Vietato surfare: classifica degli spot only locals in Italia

Non prenderla sul serio, ma se puoi evita di surfare negli spot che seguono. La classifica goliardica degli spot Italiani in cui, è risaputo, si sono verificati alcuni dei peggiori atti di localismo.

11/01/2018
scritto da Redazione 4Surf

Localismo…parola tanto discussa e spesso abusata…a volte utile, altre volte costruttiva, raramente indispensabile…Il localismo esiste in tutto il mondo sin dalla nascita del surf e in Italia si è sviluppato con tutte le sue sfaccettature. Se vi chiedessi qual è lo spot più local d’Italia, voi cosa rispondereste?
Ci siamo posti la stessa domanda e abbiamo provato a stilare una classifica consapevoli che, probabilmente, lo spot “only locals” per eccellenza non è finito nemmeno nel radar della guida del buon vecchio Surf News.
In primo luogo in Italia, paese in cui le parole cercano di compensare la poca frequenza di swell, il localismo è sempre al centro di tanti dibattiti. Volete così tanto parlarne? Eccovi accontentati con la classifica degli spot only locals! Quelli vicini al podio consigliamo assolutamente di evitare, a meno che non abbiate un amico stretto e locale che può accompagnarvi in acqua. Ci teniamo a sottolineare, comunque, che questa lista vuol essere solo una piccola uscita goliardica. Partiamo allora dall’ultimo posto!

10) Banzai – Santa Marinella (RM). Localismo a banzai, spot tra i più affollati d’Italia, può suonare un po’ male. Nonostante tutto qualche episodio accade spesso, per non parlare del pittoresco metodo di “regole fai da te” applicato tempo fa, che ha portato prima alla correzione e poi all’oscurazione del famoso cartello per opera di vandali (di seguito l’originale e la versione modificata, quello oscurato è invece lo stesso pitturato con bomboletta nera).
Non è errato comunicare le regole, molti in Italia purtroppo non le conoscono, ma prima di tutto è importante scegliere lo spot in base alle proprie capacità.
Il gesto del cartello non era comunicare un messaggio del tipo “Only logals, go home”, quindi è stato un peccato dato che la sua installazione è stata autofinanziata dai surfisti di Santa Marinella, Ostia e Fiumicino allo scopo di non incorrere in infortuni/litigate causati dall’ormai grande mole di persone che si affacciano in questo spot indottrinati sulle regole.

9) Portonovo, Ancona. L’area attorno al Conero pullula di numerosi spot che, per essere in Adriatico e soprattutto grazie al fondale roccioso, sono di ottima qualità. Qualche anno fa si sono vissuti episodi di intimidazione come defecazioni sopra le auto di alcuni forestieri, qualche gomma bucata e momenti di vera tensione in lineup. Tutto sembra risolto ora, ma meglio conoscere bene le regole e lasciare qualche onda ai residenti se decidete di andare a surfare in alcune secche famose della zona.

8) Calabria. Qui preferiamo non addentrarci in in dettagli, anche perchè di dettagli sugli spot ce ne sono davvero pochi oltre ai più famosi come Bova Marina. Quando lo scirocco pompa questo spot si affolla, spesso sono molti i surfisti che da altre regioni si muovono in trasferta verso l’ottima sinistra, alzando la tensione in acqua. Nulla di che rispetto alle intimidazioni ricevute in privato quando tempo fa abbiamo pubblicato lo screenshot di una webcam affacciata sul lato Tirrenico. Il livello surf in Calabria non è tra i più alti in Italia, il nostro consiglio, se volete surfare la zona, è fatelo senza sparger troppo la voce. E non stiamo parlando di Bova…

7) Varazze. Cara e vecchia secca, così facile da trovare e così affollata da lombardi, piemontesi, svizzeri, austriaci e francesi…la tensione in questo spot spesso è un atto di naturale risposta al sovraffollamento verso una lineup limitata, tensione che nasce anche nei confronti dei vicini genovesi in trasferta, ad esempio. Le regole vanno rispettate, siamo d’accordo, ma anche qualche sup da oltre 100 litri può far male…oltre alla sua “pagaia facile”. Il nostro consiglio? Tante belle onde ci sono nei d’intorni, basta sapersi dividere bene, aspettando che qualche amministrazione brillante sforni nuovi reef artificiali…

