Tom Belz, disabilità a 6.000 m

Salire in vetta al Kilimanjaro non è per tutti. Farlo con una sola gamba è davvero per pochi

11/02/2019
scritto da Marco Melloni

Scalare il Kilimanjaro, che con i suoi 5.895 metri veglia sul continente africano, potrebbe sembrare unimpresa alla portata di “quasi” tutti. I requisiti base sono che si goda di una buona salute e si sia discretamente allenati, ma è proprio questo il punto. Avere una buona salute.

 

 

E se a scalare il Kilimanjaro fosse un ragazzo a cui da bambino è stato diagnosticato il cancro alle ossa e a cui all’età di 8 anni è stata amputata una gamba?

Se questo bambino fosse cresciuto e avesse deciso di arrivare in vetta alla cima africana con una sola gamba e due stampelle?

Se questo bambino, ormai uomo avesse un nome si chiamasse Tom Belz e il suo soprannome in Swahili fosse ‘Mbuzi Dume’, Capra Veloce, un animale famoso per la sua straordinaria velocità e agilità in montagna?

 

 

Capra Veloce’ (Mbuzi Dume)

‘Capra Veloce’ (The Strong Goat – Mbuzi Dume) è il documentario su Tom, presentato nella rassegna di E.O.F.T che racconta della sua salita al Mt. Kilimanjaro nell’Agosto 2018.

Ma, e chi pratica sport di montagna lo sa, la realizzazione di un obiettivo è il più delle volte solo la punta dell’iceberg. Sotto c’è un lungo processo fatto di lacrime, sangue e sudore, di momenti in cui si vuole solo lasciar perdere.

 

 

Tom non ha affrontato da solo questo processo, ma è stato aiutato dal Dr. Klaus Sieger, che gli ha salvato la vita 23 anni fa e con il quale ha condiviso quest’impresa.

Per Tom Belz salire sul Kilimanjaro è stato veramente un grande obiettivo. Non l’ascesa in sé, ma il provare a sé stesso di poter riuscire nell’impresa.

 

 

Tutti quanti hanno i propri pesi da sopportare nella vita; per me il Kilimanjaro è una metafora di questo. Tutti hanno il proprio Kilimanjaro da scalare. Gli amori finiscono, i parenti ci lasciano… sono cose terribili ma allo stesso tempo sono opportunità. La vita non è sempre facile come vorresti, per cui devi decidere per te stesso se soccombere alle difficoltà oppure provare a superarle.”

 

 

La storia di Tom Belz è stata proiettata durante l’European Outdoor Film Tour, nelle più grandi città europee.

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Ecco il trailer della rassegna EOFT 2018

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