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Il Raley: cosa è e come si esegue

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Per molti riders fare kite significa solo e unicamente sganciare! la disciplina wakestyle è infatti una delle più diffuse al mondo, nata quando ancora i kite erano a due linee e non esisteva il depower, il “wakestyle” si è enormemente diffuso nel mondo fino a diventare la disciplina primaria del nostro sport.

Quindi se avete appreso bene le andature e sapete già fare i vostri bei saltoni agganciati, proveremo ad aiutarvi a spingervi un gradino più su!

 

Il Raley

Il Raley è la base imprescindibile di ogni buon trick sganciato! Senza Raley è come tentare di fare la pasta senza farina, per intendersi, quindi mettiamoci a lavoro e vediamo di che si tratta!

Per eseguire un buon Raley dobbiamo fare attenzione a tre fasi:

il lasco, l’orzata e l’atterraggio.

Ma prima di vederle una per una, va precisato che in tutte le fasi che affronteremo, la posizione del kite dovrà essere sempre la stessa e rimanere invariata: 45° circa dal livello dell’acqua.

1. Il lasco

Se state leggendo questa guida, dovreste essere a conoscenza dei termini base della navigazione e dovreste già sapere che il lasco è quell’andatura in cui si rilascia il bordo dirigendosi sotto vento a metà tra il traverso e la poppa.

Questo momento è fondamentale per vari motivi: uno su tutti estrarre il Cicken-loop dal gancio del trapezio, in secondo luogo creare l’effetto fionda e infine far indietreggiare il nostro aquilone verso il centro della finestra di volo, il che incrementerà la parabola del nostro salto.

Cominciate ad allenarvi semplicemente sganciando e riagganciando il Cickenloop.

Dalla nostra andatura di bolina andremo quindi a rilasciare il bordo portando la tavola piatta sull’acqua, aspettate un attimo per far indietreggiare il kite e sganciate! rimanete sganciati per qualche secondo distendendo le braccia e continuando a lascare, a questo punto riagganciate,  niente di più facile!  Fatto ciò, potrete riprendere la vostra normale andatura.

Per eseguire tutto questo, consiglio di portare le mani al centro della barra, in modo da influire il meno possibile su di essa, mantenendo la posizione del kite invariata. Allenatevi finché sganciato o agganciato non farà più nessuna differenza!

 

2. L’orzata

Una volta sganciati dal kite, prima di perdere potenza e la velocità della planata, dovremo effettuare una brusca inversione di marcia. Immaginate di dover improvvisamente frenare, portando la tavola in direzione di in una bolina stretta, disegnando una virgola sull’acqua con la lamina della tavola, spingendo maggiormente con il tallone posteriore, e facendo uscire la tavola lateralmente. Così facendo, starete esercitando una forza esattamente contraria al tiro del kite.

“Immaginatevi una fionda, in cui l’energia che accumulate trattenendo il proiettile fra le dita, viene sprigionata nel momento del rilascio. In questa fase accade esattamente la stessa cosa: accumulerete energia orzando e al momento opportuno dovrete rilasciarla”.

Più aggressiva sarà l’orzata, più grande sarà il vostro salto, Ma attenzione, questa fase dovrà essere molto repentina, e per effettuare un’orzata efficace dovremo irrigidire bene le gambe, per poi rilassarle al momento del rilascio, tenete la schiena dritta e la barra vicina al corpo. Assicuratevi di avere la mano frontale più pesante rispetto alla posteriore, questo manterrà il kite basso!

Se avrete effettuato bene l’orzata rispettando i timing, dovreste ritrovarvi in aria, in base alla posizione più o meno bassa del kite sarete più o meno orizzontali, come se foste il prolungamento delle linee. Le gambe, dopo la frustata dovrebbero ritrovarsi a mo’ di scorpione, un po’ più alte della della testa. In un buon Raley, non ci sarà bisogno di portarle volontariamente in alto, ma inizialmente, in cui potreste essere ancora poco aggressivi, ricordatevi di farlo.

3. L’atterraggio

 Il grosso è fatto, non vorrete rovinare tutto proprio ora!?

Per un buon atterraggio dobbiamo riportare il nostro corpo in posizione verticale. Ricordate? eravamo orizzontali con le gambe inarcate “tipo scorpione”. Riportiamo ora le gambe verso il basso dirigendo il nose della tavola in direzione del kite, in modo da poter atterrare e proseguire l’andatura, questa fase è fondamentale per atterrare senza problemi!

Siamo a pochi centimetri dall’acqua, distendete le gambe andando a cercare l’impatto con la superficie… ci siamo, assorbite il più possibile l’impatto piegando le ginocchia e boooom, siete atterrati… Ottimo lavoro! Adesso non vi resta che riagganciare e rifarlo finché non cala il vento!

Ovviamente in questa guida si spiega tecnicamente cosa fare, cercano il più possibile di portarvi verso la risoluzione dei problemi, ma molto dipende dalle vostre sensazioni, quindi provate più che potete!

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