6) North shore Sardinia. La costa nord-occidentale della Sardegna, d’altronde come il resto dell’isola, nasconde perle uniche del Mediterraneo. In alcuni giorni anche l’oceano le invidia un po’…Negli anni questi spot non si sono visti su magazine, social o altro che potesse attirarne l’attenzione. Difficili da trovare, epici nelle giuste giornate, la soluzione migliore per surfarli è avere un amico fidato nella zona.

5) Adria, Ravenna. Entriamo ora nella top five ed uno spot dell’Adriatico ci deve pur stare. Sarà la scarsa frequenza, sarà che qualcuno si è pentito di scrivere l’Italian Surf Guide, ma Adria Jetty, l’onda famosa dei lidi nord Ravennati ed home spot degli ormai ex editors di Surf News, non gode di buona fama. Fra topi d’auto (non surfisti, almeno crediamo), locals forti e incazzati, frustrazione costante perchè le giornate buone da S-E durante l’anno si contano nel palmo di una mano,  il nostro consiglio è evitare Adria. Tanto, di spot buoni, la zona di Ravenna ne è piena!

 

 

4) Campania, zona Salerno e non solo. Si fa surf in Campania? Se ne sente parlare davvero poco ma è così, le onde ci sono e sono anche buone, oltre ad essere ben custodite. Nonostante il livello surf non sia tra i migliori in Italia la miccia della rabia, anche per le piccole sciocchezze, si accende facilmente. Circa un anno fa ci è giunto in redazione il video che vi proponiamo qui sopra, a noi piace aiutare chi si impegna nei lavori di editing…ma questo video dopo telefonate minatorie, mail, messaggi privati e minacce varie, è stato costretto a tante modifiche prima di tornare online…Campania, spot difficili da trovare, consigliato evitarli…

3) Il Sale. Qualcuno dice che si trovi in Toscana, noi non ne ne siamo sicuri 🙂 …o preferiamo non dirlo! Il Sale è una leggenda, il Sale è lo spot da evitare per tanti motivi! Primo fra tutti è che non lontano ce ne se sono altri molto belli, secondo la comunità locale dello spot è tra le più longeve ed unite del panorama italiano. Hanno la loro onda, vivono il loro parco giochi anche quando non funziona, lo tutelano e sicuramente sanno custodirlo meglio di molti altri.

2) Salento. Meriterebbe il primo posto se non fosse che qualche voce di corridoio, non confermata, parla di un certo ammorbidimento dei locals più incazzati con l’avvento delle nuove generazioni, parallelamente alla promozione di regole e rispetto. Fatto sta che qualche anno fa il forestiero senza ganci che si affacciava sulle perle del Salento non era di gradimento e nemmeno si sarebbe potuto cambiare. Prima veniva intimidito con le buone, poi se non bastava si passava alle cattive. Ora la situazione potrebbe essere leggermente cambiata, ma certi spot sono ancora irraggiungibili.

1)Medio Capo, Oristano. La Sardegna è ricca di spot fantastici, c’è spazio per tutti quasi ovunque, ma al Medio Capo proprio no! “If you don’t live here, don’t surf here” – il Godzilla, dopo la crescita del surf nel Sinis è rimasto l’unico spot nell’area in cui entrano solo i localsNon possono accedere alla destra tra Capo Mannu e il Mini Capo nemmeno i surfisti delle province vicine.
Poco importa questo, il Sinis è pieno di altri spot ottimi e se ci si sposta di qualche km senza inseguire il “gregge surfistico” c’è ancora la possibilità, in Sardegna, di surfare onde eccellenti quasi in solitaria.

Cosa ne pensate? Come tutte le classifiche ovviamente può cambiare, se vuoi integrare la “only locals spot chart” scrivici il tuo punto di vista su facebook o all’indirizzo redazione@4surf.it

 

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