importanti anche in altri elementi. È una domanda stupida, ma sei mai arrivato al punto di pensare che il riding fosse un po limitante? sono pazzo? Voglio dire su tutto il resto si può lavorare ma come si rende quella parte più interessante? hai mai pensato di fare un corto e basta senza il kite di mezzo?

NF

Beh in realtà no o almeno non del tutto, l’idea ha attraversato la mia mente ogni tanto, ma non mi ci sono mai soffermato troppo. Ma vedi,  non credo che ci siano limiti con le parti di riding, il modo in cui fai kite  e i tricks che vuoi mostrare sono la cosa che può rendere le tue part distinguersi dalle altre. Quindi suppongo di affrontare questo problema cercando di fare trick diversi dalla media.

Mi piacerebbe passare ad altre industrie o stili di cinematografia ad un certo punto, ma per adesso sono ancora un kiter  prima di qualsiasi altra cosa e mi sto divertendo a mescolarlo con il cinema.

FG

C’è un’ ultima domanda che voglio farti che mi incuriosisce molto: cosa ti ha spinto così giovane e promettente a lasciare le gare?

NF

Beh sì ho fatto solo quello che mi andava di fare in quel momento. Sono stato fortunato ad avere avuto il sostegno dei miei sponsor e della mia famiglia a fare in pratica in quello che ho voluto. Ho un grande rispetto per tutti quei ragazzi che stanno spingendo lo sport verso quella direzione, il freestyle è fondamentale nello sport e io guarderò sempre con ammirazione i ragazzi che atterrano nuove manovre. Per quanto mi riguarda, non mi divertivo più di tanto alle gare di freestyle e ho trovato il mio posto nella scena park riding, quindi è stato molto naturale andare avanti e cambiare la mia disciplina.

FG

Ok credo sia abbastanza, grazie Noe è stata una bella chiacchierata!

NF

Grazie a te bro ti invio le foto al più presto!

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